– DI AGNESE CAVALLO
agnese.cavallo@liberopensiero.eu

Il campo delle energie rinnovabili è una realtà che suscita sempre più interesse e di cui anche le grandi aziende non possono fare a meno. Nel privato, inoltre, sono tante le persone che scelgono di impiantare pannelli solari e ad affidarsi al fotovoltaico. Se si conoscono già i pro e i contro sui pannelli solari, non si può dire lo stesso per l’energia eolica. Forse perché non è così sfruttata e sfruttabile quanto quella solare; in ogni caso anche questo settore è in crescita. I sostenitori delle energie rinnovabili asseriscono che una delle fondamentali caratteristiche di questi tipi di energia è quella di non produrre effetti negativi sull’ambiente. Visione un po’ troppo ottimistica. Anche lo sfruttamento delle energie rinnovabili ha dei costi in termini di impatto ambientale. L’eolico ne è un esempio. I pro – È indubitabile che in sé l’energia eolica sia un tipo di energia pulita, dal momento che non si ha produzione di emissioni inquinanti per l’ambiente o che alterino il clima. Per la costruzione di impianti a energia eolica non occorrono vastissime aree di terreno e, nel caso di dismissione dell’impianto, il sito che lo ospita può essere riportato alle condizioni iniziali. Tra i vantaggi vi è anche l’alto tasso di efficienza degli aerogeneratori; si ritiene infatti che la conversione dell’energia cinetica del vento in energia elettrica abbia un rendimento teorico decisamente elevato (59%), senza contare il fatto che un impianto a energia eolica può teoricamente funzionare per tutto l’arco della giornata (a differenza, per esempio, di un impianto a energia solare). Un altro vantaggio è la lunga durata della vita di una turbina, vita che mediamente varia dai 20 ai 25 anni. Un altro punto a favore è quello relativo alla creazione di nuovi posti di lavoro.

I contro – Il primo grande problema dei parchi per lo sfruttamento dell’energia eolica è quello legato all’impatto visivo. Non v’è dubbio che, molto spesso, i siti adatti al posizionamento di aerogeneratori si trovino in aree il cui valore ambientale e quello paesaggistico sono considerati elevati. Non è per niente facile (se non impossibile) integrare piacevolmente nel paesaggio le torri eoliche. Quello del notevole impatto visivo è, con tutta probabilità, l’aspetto che più frena lo sviluppo di tale fonte di energia.
Poi c’è l’inquinamento acustico provocato dalle turbine. Se per i detrattori dell’eolico, il problema acustico non deve essere assolutamente trascurato, i suoi propugnatori sostengono che il rumore provocato nelle zone particolarmente ventose, dai venti, è pressoché identico a quello provocati dagli aerogeneratori; altro aspetto negativo sono le possibili interferenze sulle telecomunicazioni e gli effetti elettromagnetici. Tali fenomeni sono ormai considerati irrilevanti poiché le pale sono costruite con materiali non conduttori (come, per esempio, la vetroresina); infine c’è l’impatto su flora e fauna, ad esempio le possibili collisioni degli uccelli con le pale delle torri eoliche.

A giudicare dai punti sopraesposti relativi ai pro e ai contro, questi ultimi non sembrerebbero, perlomeno di primo acchito, del tutto insormontabili, anche se l’impatto visivo e ambientale non è affatto trascurabile. In realtà, la problematica legata agli impianti di sfruttamento dell’energia eolica è sicuramente più complessa ed il problema è particolarmente sentito da uno dei Paesi a noi confinanti: la Francia. I sostenitori francesi dell’energia eolica vogliono fortemente lo sfruttamento di questa tipologia di energia, come avviene in Paesi come Danimarca e Germania, perché riduce sostanzialmente l’uso delle forme di energia tradizionali, in particolar modo quella nucleare. C’è chi controbatte dicendo che l’energia eolica non deve sostituire quella tradizionale ma integrarsi, mentre il surplus energetico va esportato e venduto. Ma come calcolare la domanda ed offerta se i venti sono fenomeni imprevedibili? Questione ancora aperta. Inoltre c’è da considerare la problematica relativa all’inadeguatezza della rete elettrica, comune a molti Paesi europei, tra i quali l’Italia. Le reti elettriche europee non hanno una sufficiente capacità di assorbimento di tutta l’energia che viene prodotta e ciò costringe, nei periodi di sovraccarico energetico, a interrompere il funzionamento degli aerogeneratori, seppure in modo temporaneo. Come si vede gli spunti di riflessione non mancano. Quel che è certo è che l’energia eolica, al pari di altre energie rinnovabili, non può essere considerata un’energia globale, dal momento che appare a tutti chiaro che è di fatto impossibile che una sola forma di energia sia in grado di sopperire all’intero bisogno di una popolazione. Quindi, va bene l’eolico, vanno bene le energie rinnovabili, ma senza facili entusiasmi e sì incondizionati. Il realismo paga sempre.