– DI CAROLINA ROSSI
carols93@libero.it

Soltanto la parola “amore” è come se ci desse un senso di dolcezza; c’è chi pensa alle frasi romantiche e chi addirittura riesce a sentire in bocca il sapore di uno dei tanti cioccolatini, rigorosamente bianchi, che arricchiscono le casse della Perugina. Invece la scena qui è un’altra, un po’ più insolita, un po’ più amara. Una chiesa, ma nessuno si sposa, è un anniversario di morte, quello di mio padre. Io, seduta ai primi banchi, durante l’omelia del sacerdote, guardo distrattamente gli ultimi banchi. È solo nel momento in cui sto per tornare con gli occhi verso l’altare che faccio mente locale a quello che avevo appena visto: era lui. Ma cosa ci faceva lì? Era venuto, per toccare con mano, tutto quello che io gli avevo sempre raccontato di quell’uomo così importante per me, andato via decisamente troppo presto. Quello per me è stato amore. Più dolce di qualunque regalo col fiocco e di qualsiasi cornetto, sempre pronto per me a colazione. Ho imparato, infatti, che se aggiungi la nutella in una brioche vuota, diventa più calorica di una comunissima brioche già farcita. Molte persone associano il colore rosso all’amore. Ma chi lo ha stabilito? Per me, invece, è il colore degli occhi della persona che ami. Per me era tutto azzurro. Mi piaceva osservarlo, stare lì, vicino a lui, mentre era indaffarato a fare chissà cosa o semplicemente dormiva, sarei rimasta a fissarlo per ore, potrei descrivere ogni centimetro del suo corpo o tutte le sfumature delle sue inconfondibili camicie a righe, che venivano macchiate quotidianamente dal mio make up. Fare un giro su una moto d’epoca, mangiare le pizze in macchina, ostinarmi a tenere il finestrino aperto anche d’inverno, quando mi chiedeva cortesemente di tirarlo su, ogni volta. In uno dei nostri ultimi incontri, eravamo distesi su degli scogli, proprio in mezzo al mare, dove i miei occhiali da sole sono caduti in acqua, lasciando così un pezzo di noi in quel posto. Ma a pensarci bene, è come se di occhiali ne avessi persi mille e poi ancora altri mille, ogni squarcio di posto ha un ricordo legato col doppio nodo, a te. Magari sono ancora lì, affondati o galleggianti, insieme alle tue bugie. Ricordi belli, misti a brutti, ecco di nuovo, dolce e amaro, mescolarsi. Le parole dette a metà, e quelle sussurrate, tutte queste esperienze, tutte queste emozioni, è come fossero tanti petali, appartenenti agli improvvisi mazzi di rose che mi arrivavano a casa di tanto in tanto. Dolce e amaro, queste le parole chiave di una storia così. Tanti sono stati i tentativi di separazione, ma era come se fossimo due persone legate da un elastico, ognuno prendeva la sua strada, l’elastico ci lasciava fare, ci assecondava, ma arrivavamo sempre al momento estremo, in cui l’elastico non si spezzava, ma con un colpo solo e abbastanza violento, ci faceva ritrovare faccia a faccia, per l’ennesima volta. Parlo di un amore forte, pronto a superare qualsiasi distanza, un amore insano, ma quello giusto. Restano un cd, una sciarpa, un tatuaggio sulla mia pelle e qualche mio biglietto tra le tue carte di credito. Anche un profumo, di cui l’essenza, non si sa, se ancora dolce o amara. E’ un amore che adesso se ne va.

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