– DI LUISA DE MARTINO
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San Valentino è alle porte, e mentre c’è chi compra cioccolatini, c’è anche chi fa l’anticonformista e dice di odiarlo. Io personalmente adoro San Valentino, e non ditemi che è una festa inutile, che l’amore dovrebbe essere festeggiato tutti i giorni e sciocchezze simili. E’ un giorno in cui si regalano cioccolatini, ed io adoro la cioccolata.

Detto questo, come si può pensare a San Valentino e all’amore senza pensare al matrimonio? Infatti, chi decide di sposarsi deve affrontare molte avversità, soprattutto economiche. Molte coppie, secondo le ultime statistiche, preferiscono sposarsi in Comune piuttosto che in Chiesa, proprio perché si risparmia una cifra considerevole. Per sposarsi in Municipio bisogna pagare solo una marca da bollo, per prenotare una Chiesa ci vogliono molti più soldi.

Ma non è solo il fattore economico a far preferire il rito civile. I tempi di attesa sono brevissimi: basta che gli sposi prendano appuntamento nel Comune di residenza, firmino un documento con i propri dati e fissino la data. Col matrimonio religioso invece si dà inizio alle pratiche, e alla raccolta dei documenti necessari, almeno da tre mesi a un anno prima della data scelta.

Preferire il Municipio, ovviamente, è una scelta fatta anche per motivi di credo: scelgono il matrimonio civile persone non credenti, o obbligatoriamente, se gli sposi sono di religioni diverse o sono le seconde nozze (o terze, o quarte…). Il rito civile è inoltre più sobrio e informale, spesso insieme ai festeggiamenti che verranno dopo. Fatto sta che scegliendo il Municipio, molte coppie si sentono più libere dagli “obblighi” che comporta la cerimonia in chiesa, come ad esempio la scelta di un ristorante, ecc…

Insomma, il rito civile non ha nulla da invidiare a quello religioso, e non è più “scadente”, come spesso si pensa. Sarà uno dei giorni più belli della vostra vita e di quella di chi amate, in qualsiasi modo avverrà.

Buon San Valentino.