– DI SARA RAMONA PELLEGRINI

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Ovvero Religione – Entact – Crisi. Un acronimo per spiegare sinteticamente quello che sta accadendo ultimamente. Che le previsioni non fossero delle migliori lo sapevamo già (vedi Apocalisse), non ci si aspettava però che anche la sofferenza e lo scoramento sarebbero diventati business. C’è una soluzione per ogni necessità, e questo lo sappiamo, ma il punto è: sono necessità necessarie? Accendi la tv e subito ti propinano una serie di prodotti da acquistare ma, attenzione!, il trucco c’è ma non si vede; se non sei in grado di procurarti questi oggetti non meriti di esistere. Nasce così un senso di insoddisfazione ed inadeguatezza a cui però c’è comunque rimedio: nel supermarket delle religioni troverai ciò che ti serve. Tra processioni, viaggi della speranza, statuette miracolose e iconografie prodigiose ci si può perdere. E se questo non dovesse bastare abbiamo le pillole della felicità. Da quando è esploso il boom degli psicofarmaci, intorno agli anni 50, l’uomo si è sempre più allontanato da se stesso. A cosa serve fermarsi un attimo a pensare a dove stiamo andando, se possiamo diventare dei Superman e delle Wonder Woman che recaptano la serotonina persa? Gli psichiatri, fino ad allora snobbati dalla medicina ufficiale, hanno finalmente visto la luce. La malattia mentale è finalmente stata catalogata e sezionata. Nascono così centinaia di nuove patologie, esatte come un orologio svizzero, a cui come un corollario viene associato un farmaco. Una sterminata macchina da soldi a cui difficilmente riusciremo a rinunciare. Nel 2020 le statistiche indicano la depressione come la seconda causa di morte, preceduta soltanto dall’infarto. Strano paradosso. Per comprare dobbiamo lavorare, per lavorare dobbiamo correre e stancarci ed infine, una volta stanchi, ci fermiamo sfiniti e depressi. I soldi non bastano mai, non siamo mai all’altezza, mai abbastanza e quindi per riprenderci ci servono medicinali; e per comprarli altri soldi; e quindi ci scoraggiamo e rattristiamo ancor più di prima. C’è qualcosa che non torna… forse dovremmo soffermarci un attimo a riflettere.