– DI MARCO DI DOMENICO
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Domenica 16 Febbraio, si voterà in Campania, e in tutta Italia, per eleggere il segretario regionale e i 243 membri della nuova assemblea regionale. Per essere eletto, occorrerà il 51% dei consensi, altrimenti sarà l’assemblea regionale a scegliere il segretario, con la stessa maggioranza. Le liste sono divise per collegi: 6 a Napoli, 4 a Salerno, 3 a Caserta, 1 ad Avellino e uno a Benevento.

Per la prima volta i cittadini campani sono chiamati a scegliere il segretario regionale del Partito Democratico. Le sfide da affrontare sono davvero tante.
In primis c’è il rapporto tra il partito e i cittadini della Campania, sempre più disinteressati e sfiduciati da una serie di politiche di tagli ai servizi essenziali: trasporto, sanità e istruzione. Ancora, pesa come un macigno la questione ambientale, con la elevata incidenza tumorale nelle zone della Terra dei Fuochi. Ovviamente, anche la questione lavoro è centrale: molte le vertenze aperte in cui il partito dovrà provare a dire la sua.

Tre i candidati: Assunta Tartaglione, deputato PD, con la mozione “Vince la Campania”, Guglielmo Vaccaro, deputato PD, con la mozione “#cambiAMOlacampania” e Michele Grimaldi, coordinatore regionale dei Giovani Democratici con la mozione #èpossibile.

La Tartaglione punta forte sul rinnovamento: innanzitutto, il PD campano dovrebbe sperimentare metodi alternativi di iscrizione, come l’iscrizione online per evitare che le sezioni singole diventino dei comitati elettorali. Per essere un partito inclusivo, dovrebbe aprirsi a circoli e associazioni che affrontano tematiche specifiche: ambiente, diritti civili ed immigrazione.
Bisogna, poi, elaborare una seria proposta di governo, affinché il centrosinistra torni a guidare la Campania: lavorare sull’emergenza ambientale, sui trasporti e la sanità. Promette una netta opposizione al governo Caldoro senza più sconti.
Interessante è il punto di vista sull’Europa: non bisogna chiedere solo fondi o subire decisioni, ma c’è la volontà di candidare Napoli come sede dell’Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea (APEM) e del Fondo Euro Mediterraneo di Investimento e Partenariato (FEMIP). Infine, i punti di forza della crescita e del rilancio della Regione dovranno essere: valorizzazione della ricchezza culturale e agroalimentare dei territori; creazione di infrastrutture e ricerca universitaria, con un nuovo polo tecnologico – scientifico.

Vaccaro pone al centro della sua proposta il confronto e l’impegno politico del partito democratico: basta con dissapori e con la dialettica dello scontro, per il deputato del PD è giunto il momento che anche in Campania si superi l’immobilismo e si lavori per una proposta di governo, aprendosi al più ampio dialogo con i sindacati, imprese, terzo settore, Governo ed Europa. Solo sintonizzando i bisogni dei più deboli e valorizzando l’innovazione e il merito, il centrosinistra può invertire la rotta della regione Campania.
Si deve ripartire dal decreto Pompei per rivalorizzare i beni culturali e bisogna puntare necessariamente sul ricambio generazionale.
Il partito democratico potrà legittimarsi a guidare la Campania solo dopo aver creato delle dinamiche partecipative, volte a stabilire collegamenti con le realtà locali, azionando tutte le leve possibili di associazionismo e concertazione.

Michele Grimaldi si preannuncia vero e proprio outsider della competizione elettorale, con un programma molto corposo e con molti giovani in lista. Dichiara guerra ai doppi incarichi e punta forte e spedito sulla ricerca, l’università e la conoscenza, immettendo il sapere nel lavoro per riattivare lo sviluppo: tutto ciò è il “ticket pubblico per rilanciare il Mezzogiorno”.
Sostiene fermamente di voler finanziare la legge regionale sul diritto allo studio e di porre in essere l’economia sociale per contrastare il fenomeno mafioso. Tocca anche i cosiddetti diritti negati: casa, welfare, salute e trasporti, sostenendo di volersi battere per i più deboli per le politiche sociali, in contrapposizione alle politiche di austerity e di macelleria sociale messe in piedi dal Governo Caldoro.
Ancora, reclama risorse per avviare le bonifiche nelle Terra dei Fuochi, prevedendo anche commissariamenti e sanzioni per amministrazioni inadempienti in tutti questi anni, ma anche incentivi e premi per quei Comuni che hanno avviato una seria raccolta differenziata.
Il partito democratico deve farsi, quindi, portavoce di queste istanze e deve anche chiedere scusa a tutti i cittadini impegnati nella costruzione del progetto PD, che ha usato, accusa Grimaldi, le loro forze per battaglie utili ad interessi personali e verticistici.

Interessante sarà il dato di partecipazione elettorale di domenica: bisognerà capire se il PD gode di quella legittimazione che a livello nazionale ha incoronato Renzi segretario, ma che qui in Campania, per vari errori commessi in tutti questi anni e per la mancanza di proposte a lungo termine, forse, non c’è ed è da ricostruire con una forte azione su tutti i territori, rinnovando una classe dirigente e mettendo in campo una proposta politica di lungo termine.