– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
sara.pellegrini@liberopensiero.eu

Caro Feisbuc, a cosa stai pensando? Di solito sei tu che lo chiedi a me, ma stavolta voglio girarti la domanda. Non so se mi risponderai mai, io intanto un po’ di domande da farti ce le ho: perché quando aggiungo nuovi amici, mi chiedi sempre se li conosco di persona? Sai quante volte mi è capitato di averle nella mia lista, per poi magari ignorarci quando ci incontriamo per strada? Per non dirti poi di quando mi ritrovo a postare link dal significato completamente opposto, magari sulla scia dell’emozione del momento, e poi accorgermene quando controllo l’homepage! Crei confusione, sai? E mentre i rapporti interpersonali sono caotici fuori, lo diventano ancor di più grazie a te. Susciti un sacco di domande e dubbi, per poi puntualmente lasciarli lì, senza che nessuno possa chiarirteli. Ti auguro un buon 2014. Ti ringrazio per l’ospitalità data al sito, un angolo di libertà. Mi auguro che io e i miei colleghi di redazione potremo dare a te e ai nostri lettori tante notizie positive e costruttive per il singolo e la società. Perché è triste parlare di cose brutte, e vedere tanti “Mi piace” e tante condivisioni. È così triste. Ci stiamo assuefando al dolore, e questo è molto pericoloso. Le nostre visualizzazioni crescono di mese in mese, quindi abbiamo una grande responsabilità: abbiamo pensato di seguire i tuoi consigli riguardo la grafica, il blu è un colore che tira tanto in web. Poi cercheremo di ampliare il nostro campo di interessi, e di inviarti news da ogniddove! Speriamo bene, feisbuc… Ok, adesso ti saluto. Era da tempo che volevo fare una chiacchierata con te. Ma purtroppo credo che non chiarirai mai le mie perplessità. Dovremmo chiarircele da soli… Infatti aspettiamo i feedback delle persone che leggeranno questo e gli altri articoli. Suggerimenti, recensioni, commenti. Saranno queste le nostre armi vincenti. Riusciremo a rendere il nostro portale sempre più interessante. Avranno voglia di leggerci tutto d’un fiato. Ma gli argomenti li raccoglieremo nella quotidianità, mentre saremo in giro per il mondo, tra la gente. E tu vivrai di rendita, come al solito. Mi trattengo un altro po’ con te per salutare il caporedattore e rientrare nelle 400 parole, forse più per il secondo motivo. A presto.