– DI LUCA MULLANU
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Un nuovo crollo nel sito archeologico di Pompei, a cedere stavolta è una porzione di muro di circa 80 centimetri, per una larghezza di un metro e 70 centimetri. Il danno è stato notato dal custode in servizio che ha segnalato lo sgretolamento della parte superiore del muro.

A darne poi conferma è Antonio Pepe, segretario Cisl Bac degli Scavi: “I vecchi mali della città antica non sono stati mai risolti – commenta Pepe – Ancora una volta siamo di fronte all’assunzione di tante teste pensanti, ma di poche braccia da lavoro che dovrebbero invece assicurare la manutenzione ordinaria del sito”.

Sono dunque passati 3 anni dall’ultimo crollo, quando a sgretolarsi fu la Domus dei Gladiatori, un evento tragico per il sito, tanto da animare un forte dibattito nel Paese in cui spiccò il commento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che disse: «Quello che è accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l’Italia. E chi ha da dare delle spiegazioni – aggiunse – non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie»

Evidentemente dal 2010 ad oggi non è successo nulla, come troppo spesso accade in questo Paese, dagli appelli ai fatti passa del tempo e a farne le spese è – in questo caso – il turismo. La Regione Campania possiede un patrimonio artistico e culturale di vasta portata, tanto grande da spaventare l’intero mondo. Ma senza manutenzione, senza promozione, senza una giusta comunicazione dei posti da visitare, la Campania non potrà mai farsi vanto delle proprie bellezze.

Pompei è una di queste, forse una delle più importanti, è il sintomo di un Paese che, crollato un muro, non riesce più ad alzarlo o a prevenire la sua caduta. A fare eco alla rabbia di chi si occupa dei beni culturali è Renato Petra, coordinatore nazionale di Ugl-Intesa Beni Culturali: “Pompei cade a pezzi, ma perché ci meravigliamo ancora? – commenta – Per almeno quindici anni, salvo il periodo del Commissario, sono stati effettuati solo interventi di somma urgenza. Quelli che si fanno senza gara. Niente manutenzione. Se oggi cade un muro non stupiamoci quando domani cadrà una casa”.

Ecco, se domani crolla una casa non stupiamoci quando, poi, cadrà l’intero sito archeologico.