– DI LUCA MULLANU
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Milano è molto famosa non solo per il Duomo, per l’enogastronomia e per la moda, che pure producono tanto turismo, è conosciuta nel mondo anche per l’immensa Fiera che si trova a Rho, fermata di metropolitana. Questa enorme struttura ospita durante l’anno tantissimi eventi culturali e commerciali che rappresentano la produzione che non si ferma nonostante la crisi.

La Fiera Milano è un posto che attira tanti turisti, sono molti quelli che accorrono da tutta Italia e dall’Europa, soprattutto per alcune fiere molto grandi, di numero di persone che vi presenziano e per gli stand molto interessanti. Una di queste sicuramente è la Fiera dell’Artigianato, dove il commercio di tutto il mondo si riunisce. Sono tanti, da tutte le parti del mondo, diviso in quattro enormi padiglioni, presenti oltre 2.900 espositori, con prodotti provenienti da 113 Paesi del mondo, su 150.000 metri quadri.

La Fiera offre un panorama unico per quanto riguarda enogastronomia, artigianato, moda e cultura popolare. Rappresentata molto bene, non manca nulla ed è uno spaccato importante per il turismo e per il suo sviluppo. Essendo molto grande è consigliabile andare all’orario di apertura, che è alle 10:00, affinché si possa avere l’opportunità di guardare tutto. E vi assicuro che c’è tanto da vedere.

Appena usciti dalla Metropolitana la prima cosa che si fa è prendere la mappa, sì, perché essendo suddivisa su quattro aree ed essendo grande 150.000 metri quadri, è facile perdersi. Ogni area rappresenta una parte di Terra, si parte dai Paesi del Mondo, ci sono tutti, lo stand più grande in questo padiglione è quello dell’India, Paese in grande espansione economica e mette in mostra i suoi prodotti migliori, dall’argento, ai pregiati tessuti, alle più economiche pashmine. E qui il trionfo di spezie e aromi, tè, tisane e oriente, presenti il Nepal, la Cina, il Giappone, il Tibet, l’Indonesia, non manca nessuno e il risultato è un panorama straordinario della cultura popolare di queste terre.

Spostandoci in altri stand, si può trovare l’Africa, rappresentata dal suo bellissimo artigianato, il Perù, con la cultura popolare e gli abiti classici del loro Paese. Colpisce, per la verità, la presenza di Siria, Palestina e Cuba. La prima chiaramente perché c’è una guerra civile in atto, presenta i suoi tessuti, i centrini perfetti e il classico sapone di Aleppo. La seconda perché è un popolo in grave difficoltà, ci offre il frutto della lavorazione del legno di Betlemme. La terza per preferenze personali, ecco, lo ammetto, ma presenta molto bene il turismo, con uno stand apposito e poi un ristorante cubano molto attraente, i buonissimi Cohiba che vengono offerti in ogni stand e il Che, presente praticamente ovunque.

I Paesi del mondo, quindi, recepiscono la necessità di presentarsi nel miglior modo possibile, evitando, per la maggiore, gli stereotipi che si hanno sui posti più dislocati della terra. Tanta cultura, tanta arte, tanto cibo. Ed è l’ultimo l’elemento che contraddistingue il padiglione dell’Europa ed in particolare quello dell’Italia con le sue regioni. Infatti, spostandoci verso i Paesi europei, una delle prime cose che si notano è l’enorme presenza della ristorazione. Non che con i Paesi del mondo non ci fosse, ma era meno marcata. Ci fermiamo a mangiare (guarda un po’) in Europa, allo stand della Germania, prendiamo un panino al volo (senza crauti, che odio) e una buonissima birra, stavolta allo stand della Forst. Mi colpisce la grande presenza di birrifici e la cosa piace. Con un passo svelto terminiamo il giro in Europa, che comunque viene presentata molto bene, soprattutto per l’enogastronomia, dagli invitanti dolci cechi, alle particolari crepes olandesi, passando per le birre e la carne. Gli stand europei più grandi vengono presentati dalla Francia e dalla Spagna, del primo non ricordo nulla, a parte il sapone di Marsiglia, non offre qualcosa di particolare, sono i soliti cosmetici francesi, la classica moda francese, i classici profumi. E i cliché si susseguono. La Spagna, invece, è presentata benissimo, con i suoi colori, la sua arte e il cibo: buonissimo.

