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– DI STEFANIA IANNIELLO
deepestblue@live.it

Everytime, pastello su cartoncino

Trovami.
Prendi la mia mano.
Perché sembriamo degli estranei quando il nostro amore è forte?
Perché vai avanti senza di me…?
Ogni volta che provo a volare, cado
Senza le mie ali mi sento così piccola…
Credo di aver bisogno di te amore.
Ogni volta ti vedo nei miei sogni
Vedo il tuo volto che mi sta davanti:
Credo di aver bisogno di te amore.

Faccio in modo di credere che tu sia qui,
è ancora l’unico modo in cui possa vedere chiaramente.
Che cosa ho fatto…?
Sembri andare avanti con facilità…
Forse avrò portato la pioggia…
Ti prego perdonami!
La mia debolezza ti ha portato dolore

Queste sono le mie scuse.

Di notte prego
Perché la tua faccia sparisca al più presto.
Dopotutto…
Oggi mi sono alzata dal letto facendomi le stesse domande di ieri.
Anche oggi non ho risposta.
La gente ha smesso di chiedermi.
Ha visto tutto.
Non riesco a provare rabbia.
Ho solo un buco enorme che mi squarcia il petto.
Ho visto la presunzione e l’immaturità attirare più attenzione del miele, o del vento..
Il male fa molto più rumore.
Forse sa che la sua bruttura fa distogliere lo sguardo.
Ho sbirciato tra le dita con cui mi coprivo la faccia quello che sapevo sarebbe accaduto.
Ho perso.
Il silenzio ha avuto la peggio.

La gentilezza di una mano che non vuole creare frastuono, ma solo portare acqua ad una bocca assetata,
è troppo poco appariscente per essere notata.
Nessuno si accorge di quando si accascia stanca al pavimento.
Nessuno si accorge di quando non chiede aiuto.
Ho visto tessere bugie poco credibili e notti chiacchierate, fondate su cuscini vuoti e inconsistenti.
Mi è stato chiesto di provare rabbia e portare rancore.
Mi è stato chiesto essere indifferente.
Di costruire una persona diversa, migliore,
di diventare stronza e puttana al fine di non soffrire e ripagare con il male ricevuto.
Mi è stato chiesto da me stessa.
Ho accettato di non poter essere diversa da ciò che sono,
forse di non volerlo nemmeno realmente.
Non accetto tutto il resto.
Non ne ho la forza.
Avete vinto
Ed io ho perso.

Nella stanza viola di una casa.
In una terra ferma ed immobile dove mi domandano perché lo faccio.
Mi domandano se sono stupida o se non ho paura di morire.

Mi sono spezzata.
Ho paura di vivere.