– DI CARMELA DAVIDE
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Al centro delle polemiche negli ultimi giorni c’è una città che, tra rovine e speranze, cerca di non cadere a pezzi: Pompei.

Uscito da pochi giorni in tutte le sale, ‘Pompei’ è il film che sta facendo discutere tutti gli appassionati di cinema e gli abitanti dell’antica città romana. Il film racconta la storia di Milo (Kit Harington), schiavo che si ritrova a lottare contro il tempo per salvare la donna che ama, Cassia (Emily Browning), la bella figlia di un ricco mercante che è stata però promessa a un corrotto senatore romano.

Quando il Vesuvio esplode con un torrente di lava incandescente, Milo deve riuscire ad abbandonare l’arena e salvare la sua amata, mentre quella che un tempo era la splendida Pompei gli crolla attorno.

Sebbene la città sia stata completamente ricostruita grazie alla più avanzata tecnologia ad oggi esistente, il regista ha filmato Pompei riprendendo il vulcano e gli scavi da ogni angolazione. Ricco di effetti speciali, il film ha ricostruito con esagerazione l’eruzione del 79 d.C. creando non poche polemiche. Molte sono state, infatti, le persone che hanno pensato l’uso – da parte del regista – del Vesuvio solo come un escamotage, per dare più enfasi alla tragedia e rendere, quindi, più avvincente la love story, tralasciando la verità storica.

Che sia un semplice elemento scenografico o no, per i partenopei assume un altro significato. Antonio Irlando dell’Osservatorio Patrimonio Culturale commenta con queste parole l’uscita del film statunitense: «La pellicola hollywoodiana abusa solo del nome e della tragica fine ad opera dell’eruzione vulcanica del Vesuvio. Nessun riferimento storico e ambientale da ritenersi attendibile, nessun elemento del racconto che possa richiamare gli aspetti originali della quotidianità dell’antica città romana». «Servirà anche questa milionaria sceneggiata, spacciata per pellicola che racconta di Pompei – continua Antonio Irlando – a far comprendere che la retorica dello sfruttamento della cultura italiana non è utile alla buona reputazione del Paese e al suo corretto sviluppo che si vorrebbe fondare proprio sulla cultura identitaria».

Contrario, invece, è il pensiero della Soprintendenza pompeiana che afferma come il lancio del film testimoni un rinnovato interesse per il sito archeologico, che aumenterà le visite in modo consistente negli scavi, sia di Pompei che di Ercolano. In ogni caso, nel tempo gli appelli di restauro e manutenzione che i cittadini, e non solo, chiedono per il sito archeologico si sono fatti più forti.

Anche durante la settimana della moda – che si sta tenendo a Milano – non ci si dimentica della città di Pompei. Ed è il caso dello stilista Roccobarocco, che ha presentato la nuova collezione autunno-inverno ispirata alle rovine della città di Pompei: mosaici riproposti su gonne e dipinti floreali su abiti di seta. Il suo appello è inoltre rivolto al nuovo governo Renzi: “Pompei deve essere salvata! Non dimenticatevi dei beni culturali italiani, patrimonio dell’umanità: sono la nostra forza. Perché il nostro passato è glorioso e rimarrà nella storia”.