– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
sara.pellegrini@liberopensiero.eu

È indubbio il fatto che internet ci ha cambiato la vita, senz’altro semplificandola. Anzi, sembra che i maggiori problemi provengano da coloro che criticano questo nuovo mezzo di comunicazione, facendo un uso improprio di esso e delle sue potenzialità. Ma vediamo nel dettaglio, per la mia esperienza personale, in cosa è consistita questa svolta. Dalla possibilità di pagare le tasse universitarie on line, prenotare esami e comunicare con i docenti fino a caldeggiare l’idea di un eventuale iscrizione ad un polo telematico, con un risparmio economico notevole in termini di spostamenti e libri, nonché tempistico per l’immediatezza dello scambio interpersonale. E cosa importa se si accusa il web di aver danneggiato i rapporti umani? Sarò in totale dissonanza con l’opinione dominante, ma ritengo che le persone si debbano incontrare dal vivo soltanto quando ne vale realmente la pena, e nei casi in cui possiamo ricavarne un reale beneficio. Nella vita quotidiana il pc è utile per pagare le bollette, scannerizzare documenti, accedere al conto corrente ed effettuare transazioni, ecc… Mi è capitato spesso di ascoltare commenti moralizzanti per poi scoprire che chi li fa si iscrive ai social network utilizzando falsi profili, e utilizza il contenitore telematico per convogliare su di esso frustrazioni e dire cose che non avrebbe il coraggio di dire in prima persona.

Per non parlare poi del vantaggio ecologico che deriva dall’aver abbandonato una mole sterminata di materiale cartaceo trainando larga parte dell’attività editoriale e letteraria. Noi per primi, intendo noi della redazione di Libero Pensiero, abbiamo come mission primaria quella di far circolare le informazioni nel modo più esteso possibile, cosa che risulterebbe molto più complicata se dovessimo girare con il nostro caro giornale. Soltanto utilizzando il web possiamo comunicare con l’altro lato del globo e con i satelliti nello spazio. Quindi, un ringraziamento particolare va a tutti coloro che dell’informatica hanno fatto una professione: tecnici, creatori di siti, programmatori, ecc. Sarebbe un sogno vedere un giorno anche i nostri edifici riempirsi di computer, con i bambini non più piegati sotto zainetti pieni di libroni e con tanti impiegati amministrativi che si destreggiano tra un software e l’altro, evitando di creare tanti disagi ad un’utenza già abbastanza provata dalla disorganizzazione del nostro apparato burocratico… come invece accade adesso. Mi congedo dalla mia postazione in cameretta augurandomi e augurandovi una buona vita… e una buona chattata.