– DI AGNESE CAVALLO

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Napoli diventa sempre più una città per biciclette. È in atto una trasformazione che, ci si augura, giunga a compimento. Prima nasce il progetto di chiudere al traffico il lungomare – con non poche polemiche -, poi quello di creare una pista ciclabile che congiunga il centro di Napoli con la periferia.  Certo, quest’ultimo progetto non sembra aver avuto molti consensi, soprattutto se si considera che, in alcune zone,  la pista ciclabile si presenta come una serie di “ spiringuacchi” sul manto stradale che raffigurano delle malriuscite sagome di bicicletta,  più che come un percorso ciclabile. Critiche a parte, è assolutamente da premiare l’ottima intenzione di voler dare alla città partenopea una veste nuova, volta alla dinamicità culturale, sociale e ambientale. È bello poter vedere ragazzi con zaino in spalla che si recano alle università, o donne con il cestino della bicicletta pieno di buste della spesa o lavoratrici e lavoratori in sella alle bici che si recano ben vestiti in ufficio. Ti strappano un sorriso e un moto di soddisfazione insieme. Non meno soddisfatti sono i turisti, che, diversamente dal popolo napoletano, sono abituati a muoversi col mezzo a due ruote e sembrano apprezzare l’ecologico trasporto. Sì, perché la bicicletta permette di ammirare le bellezze che ci circondano, di non inquinare, spostandosi in maniera ecosostenibile. Insomma i napoletani sono contenti e i progetti non si fermano. Aver ospitato la partenza del Giro d’Italia ne è una dimostrazione, come anche la  BICINMOSTRA 2013, tenutasi alla Mostra d’Oltremare nei primi giorni di maggio, e ancora la “Giornata mondiale delle bicicletta” del 12 maggio, occasione, questa, in cui si è svolta la prima edizione del «Cyclopride», passeggiata ecologica a due ruote. Le iniziative del Comune di Napoli sono tante e guardano al futuro, ad una città in tutto e per tutto ciclabile. Infatti, per sponsorizzare lo spostamento in bicicletta e per una mobilità sostenibile e integrata, Metronapoli fornisce un servizio nuovo:  il trasporto della bicicletta in metrò e sulle quattro funicolari in maniera gratuita. Su linea 1 l’ingresso è consentito dal lunedì al venerdi dalle ore 6.00 fino alle ore 7.00 e dalle ore 20.00 a fine servizio. Il sabato e la domenica per l’intera giornata.  A questa iniziativa si accompagna un altro progetto che unisce arte e funzionalità: parcheggi-scultura in prossimità delle Metro. Ogni stazione Metro di Napoli avrà  il proprio parcheggio di biciclette, per niente convenzionale e del tutto originale. Il parcheggio si presenta come una  vera e propria scultura architettonica a forma di M – il progetto si chiama per l’appunto EMME – che richiama il simbolo della Metropolitana, fornendo un servizio efficiente senza però tralasciare il design. L’iniziativa costituisce una risposta concreta alla crescente domanda di mobilità dei cittadini e un risultato tangibile del dialogo costruttivo tra enti istituzionali ed utenti. In questo modo Napoli prova ad adattare la propria urbanistica ad un eventuale adozione di un mezzo che, agli inizi del ‘900, era l’unico possibile e che oggi può rivoluzionare la concezione di vivere la città. Il progetto in questione è  stato presentato in occasione del concorso Napoli Design District, durante il quale il primo premio è stato vinto da un giovane architetto ventisettenne napoletano, Andrea Fiore (www.flow-r.it), dimostrando come le eccellenze e il genio dei giovani partenopei siano una garanzia su cui puntare. Il parcheggio, come dice l’architetto, è di facile utilizzo ma non sembra ancora chiara la sua funzione, probabilmente per il suo design che non fa pensare ad un parcheggio bensì ad una scultura. Il suo utilizzo è semplice: basta adagiare perfettamente la bicicletta alla sagoma della rastrelliera attaccando in tutta sicurezza la propria bici. Avendo la forma di una bici, il parcheggio può essere utilizzato da entrambi i lati, in modo che ogni rastrelliera possa ospitare almeno due biciclette. Il progetto nasce per supportare  un tessuto urbanistico che, in maniera multilaterale, possa agevolare la ciclabilità attraverso parcheggi funzionali  e  dal design originale, ad esempio attraverso piste ciclabili, il trasporto di bici sui mezzi pubblici, e chiudendo strade al traffico. In tal modo arte, design, ambiente, mobilità si combinano per dare un volto nuovo alla città napoletana. Arte e funzionalità si si fondono insieme per non scindersi: così per la creazione della MetroArt, così per il progetto EMME. Sono tanti progetti che lavorano in simultaneità. L’arte non è più qualcosa da guardare in lontananza, ma va toccata, usufruita per poter esserne i protagonisti. I napoletani devono solo saltare in sella e riappropriarsi dei propri spazi.