– DI AGNESE CAVALLO
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All’incirca una settimana fa, al Tg CronacheLa7, è andato in onda un servizio in cui si mostrava il film-documentario prodotto dal British Museum di Londra su Pompei, che invitava gli spettatori a visitare il museo britannico e ammirare le bellezze pompeiane mostrate nel film. Queste “bellezze” non sono altro che pochissimi reperti archeologici, di cui però gli inglesi hanno saputo far buon uso, lanciando un’efficace campagna pubblicitaria. I napoletani, invece, pur avendo a disposizione l’intero sito antico di Pompei, per disinteresse e incuria non ne hanno saputo sfruttare le potenzialità artistiche ed economiche. Ed oltre il danno c’è anche la beffa. Non solo il British Museum sponsorizza la sua Pompei a discapito della vera, i napoletani pagano anche il biglietto per guardarla! Insomma c’è qualcosa che non quadra. Noi dovremmo fare un film-documentario sui nostri siti archeologici per richiamare turisti, e non farci soffiare il primato da chi ha quattro pietruzze. Ora, bisogna essere onesti, non si può certo dare la colpa agli inglesi che hanno avuto la capacità di saper attirare turisti come api al miele; la colpa è soprattutto nostra, e mi riferisco ai cittadini come ai politici, che non sappiamo valorizzare la smisurata quantità di beni culturali che la Campania possiede, che non sappiamo indignarci abbastanza della cattiva manutenzione e del totale abbandono in cui essi versano. A guardar bene sappiamo davvero poco di Napoli e dei luoghi che abitiamo. Abbiamo la fortuna di avere siti archeologici e monumenti artistici ovunque. Anche il piccolo paesino ha una chiesetta con il suo valore artistico. Ci passiamo vicino, li viviamo ma non sappiamo cosa siano. C’era bisogno di un film per ricordarcelo. In ogni caso, per ora non possiamo far altro che incassare il colpo e provare a rispondere. Certo il British Museum non aveva alcuna intenzione di screditarci, ha solo cercato di tirare acqua al proprio mulino; intanto, noi la cattiva figura l’abbiamo fatta. E allora, che fare? Proposta: siamo ancora la città del sole e del mare, quindi, anche in pieno inverno, appena esce chell’anticchia ‘e sole, visitiamo il centro storico della nostra città o passeggiamo per le vie di Napoli, Caserta, Salerno; avremo dato il nostro contributo. Ci sono chiese, palazzi antichi, molti dei quali hanno ingresso gratuito o un prezzo davvero irrisorio. Cominciamo a pubblicizzare tramite i social networks gli eventi culturali, musicali, artistici. Ci sono tante iniziative locali che potrebbero avere risonanza a livello nazionale, permettendoci così di riscattarci e dimenticare per un po’ i soliti ancestrali problemi del Sud. L’occasione ci viene offerta da un film d’animazione tutto napoletano: L’arte della felicità. Il progetto nasce dall’idea di Alessandro Rak, con il quale hanno collaborato fumettisti, musicisti e disegnatori napoletani. La storia non è così leggera come un film d’animazione potrebbe far supporre, anzi è profonda e toccante, spinge alla riflessione. L’ambientazione è quella dei vicoli di Napoli ed il protagonista è un taxista napoletano che, dall’incontro con i suoi clienti, percorrendo le strade di Napoli, riscoprirà un’antica passione e supererà un difficile lutto. La trama è insolita per un film d’animazione, vale la pena vederlo. Chi prova ad uscire e a far uscire questa città da uno stato di abbrutimento va sostenuto e premiato. Proviamo a pubblicizzare il buono che c’è, non lo si fa mai abbastanza. Quanti di voi hanno sentito parlare di questo film? Probabilmente in pochissimi, e dire che è in collaborazione con RaiCinema, ma in TV di questo progetto neanche l’ombra. Personalmente ho visto davvero poche pubblicità al riguardo: un cartellone in via Costantinopoli a Napoli e un post su facebook, questo è tutto. Ci si spreca a fare un servizio di 7 minuti per parlare del British Museum e di quanto sia bravo a rubarci i turisti, mentre non si pubblicizza la creatività dei giovani napoletani che, con mezzi limitati e tanta voglia di fare, mettono in piedi un progetto tanto ambizioso. Insomma pare che per noi valga il detto: aiutati che Dio t’aiuta. Non possiamo aspettare che gli altri si accorgano di questa città. Conviene a molti darle l’immagine della pecora nera dell’Italia. E allora ecco che tocca a noi, che conosciamo tanto le problematiche quanto le potenzialità di Napoli. Cominciamo a sostenere chi vale, chi fa, chi ha voglia di cambiare le cose. Un gruppo di ragazzi ha provato a farlo ed è doveroso appoggiare la loro iniziativa. Ci si offre un’ottima occasione per far parlare bene di Napoli, cogliamola! Linkiamo la pagina facebook sulla nostra home, www.facebook.com/ArtedellaFelicitailFilm, organizziamo con un gruppo di amici una serata all’insegna del cinema partenopeo e godiamoci la visione. Ne usciremo soddisfatti, in barba a chi ci vede sempre come la zavorra del Paese.