– DI LUCA MULLANU
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La sezione regionale di controllo per la Campania della Corte dei Conti ha bloccato il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Napoli, aumentando così la paura del dissesto. Il Sindaco De Magistris annuncia: “Una decisione che provoca amarezza e sconcerto, una decisione profondamente ingiusta ed iniqua soprattutto verso una città che sta compiendo ogni sforzo per uscire, con dignità e orgoglio, da una drammatica situazione finanziaria ereditata.”

Sconforto a Palazzo San Giacomo, luogo in cui solo qualche anno fa si respirava aria di cambiamento con la “rivoluzione arancione”, che nel frattempo è fallita. Crollo nei consensi sebbene alcuni importanti risultati, una situazione economica pessima ereditata dai predecessori. Più volte, infatti, De Magistris ha spiegato che i bilanci non erano noti prima della sua elezione e che esisteva un debito di un miliardo e mezzo di cui non si sapeva molto. E nonostante il deficit e la spending review, il Comune non ha fatto grossi danni alle politiche sociali.

La paura, quindi, dell’arrivo del commissario è forte e mette tutti di fronte ad uno scenario tremendo e cioè quello dell’imposizione tout court delle logiche di austerity fino ad ora rifiutate, una serie di tagli e privatizzazioni, la fine delle politiche sociali, la svendita del patrimonio pubblico e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

La rabbia è tanta, soprattutto se si pensa che a salvare la Capitale è sceso in campo direttamente il governo. Il Comune di Napoli, in questi anni della giunta De Magistris, ha più volte sollecitato l’intervento dell’esecutivo per salvare una città che nonostante tutto provava a salvarsi da sola, rifiutando la gestione dei conti da curatore fallimentare e provando a dare un’altra risposta alla crisi sociale della città. Sono da segnalare, infatti, i numerosi incontri del Sindaco con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con i Ministri che negli anni si sono susseguiti, da ricordare, infine, anche un Consiglio Comunale tenutosi appena fuori Montecitorio.

In ogni caso, il Primo Cittadino non ci sta e annuncia il ricorso: “Aspettiamo di leggere le motivazioni di questo diniego ma, sicuri della validità del nostro piano di riequilibrio, lotteremo per proseguire nel percorso virtuoso iniziato e per non rallentare la nostra operazione di risanamento, volta a dare una concreta risposta ad una città che, lo ricordo, è la capitale del Mezzogiorno. Presenteremo, una volta lette le motivazioni, un ricorso alle sezioni riunite della Corte dei Conti, convinti della validità tecnica del piano”.

Sull’Amministrazione De Magistris ci sarebbero da sottolineare molte contraddizioni rispetto alla campagna elettorale, soprattutto quelle che in qualche modo hanno “scassato” la rivoluzione arancione, come ad esempio la mancata democrazia partecipativa nonostante il “primo assessorato ai beni comuni d’Europa”, i problemi al welfare e il difficile rapporto con i partiti e con gli assessori, ma non si può negare che un cambio di passo in città non ci sia stato. Comunque, si ha il sentore di un’ennesima stagione complicata per Napoli e i suoi cittadini, il pericolo del “pilota automatico”, la tecnocrazia che ha abbraccia il nostro Paese, si fa più forte, la tensione è tanta e la partita in gioco non è semplice da vincere. La cosa che ci auguriamo tutti è che si eviti il dissesto, il bilancio dell’Amministrazione lo faranno poi i cittadini nelle urne.