– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
sara.pellegrini@liberopensiero.eu

Durante l’ultima riunione della nostra redazione abbiamo discusso di molti aspetti tecnici. E dato che il nostro giornale vuole essere il più credibile possibile, ho deciso di condividere le problematiche emerse con voi lettori. Credo che la prima cosa che salta agli occhi, quando si clicca sul nostro profilo, è la grafica. Il nostro sito web si offre ai vostri occhi con un format comune a molti altri: una certa stereotipia nella suddivisione in sezioni (vedi Home, Politica, Attualità, ecc.) che, nonostante possa apparire un po’ noiosa, conferisce al nostro progetto una veste professionale. Un caporedattore fuori dagli schemi, ma non per questo non perfetto per il ruolo che occupa. Emanuele, così lo chiamiamo, è un ottimo organizzatore. E nonostante non ci dia alcun diktat per quanto riguarda i tempi di consegna di ogni articolo, riesce sempre a giostrare abilmente tutti i pezzi, e a renderli i più fruibili possibile. Non nascondo di essere stata durante l’ultimo incontro e, come spesso accade, il bastian contrario. In particolare meditavo sulla possibilità di rendere più accattivante il nostro portale, ma per questo ci avvarremo del supporto degli esperti nel settore. Una redazione, un gruppo. Coeso perché composto da ragazzi e ragazze della stessa generazione che cercano di aprire nuove prospettive e nuovi scenari. In un periodo in cui si parla e si sparla di tutto, e in cui le notizie rimbalzano da una pagina all’altra con una velocità isterica e allo stesso tempo noiosa, noi cerchiamo di farci notare… e soprattutto di farci leggere. La nostra mission è informare senza scocciare. Non è semplice. Perché tante cose le vorresti dire, ma poi ti restano sulla punta della lingua (o della penna, ndr). Perché la democrazia è quasi un’utopia. Appena hai il coraggio di trattare temi scomodi devi aspettarti reazioni, verbali e non. E allora è una questione di bravura… ma soprattutto di coraggio. E non è scontato averlo, ma soprattutto non è scontato saperlo apprezzare. Ammetto che il nostro stile espositivo non è per tutti e non tutti lo comprenderanno. È complesso. Oscilliamo continuamente tra il raccontare fedelmente un argomento e il conservare una certa infomalità e leggerezza dell’esposizione. D’altronde anche lo stesso titolo è un paradosso voluto. Il nostro è un pensiero… libero!