– DI MARCO DI DOMENICO
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Il 12 Dicembre si è tenuto, presso l’Università La Sapienza di Roma, un convegno sulla Green Economy, indetto dalle più alte cariche dello Stato. Erano presenti i Ministri dell’Economia, Saccomanni, dell’Istruzione, Carrozza, e dell’Ambiente, Orlando e il Presidente di Confindustria, Squinzi. Assenti il Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato.

Gli studenti della Sapienza hanno colto l’occasione per manifestare il proprio dissenso contro le politiche di definanziamento, di dequalificazione e di privatizzazione degli atenei pubblici italiani, messe in atto negli ultimi 20 anni. In piazza, c’erano anche molti degli occupanti degli studentati che lamentano l’assenza di posti alloggio e di borse di studio per i meritevoli sulla base del reddito e della carriera accademica. Tanti anche gli aspiranti camici bianchi, che protestano contro il taglio di 2500 borse di specializzazione e di 11 miliardi per la sanità.

Gli universitari hanno sfilato per i viali del Rettorato, cercando di fare pressione per entrare all’interno per intervenire e smascherare ciò che definivano “Il palcoscenico per i responsabili degli attacchi che quotidianamente subiamo”. Ma, all’ingresso laterale, la tensione con le forze dell’ordine è salita: lanci di uova e di petardi (non di bombe carta come si pensava in un primo momento) hanno scatenato una dura risposta della polizia. Non una semplice carica di alleggerimento per disperdere il corteo di 300 studenti, ma una vera e propria caccia ai manifestanti, inseguiti e caricati anche sul “pratone” della Sapienza. Caricata anche la prima fila che teneva aperto lo striscione.

Dopo il fermo di due ragazzi, denunciati e rilasciati poco dopo, gli studenti sono scesi in corteo per uno stop alla repressione.
Gli universitari chiedono, ora, che il Rettore, Luigi Frati, prenda una posizione e si dimetta per aver consentito ai reparti celere di militarizzare l’ateneo, reprimere indiscriminatamente la protesta e l’aver minimizzato gli scontri: “La situazione è sotto controllo, qualche botto di saluto, siamo vicini a Capodanno…”. Anche la Federazione Lavoratori della Conoscenza di Roma e del Lazio ha chiesto immediate spiegazioni al Rettore, pur condannando gli episodi di violenza, ma ritenendo spropositato un tale intervento repressivo.
Occupati il dipartimento di Igiene e la facoltà di Scienze Politiche per fare pressione sul Rettore, affinché rassegni le dimissioni prima della scadenza del suo mandato (ottobre prossimo).

“E’ necessario ristabilire una dialettica democratica che dia la possibilità a chi da mesi sta protestando contro le politiche di austerity e la Legge di stabilità di esprimere il proprio legittimo dissenso senza dover correre il rischio di mettere a repentaglio la propria incolumità”. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal sindacato studentesco Link – Coordinamento Universitario, che lamenta un attacco alla spalle da parte della polizia (come dimostrano i video di Repubblica TV).

La situazione sociale in Italia non è delle migliori in questi ultimi mesi. Eppure non si capisce per quale motivo gli studenti debbano essere sempre brutalmente repressi (come è successo a Pisa, Milano, Torino e Napoli settimane fa), mentre sedicenti manifestanti noti come “ Forconi” bloccano e minacciano esercizi commerciali quasi indisturbati.
Dello stesso avviso è il portavoce di Link, Alberto Campailla: “Perché i forconi che hanno assalito le camere del lavoro, impedito ai negozi di aprire, minacciato, sono stati lasciati fare mentre gli studenti sono stati caricati?”. Evidentemente, era troppo chiedere alle forze dell’ordine di togliersi i caschi in un luogo della Conoscenza, o meglio della Sapienza.