– DI EMANUELE TANZILLI
emanuele.tanzilli@liberopensiero.eu

Rimango ogni volta meravigliato dalla capacità della politica italiana di sprofondare in abissi via via più profondi. Ricordate Matteo Renzi, il prescelto divino, il salvatore della patria? Oggi riceve l’incarico da Napolitano e si avvia a formare un Governo senza capo né coda, inquinato da quegli stessi vizi di natura che hanno condannato l’esecutivo di Letta a cincischiare nell’immobilismo. Troppo ghiotta l’occasione di bruciare le tappe, e poveri noi (anzi, poveri loro, io non l’ho votato) a credere nella redenzione miracolosa.

Ciononostante, in attesa di verificare la bontà del nostro nuovo Premier (o segretario del PD… o sindaco di Firenze… insomma fate vobis, la scelta è ampia), voglio soffermarmi su altro. Un po’ alla stregua di Renzi, infatti, l’attenzione è sovente focalizzata sull’altro, gigantesco, elemento di discontinuità. Il Movimento 5 Stelle, manco a dirlo, ovvero la panacea per corruzione, incapacità, malafede, trasformismo, guerra e fame nel mondo.

Questi simpatici cittadini, come amano definirsi, capitanati da un ex-comico che forse, accortosi di non far più ridere ha deciso di riciclarsi nell’unica veste possibile, sono entrati in Parlamento con l’intenzione di “aprirlo come una scatoletta”.

A quasi un anno di distanza, tra dirette streaming, arrampicate sui tetti, schiamazzi circensi e sondaggi online, non mi resta che ribadirlo: ve l’avevo detto. Il consenso di circa un terzo degli elettori è finito nel frullatore mediatico per fini propagandistici e null’altro. Lo scenario è imbarazzante. Dopo aver rifiutato ogni genere di collaborazione e rispedito al mittente ogni timida apertura, dopo essersi intestati la paternità morale di una lunga serie di provvedimenti, e dopo aver sistematicamente attuato una campagna di disinformazione degna dei peggiori regimi dittatoriali, hanno ancora il coraggio di ergersi a paladini della democrazia. Dopo aver offeso, insultato, preso in giro – ben al di là del diritto di critica – le istituzioni e un intero popolo, promettendo miracoli degni di una demagogia da prima e seconda repubblica, c’è ancora chi si prostra convintamente a una manipolazione intellettuale pregna di allarmismo e complottismi; quel genere di paranoia che partorisce microchip nel cervello, scie chimiche, sirene nascoste dai biologi e amenità del genere.

Contestano la legittimità dell’azione dei partiti, sbandierando una democrazia talmente diretta che a parteciparvi sono sì e no in ventimila. Come a dire, auguriamoci di cuore che nessuno dichiari mai guerra all’Italia: ci ritroveremmo rasi al suolo ben prima di ottenere il risultato dei sondaggi. In questi mesi, il Movimento ha snocciolato con inesorabile sistematicità il lato peggiore della cultura italiana, figlia delle macerie ideologiche del post-berlusconismo e tuttavia ancora pienamente subalterna ad esse.

Razzismo, sessismo, epurazioni e repressione del dissenso, farse e slogan mutuati dal fascismo. Ma guai a chiamarli così: difatti, non sono fascisti, ma sfascisti, con la esse. Il loro unico obiettivo è polverizzare quanto resta, lasciando gli altri partiti a scannarsi fra di loro (cosa in cui, per amor del vero, riescono più che bene) e aspettando sulla riva del fiume il cadavere dell’Italia passare. Perfettamente consapevoli che la situazione, ormai, è a tal punto compromessa che nessun blog potrà mai sistemarla. Da un simile scenario, del resto, hanno solo da guadagnarci: in credibilità agli occhi degli ingenui osservatori, convinti di sostenere l’incarnazione dell’onestà e della limpidezza, senza accorgersi di precipitare nella stessa melma in cui sguazziamo da vent’anni di degenerazione antropologica.

Con l’aggravante, semmai, di nascondere le proprie velleità disfattiste dietro una patina di ipocrito perbenismo. È desolante constatare che non abbiamo imparato nulla: ma noi siamo italiani, dobbiamo fare a modo nostro, distinguerci – in peggio, ovviamente.
Insomma, “sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, scriveva Bertold Brecht.
Figurarsi poi se quegli eroi si chiamano Matteo Renzi o Beppe Grillo.

1 COMMENTO

  1. ma tu di che partito sei e poi cosa ti da la sicurezza di operare la scelta corretta e tutti gli altri sono dei coglioni???di solito si può discutere con persone che delineanoil loro profilo ma con quelli che stanno sul vago per pararsi il culo è inutile tentare una discussione costruttiva perchè se non si conosce l’ideologia della controparte e inutile discutere con persone inutili

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