– DI GENNARO ESPOSITO
gennaro.esposito1953@libero.it

La mia è la riflessione di una persona semplice, oltre che di un semplice militante. In questi giorni è particolarmente aspro il dibattito intorno al percorso che dovrebbe portare il Partito Democratico verso il congresso. Mi permetto subito una perplessità: il congresso di chi, di quali persone? Chi siete “voi”?

Di sicuro, sappiamo bene cosa siamo “noi”: schiavi. Schiavi delle chiacchiere, schiavi di programmi prima sbandierati e poi puntualmente disattesi da un partito che è capace di spaccarsi quando si tratta di scegliere un Prodi o un Rodotà, ma che è sempre compatto quando si tratta di salvare Berlusconi.

Il “Governo del Fare”, così vi siete definiti, dimenticandovi di specificare che cosa esattamente avete intenzione di fare: riabilitare gentaglia da quattro soldi, che con la politica non dovrebbe avere niente a che spartire, e con cui avevate promesso di non mischiarvi? Fare finta di affrontare i problemi dell’economia? Ma non certo quella dei giovani e dei precari, no, la priorità ce l’hanno sempre i più ricchi e i privilegiati. Oppure, tutto questo ciarpame è solo un modo per mascherare intenti ben diversi, come magari quello di andare a riformare la Giustizia, per tener calmi gli “alleati” e tirare a campare il più a lungo possibile sulle poltrone? Peccato che mentre voi tiriate a campare, qui c’è gente che muore ogni giorno, muore di fame o di solitudine, senza lo straccio di un lavoro o di una prospettiva.

A cosa serve pensare ad un congresso, se non siete nemmeno in grado di decidere cosa essere? Mentre noi dovremmo sostenere delle persone, andare in giro per le strade e per le case, mettendoci la nostra faccia, per supportare qualcuno che dopo poche ore sarà già pronto a voltarci le spalle e scendere a patti e compromessi col nemico. Che senso ha scegliere di tesserarsi al PD? A questo punto, varrebbe lo stesso tesserarsi direttamente al PDL ed evitare tutte le manfrine.

Io ho una storia personale ben precisa. Sono stato innamorato pazzo del PCI, poi parente del PDS, amico dei DS, e oggi mi ritrovo ad essere un semplice conoscente di questo PD. Che senso ha continuare questa storia, che valore hanno le nostre opinioni, le nostre battaglie, il nostro impegno quotidiano sui territori? Quello che sta accadendo è vergognoso, e non potete pretendere di fare di noi i vostri complici.

La verità è che anche Epifani sbaglia, quando dice che bisogna essere pazienti ed aspettare un “tagliando”, perché se ci ferma la Statale e non abbiamo neppure il “collaudo”, ci sequestrano l’auto! Sarebbe opportuno che il nostro Presidente della Repubblica, che comunque ringrazieremo per tutto quello che ha fatto, ammettesse lo sbaglio e facesse un passo indietro, ponendo le condizioni per un governo che pensi ai cittadini, agli ultimi, a quello di cui il Paese ha bisogno, e non agli sporchi affari che state facendo passare come fondamentali e che in realtà servono solo a portare avanti questo scempio contro natura che sono le “larghe intese”.

Vorrei ricordarvi poche parole: innanzitutto il Lavoro, su cui si spendono continuamente false promesse che sappiamo già non verranno mai mantenute. Intanto il tempo passa, la situazione peggiora, e come recita un proverbio napoletano… “chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere, ‘a cera se struja e ‘a prucessione nun cammina”…

Anche i temi etici sono qualcosa su cui non bisogna assolutamente arretrare o fare marcia indietro, perché non si tratta di questioni secondarie come la bigotta ignoranza di qualcuno vorrebbe far credere. Nei temi etici è racchiusa la dignità di un popolo, la sua capacità di riscatto ed emancipazione sociale, nei temi etici si misura la capacità di progredire di una cultura e di aprirsi alle nuove sfide.

Quando ci si incatena alle decisioni di personalità che con la nostra storia non hanno niente a che vedere, muore una parte di noi. La chiamano “pacificazione”, è una parola che al PDL piace molto, ma io, e come me tante altre persone oneste e perbene, non voglio fare pace con nessuno. Per me è più importante restare in pace con me stesso, con i miei valori, i miei ideali, con tutto ciò che state distruggendo giorno dopo giorno, calpestando sotto i piedi tutti quegli insegnamenti che Enrico provò a darci parlando di “questione morale”.

Siamo sottomessi, prigionieri in nome di un bene superiore che nessuno ha ancora visto o capito. Ci umiliamo ogni giorno di fronte al mondo e ai nostri connazionali, come dimostrano le ultime vicende che hanno riguardato il Ministro dell’Interno Alfano, e il vicepresidente del Senato Calderoli. A loro tutto è permesso, a noi restano sassi da inghiottire per mostrarci responsabili. E tutto il peso dell’irresponsabilità degli altri viene scaricato su di noi.

Non sorprendetevi, allora, se di questo passo finirete per rimanere soli, se ognuno si sentirà libero di scegliersi da solo il proprio compagno di viaggio, perché le brave persone per fortuna esistono ancora, qualunque sia la loro provenienza politica, ma voi state dimostrando di non essere per niente interessati a dimostrarvi tali, e non ci interessa un congresso per delegare qualcuno che faccia l’opposto di quello che si dice. Possiamo rimanere qui a parlare tutto il tempo che vogliamo, ma di queste chiacchiere siamo stanchi, vogliamo vedere i fatti, gesti forti e concreti, è tempo per voi di tenere fede a tutte le promesse vuote pronunciate in questi anni, e solo allora potrete forse permettervi il coraggio di venire a presentarvi di fronte a chi questo partito lo rappresenta molto meglio di voi.