– DI LUCA MULLANU
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Nel cuore della città di Napoli si nasconde un enorme spartito musicale.

Sul bugnato della facciata del Gesù Nuovo sono incisi strani segni, quelli che secondo tutti erano incisioni dovute all’erosione della roccia altro non sono che note musicali. A svelare il mistero è stato Vincenzo De Pasquale, storico dell’arte rinascimentale aiutato dai musicologi ungheresi Csar Dors e Lorànt Réz. L’esperto ha spiegato che non si tratta dell’unica testimonianza esistente, infatti, i Sanseverino fecero incidere dei simboli musicali nel loro palazzo a Lauro di Nola e un codice armonico sulla facciata di palazzo Farnese a Roma. Le figure sulla facciata, racconta De Pasquale, sono lettere aramaiche, la lingua parlata da Gesù, questi sette simboli corrispondono ad uno spartito musicale, che, composto, ha una durata di tre quarti d’ora.

La scoperta ha fatto il giro del mondo attraendo molti turisti, ma non è unica nel suo genere, come testimonia proprio lo storico De Pasquale. La sua particolarità è dovuta alla sua posizione poiché si trova su una delle chiese più famose del sud Italia. La chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, ubicata nel centro storico della città, fu costruita sull’antico palazzo Sanseverino a partire dal 1584, fu poi venduta ai Gesuiti che la ristrutturarono. Le parti che sono rimaste intatte per oltre cent’anni sono il portale marmoreo e, appunto, la facciata a bugne.

Il concerto è stato intitolato “Enigma” ed è stato trascritto per essere suonato con l’organo. Una sua registrazione è ascoltabile qui. Il sogno dello storico è quello di eseguirla in pubblico proprio al Gesù Nuovo, affinché Napoli possa ritrovare ed aggiungere al suo mosaico l’ennesimo tassello della sua spettacolare storia.