– DI LUCIA CIRUZZI
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“Moda: Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli. Questo termine è spesso correlato al modo di abbigliarsi.”

Nella società odierna capita spesso che qualsiasi cosa correlata al termine “moda” venga considerata come qualcosa di futile e superficiale. Il problema è che le persone giudicano, paradossalmente, fermandosi all’apparenza e non cercando di capire cose invece può celarsi dietro questo mondo di superficialità.

Dietro questo sconosciuto termine, al quale si ricorre continuamente, non vi è solo un mucchio di pelli e tessuti, ma vi è una storia, delle tecniche di lavorazione di ogni stoffa, la storia di chi si è appassionato a questa disciplina e ne ha fatto diventare un’arte, e soprattutto la storia di ognuno di noi, la storia che creiamo noi stessi.

Perché moda non è solo uno stereotipo di persona che qualcun’altro ci mostra, uno stile a cui tutti dobbiamo uniformarci, ma è quello che ognuno di noi è ed ognuno di noi vuole creare. Il mondo è formato da miliardi di persone e a chi non è mai capitato di rimanere infiniti minuti davanti all’armadio, almeno una volta, a cercare di decidere il capo adatto da indossare? E sapete perché capita questo? Credo perché sia anche tramite quei pezzi di stoffa che noi in qualche modo cerchiamo di esprimere quello che siamo o il nostro stato d’animo.

Viviamo in un’epoca, in cui l’apparenza ha un ruolo importante e per questo si cerca di esprimere sé stessi anche negli aspetti più futili, perché la verità è che forse ognuno di noi vuole essere percepito per ciò che è fin da subito, non si ha voglia di stare troppo tempo a spiegarsi per essere capiti, si vuole essere capiti e basta e forse proprio grazie a qualche accessorio giusto si riesce a dare all’altro una prima impronta di noi stessi, di ciò che siamo.

È vero questo, ma è anche vero che spesso quegli stessi accessori banali sono le nostre maschere. In quei giorni in cui siamo troppo vulnerabili ci nascondiamo dietro l’aspetto di qualcuno che non siamo noi; e anche se sembra nulla, ci sentiamo più protetti contro tutto quello che c’è oltre quel cotone della maglia, quell’argento del bracciale o quella pelle della borsa che portiamo. Quella maschera di forza, sicurezza e stoffa ci salvaguardia, almeno in parte, dal mondo fuori.

La moda non è quindi avere l’ultimo modello di scarpe in vendita nei negozi più in e non è diffamare chi invece non le ha, non è essere come quegli stereotipi di perfezione e banalità che la società continua a profilarci, la moda è un teatro di cui i direttori siamo solo noi; è quella dimensione in cui possiamo essere chi siamo, rivelarci al mondo per ciò che sentiamo, in cui possiamo sentirci felici e indossare tutti i colori dell’arcobaleno, in cui possiamo essere arrabbiati e dimostrarlo con quelle borchie che spuntano da ogni dove, o ancora in cui rimpiangere gli anni passati e indossare sul capo una bandana come le stupende pin up degli anni ‘50… o quel mondo in cui nasconderci e poter decidere di essere chiunque vogliamo: disegnarci il neo più in su del labbro e adottare un po’ di quella spiccata sensualità di Marilyn, o nasconderci dietro la forza del look aggressivo di Rihanna, rispolverare il nostro lato chic imitando lo stile di Audrey…

Insomma soffermandoci un po’ di più sull’argomento possiamo comprendere che in realtà, la moda non ha nulla a che fare con il suo prezzo o con la forma del nostro corpo, ma è quel qualcosa che può darci la libertà di esprimere noi stessi.