– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
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La Comunità Europea chiede all’Italia una riforma della giustizia. Ed in effetti, anche se non siamo degli esperti del settore e non viviamo nelle aule dei tribunali, un’idea ce la siamo fatta. Al di là del fatto che il 99,9% dell’attenzione è dedicata ai processi di Silvio, sono molte le cose che non tornano e che ci devono indurre ad una riflessione. Iniziamo dalla clamorosa riapertura del caso relativo all’uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher. Dopo aver ottenuto un’improbabile assoluzione ed aver passato in cella sei anni delle loro giovani vite, Raffaele Sollecito ed Amanda Knox sono nuovamente ripiombati nell’incubo dell’ergastolo, tanto da aver dichiarato di non fare mai più ritorno in Italia. Il primo si è rifugiato a Santo Domingo, la seconda è tornata negli Stati Uniti e non rientrerà mai più nel nostro Paese. Qualche anno fa ci fu il ritrovamento del corpo della giovane Yara Gambirasio, e ad ogni segnalazione diversa gli inquirenti (con il supporto del RIS), sottoponevano centinaia di soggetti al test del DNA, con costi altissimi per la Polizia di Stato. Altro fatto balzato agli onori della cronaca nera è stato l’efferato delitto di Melania Rea, ritrovata nei pressi della caserma dove il marito Salvatore Parolisi, da subito accusato di essere l’artefice dell’omicidio, era impegnato in qualità di caporal maggiore dell’esercito. È intuibile che il presunto colpevole debba essere cercato nell’ambito delle relazioni affettive più importanti della vittima, ma agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine di quest’ultimo è stata dipinta a tinte fosche, in quanto additato come traditore seriale e bugiardo patologico. Inevitabile pensare ad un suo coinvolgimento nella vicenda. Ultimamente abbiamo assistito alla proliferazione di format televisivi dedicati ai delitti irrisolti, e di materiale ce n’è parecchio. Ovvio che questi ultimi condizionino fortemente le idee correnti, e spesso sono stati chiamati in causa tecnici ed esperti che hanno facilitato un corretto svolgimento delle indagini. Ma la condanna di un essere umano può avvenire soltanto quando si è di fronte a prove certe che ne attestino la colpevolezza, fino ad allora si parla sempre di presunta innocenza. Il diritto regola tutti gli aspetti della nostra vita, e molte norme giuridiche sono proprio frutto del cristallizzarsi di determinati comportamenti. Non sottovalutiamo quindi il nostro ruolo nella costituzione delle leggi, torniamo ad essere parte attiva della vita della nostra comunità e del nostro Paese.