– DI EMANUELE TANZILLI
emanuele.tanzilli@liberopensiero.eu

Oggi ho l’opportunità di affrontare un argomento meno consueto, ma che mi sta molto a cuore; e devo ringraziare il mio amico Salvatore per l’idea, visto che è stato lui a suggerirlo alla persona che sto per presentarvi. Mi riferisco ad Elisabetta Pedata Grassia, giovane autrice e nostra conterranea di cui probabilmente avrete già sentito parlare o letto qualcosa altrove. Quando mi ha contattato per parlarmi del suo libro, che dà il titolo al mio brainch di questa settimana, sono stato più che contento; primo, perché sono uno scrittore (o presunto tale) anch’io, e senza dubbio è facile instaurare un’empatia di primo acchito con i “colleghi”, ma anche e soprattutto perché uno degli obiettivi prioritari di Libero Pensiero è sempre stata la diffusione della cultura, in tutte le sue forme e manifestazioni, anche attraverso canali meno convenzionali.

“Fiori in Rapsodie”, vi annunciavo dunque: un’antologia, come suggerito anche dal titolo, di componimenti poetici e brevi racconti in cui si esprime, con disinvoltura icastica, tutta la spontaneità del cosmo, con un accompagnamento di un sottofondo di musicalità varie ed improvvisate (una rapsodia, per l’appunto) in grado di ricostruire una metafora sinestetica della Natura. Parole e musica, ma anche pittura, una delle tante passioni di Elisabetta, da scorgere con nitidezza nei ritratti che sono il palcoscenico dei suoi “Racconti per ciechi”. In essi troverete una serie di personaggi comuni, umili, a tratti miserevoli e, probabilmente, per qualcuno indegni di rappresentazione. Sono incontri che hanno arricchito l’esperienza dell’autrice, a mo’ di fiammelle che rischiarano per brevi istanti l’oscurità quotidiana delle nostre percezioni. E il cieco in quel momento diventa il lettore, nel senso che i ciechi siamo noi, ogni volta che dimentichiamo l’essenzialità della nostra condizione umana, per svuotarci l’anima dietro alle sofisticherie e al culto del superfluo. Questo è il mio modestissimo parere, beninteso, ma credo che non troverete grosse difficoltà a concordare con me.

Senza dubbio l’aspetto che risalta maggiormente, specie per chi come il sottoscritto avverte distintamente in queste gabbie di cemento che ci siamo costruiti, è il legame indissolubile tra la spiritualità e il suo viversi ed esprimersi nel mondo del creato, sia esso naturale o artificiale, ma pur sempre corda di un’unica risonanza, espressione di una sola meraviglia divina. L’ouverture è più che emblematica: vi troviamo infatti una dedica al mare, al vento, e alle anime libere, una triade simbiotica in cui si racchiude e si schiude, proprio come un fiore appena prima dell’alba, tutto il substrato emotivo ed emozionale dell’opera.

In definitiva, senza addentrarmi ulteriormente nella descrizione dei testi, che mi auguro scoprirete da soli, spero comunque di avervi instillato un po’ di curiosità. Molto spesso – ma diciamo pure sempre – gli autori emergenti faticano a trovare il giusto spazio, per via di un mercato che stenta, delle case editrici che da promoter culturali sono diventate bancarelle del mercatino delle pulci, degli autori che mirano soltanto a far scandalo per finire in televisione e, diciamocelo, anche per colpa di noi lettori che ci siamo progressivamente impigriti appresso ai reality show e ai salotti della domenica pomeriggio. Leggere fa bene, apre la mente e tutte le finestre sul mondo che la lontananza fisica non ci permette di spalancare di persona. E poi fa sentire meglio: dopo una buona lettura ci si sente arricchiti di un tesoro che nessun film o telenovela o rivista di gossip sarà mai in grado di pareggiare. Per cui, se fossi in voi, prima di scegliere l’ultima fatica (immane) di Fabio Volo o Federico Moccia, o magari addentrarvi nelle lande tenebrose di Twilight, valuterei anche l’esistenza di qualcos’altro.

Per ulteriori informazioni su “Fiori in Rapsodie”, potete cliccare qui.
E per commentare, criticare, rispondere al mio articolo, sono disponibile come sempre all’indirizzo emanuele.tanzilli@liberopensiero.eu

Buona domenica a tutti.