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– DI STEFANIA IANNIELLO
deepestblue@live.it

Quando una stella muore
Pastello e gessetti su cartoncino

“L’universo se ne accorgerà…”
Tu invece?
Te ne accorgerai tu?
Non adesso.
Non subito.
Per intessere l’ordito di una storia ci vogliono giorni, ore, minuti, attimi.
La compongo di così tanto cuore che mi chiedevo dove fosse finito tutto questo tempo… semmai veramente ne avessi avuto uno.
Adesso so di averlo.
“Quando una stella muore, fa male.”
Forse non così tanto.

Forse fa più male bruciare senza sosta, continuando ad avere freddo, sperando in un cappotto appoggiato sulle spalle.
Vuole morire questa stella?
La sua luce continuerà ad arrivarti anni luce dopo che si sarà spenta, tanto t’ha dato, un poco ogni giorno,che ti sembrerà di averla ancora lì, accanto, lungo i giorni in cui avrà bruciato sola.
Allo spuntare di una sera d’estate, quando il cielo è più limpido e senza nuvole, ti sorprenderai a cercare una certezza bianca brillare sulla tua testa,maledicendo le notti in cui non l’hai guardata ardere di lacrime per avere i tuoi occhi tra le fiamme.
Vedrai un manto infinito di blu e viola, sentirai un tuffo al cuore, un vuoto che comincia a farsi strada in maniera chiara, tanto da ridere in faccia ai dubbi.

La tua stella è morta,
l’ha voluto?
Chi lo sa…? Forse è stata uccisa.
La tua stella è morta.
Ha bruciato tutta la sua luce.
Ti ha lasciato al buio.

“A metà tra il destino e casa mia ,
arriverà la certezza che non è mai stata colpa mia…
Non è stata colpa mia!”