– DI LUISA DE MARTINO
luisa.demartino@liberopensiero.eu

… E con esso parte la campagna “Nastro Rosa 2013”, dedicata alla prevenzione del tumore al seno, giunta alla XXI edizione nel mondo.
A ottobre, infatti, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) ed Estée Lauder Companies, società leader nei prodotti di bellezza di prestigio, torneranno ad impegnarsi nella lotta contro questa grave patologia.
La Campagna Nastro Rosa, viene fondata negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in oltre 70 nazioni, con l’obiettivo di sensibilizzare le donne circa l’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella.
La prevenzione resta comunque la strada più sicura da percorrere.
È possibile ridurre il rischio di cancro al seno modificando quei fattori di rischio che possono essere cambiati: limitando l’uso di alcoolici, facendo regolarmente attività fisica e mantenendo sotto controllo il peso corporeo, si diminuisce il rischio di cancro al seno. Anche le donne che decidono di allattare almeno per alcuni mesi ottengono il vantaggio di ridurre il rischio di cancro al seno.
Non usare la terapia ormonale post-menopausa (TOS) può aiutare a ridurre il rischio.
Uno studio ha dimostrato che trattando 10.000 donne con estrogeni (l’estrogeno è l’ormone efficace nel ridurre i disturbi della menopausa) si ottengono 8 casi in più di tumore della mammella.
Tuttavia, sia che le sostanze chimiche ambientali contengano o meno tra le loro proprietà gli estrogeni (come ad esempio quelli che si trovano in alcune bottiglie di plastica o in alcuni cosmetici e prodotti per la cura personale), l’aumento del rischio di cancro al seno non è stato accertato. Se si verifica un aumento del rischio, è probabile che esso sia molto lieve. Inoltre le donne interessate alla prevenzione possono decidere di evitare quando possibile i prodotti che contengono queste sostanze. Oltre che ai cambiamenti nello stile di vita, la cosa più importante che una donna possa fare è seguire le linee guida per una diagnosi precoce. In tal modo non si impedisce il cancro al seno, ma ciò può aiutare a scoprire la presenza del cancro in un momento in cui le probabilità che la terapia abbia successo sono maggiori.

Le donne dai 40 anni di età in su dovrebbero sottoporsi ad una mammografia al seno ogni anno e dovrebbero continuare a farlo finché sono in buona salute.
Le donne tra i 20 ed i 30 anni di età dovrebbero sottoporsi ad un esame clinico del seno come parte di un esame periodico (regolare) del proprio stato di salute da parte di un medico specialista, almeno ogni 3 anni.
L’auto-esame del seno può essere un’opzione valida per le donne a partire dai 20 anni di età, che dovrebbero essere informate circa i vantaggi ed i limiti di questa tecnica e dovrebbero segnalare ogni cambiamento del seno al proprio medico specialista.
L’incidenza di questa grave malattia è in aumento. In Italia ogni anno si ammalano 45 mila donne. Un incremento dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione femminile e all’aumento dei fattori di rischio.
Anche l’età in cui la malattia si manifesta è cambiata: il 30% circa si diagnostica prima dei 50 anni, fuori quindi dall’età prevista dai programmi di screening mammografico. Un ulteriore motivo, questo, per sensibilizzare tutte le donne alla cultura della prevenzione come metodo di vita e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute.