– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
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Durante una delle mie scorribande nel Regno Unito mi è capitato di imbattermi in uno strano incontro: un libro dalla copertina marrone chiaro, su cui campeggiava la frase “THE HOLY BIBLE”. La traduzione italiana di queste tre parole è La Sacra Bibbia, e ho deciso di condividere con voi le riflessioni elaborate in merito. Bibbia, in greco βιβλία, sta per libri. Essa è infatti costituita da un’ampia gamma di racconti, derivanti a loro volta da una lunga tradizione orale, e copre un arco temporale vastissimo (circa 2000 anni di storia dell’umanità). Al suo interno troviamo diversi generi letterari e si può dire che gli argomenti trattati coprano tutta la sfera del conoscibile umano. Per quanto mi riguarda lo trovo un testo estremamente affascinante e interessante, e ritengo che la vita di ogni credente debba guardare proprio a questo testo, e ad esso ispirarsi. La scienza che si occupa della sua interpretazione è l’ ermeneutica biblica e alla teologia è affidato il ruolo di catalogare le diverse dottrine. Molte persone vi si avvicinano ancora utilizzando come filtro interpretativo una religione rispetto ad un’altra. Io invece credo che chiunque voglia avvicinarsi alla sfera della spiritualità debba necessariamente passare per una lettura soggettiva e personale. All’interno troviamo dei principi importanti, esposti attraverso parole molto semplici. L’universo, e conseguentemente il mondo, sarebbero stati creati per volontà di un Dio-Padre di sconfinata bontà. L’essere umano è stato creato per essere libero e popolare felicemente il pianeta. A causa di un uso sconsiderato di tale libertà e per la sua stessa natura peccatrice, finché sarà su questa terra è destinato alla sofferenza. Ma la vera rivelazione sta nella figura di Gesù, che pur essendo stato crocifisso è risorto e ha vinto la morte. Ed è questa l’essenza del messaggio biblico. Iniziare a considerare l’esistenza di una vita ultraterrena che esula completamente dalle leggi umane, e di conseguenza ridimensionare questa nostra vita finita e precaria per iniziare a guardare oltre… Infine mi sembra importante sottolineare il fatto che in essa si parla di uno spirito eterno, che è presente in ogni luogo. In netto contrasto quindi con le varie immagini, statuette e iconografie al quale siamo abituati e che sono una ideazione puramente umana. È bene quindi distinguere la fede dalla religione, e il business dalla spiritualità.