Usciti dall’Europa, ci si dirige verso l’Italia e le sue regioni. Il nostro Paese viene presentato abbastanza bene, c’è tutto, dall’artigianato del nord, alla cucina mediterranea, ma manca l’appeal. Se tra Paesi europei e del mondo, ci si sentiva in qualche modo attratti dagli stand, qui, invece, la situazione è tragica, ma qualcuno che si salva c’è. Andiamo con ordine…

L’Italia viene vista da fuori come un Paese molto attento alla cucina, all’arte (quando viene tutelata…) alla cultura popolare ed al folklore. Questi elementi fanno quello che è lo stereotipo classico dello straniero sul nostro Paese. Gli stand italiani, in realtà, per la maggior parte, presentano un problema essenziale, la voglia matta di far soldi e la poca promozione turistica del loro posto di residenza. E questo è male ai fini della sponsorizzazione e del marketing del luogo. Se da un lato ci sono stand che provano solo ad appiopparti a prezzi esagerati prodotti locali, dall’altro, però, non posso che apprezzare la presenza di alcune regioni, tra le più grandi ci sono Campania, Sardegna, Puglia e Sicilia, la volontà di promuovere la propria terra. Per quanto riguarda la Sicilia, è un tripudio di folklore ed è bello, non caotico, non ossessivo e mai violento, viene rappresentata molto bene la simpatia del popolo siciliano e dei suoi buonissimi prodotti, dalla crema al pistacchio, ai più classici dolci, come la cassata, i cannoli, il gelato. Ottima presenza quella della Sardegna, che tra i suoi straordinari prodotti culinari riesce ad esaltare anche l’artigianato, è una delle migliori regioni per quanto riguarda la promozione turistica alla Fiera. Benissimo anche la Puglia, che offre un valido spaccato sia del Salento con i suoi rustici buonissimi e l’ottimo olio, sia del barese, con la verve popolare che li contraddistingue. Da apprezzare particolarmente la presenza dell’Ente Puglia Promozione, che dà la possibilità di informarsi sulla Regione e sui suoi magnifici posti. E si capisce, anche perché è una delle pochissime Regioni, in Italia, che si stanno espandendo di più, sia a livello industriale che turistico. All’appello dei migliori manca la Campania, che è la mia terra. Qui, gli stand sono molto ordinati, una delle cose che si notano di più è la presenza forte dell’Irpinia con tanto di cartellone che ne indica la direzione. C’è Napoli e, deludente, una sola pizzeria. Importante comunque la presenza di una delle caffetterie storiche della città: Scaturchio, che infatti ha la fila, non possiamo dunque non fermarci a prendere una sfogliatella ed un buon caffè. A parte questa bella sorpresa, gli stand hanno poco di popolare, viene tutto improntato sulla vendita del prodotto, nessuna promozione turistica. Molto positiva la possibilità che dà uno stand di un caseificio campano, che offre una degustazione gratuita dei suoi prodotti, ne approfitto, mi avvicino e provo uno straordinario bocconcino di mozzarella di bufala e una ricotta davvero saporita. La degustazione funziona così: c’è la preparazione di una serie di tavolini con dei piatti contenenti la mozzarella e la ricotta, quando è tutto pronto la fila che si è creata entrava a provare i prodotti. Mi soffermo su questo stand perché la tecnica che utilizza funziona e anche tanto, le persone che si fermavano a gustare i prodotti tipici campani poi andavano ad acquistarli. E questo è molto importante ai fini della promozione dei prodotti campani. La Fiera di Milano è uno di quei posti che danno l’opportunità di aiutare il turismo, i prodotti locali e la produzione artigianale italiana. Dispiace, da napoletano, che la mia terra sia arrivata così poco organizzata. Ulteriore dimostrazione che, dal punto di vista turistico, non riusciamo a decollare come potremmo davvero fare.