– DI LUCA MULLANU
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Si tratta dell’Evangelii Gaudium, la nuova esortazione apostolica di Papa Bergoglio (o Francesco, che dir si voglia), in cui si affrontano temi etici e religiosi, ma che contiene la potente critica al sistema economico capitalista. Non è la prima volta che il nuovo Papa faccia scalpore con le sue parole “rivoluzionarie” e non è la prima volta che si dica che scavalchi a sinistra l’attuale dirigenza della “sinistra” italiana.

Ma cosa scrive Bergoglio? E’ presto detto, egli affronta il tema del capitalismo finanziario che, in poche parole, definisce tirannico: “Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della inequità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive“

Le parole del Papa si fanno più forti quando mette in discussione le politiche liberiste dell’era Reagan-Thatcher, infatti scrive: “In questo contesto, alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante.“

Bergoglio, dopo aver affrontato il problema delle politiche liberiste, comincia ad attaccare la finanziarizzazione dell’economia, egli infatti afferma: “Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto.”

Papa Francesco a tutto tondo, con una critica dell’economia a 360°, che prova a sgretolare le granitiche certezze riguardo il capitalismo finanziario. Nella sua esortazione evangelica chiaramente non affronta solo questo tema, ma è quello più interessante. Il messaggio che lancia è chiaro, dice che “la dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare la politica economica, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale”. Il Papa, dunque, riconsidera la politica economica e critica la gestione della crisi, ma non cambia idea, però sull’aborto (e non è che possiamo volere più di tanto, essendo lui a capo di una struttura oligarchica e vecchia come il cucco…).

Il problema principale, comunque, non è tanto il fatto che sia il Papa a scrivere determinate cose, è che in Italia è l’intero arco parlamentare a non dirle. E se Bergoglio, che è comunque, ricordiamolo, a capo di un’istituzione che ha un bel po’ di anni, che non ha sempre agito in maniera chiara, limpida e corretta, scavalca il Partito Democratico a sinistra, è giusto dire che il dibattito politico ormai è costretto a destra. Sì, perché se il principale obiettivo dell’attuale governo di larghe intese è la privatizzazione dei gioielli di famiglia, vuol dire che non si è capito nulla di come si è gestita la crisi e quali sono stati gli errori che hanno creato la recessione. Ed è per questo che le parole di Papa Francesco sembrano rivoluzionarie, perché oggi, a parte la sinistra extraparlamentare, nessuno ha il coraggio di attaccare in tal modo le politiche economiche liberiste. Prendiamo tutto ciò che scrive come un monito, come un appello, perché a parlare non è il Segretario del Partito Comunista Italiano, è il Papa, che non è che può scrivere una manovra economica, non può agire in tal senso. Ma se il Papa ha una posizione più avanzata e scrive un’analisi della crisi molto più dettagliata dell’attuale dirigenza del PD, c’è qualche problema di posizionamento in questo Paese.