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– DI STEFANIA IANNIELLO
deepestblue@live.it

“Scuse”, gessetti su cartoncino

Bastava così poco.
Non amore,
non amicizia.
Rispetto anche mi sembra un termine enorme ed ingombrante,
tutte cose queste che spaventano i pavidi ed i poveri di cuore.
Nulla compreso in nessuna richiesta.
Bastava onestà, sincerità, nel bene e nel male, trasparenza …
Coerenza.
Qualità sottovalutate, date per scontate come se fossero riscontrabili in chiunque, nemmeno quelle erano state richieste, eppure erano spillate sul petto assieme a tutte le altre medaglie.
Un tuffo in un mare impantanato e tutto lo sporco è emerso bagnandomi di colori e di odori così lontani da me, che adesso rinnego disgustata dallo stomaco alla gola.

L’uva è marcia,
una volta tanto la favola sbaglia.

Dal terreno sembrava così piena e succulenta, così dolce e ricca di promesse sbandierate su manifesti appesi ai rami, ma è bastato salire su di una scala, arrivare un po’ più vicino, scostare le lenzuola coperte di politica propaganda,tendere la mano oltre i rovi e le spine, oltre le insicurezze, garantendo il sole alla pianta, assaggiare strappando con delicatezza il frutto dal grappolo , per capire che la bellezza di quei chicchi era così fulgida per un motivo:
era piena di veleno.

Bastava solo un po’ di verità.
Una pretesa troppo grande
Per un grappolo di uva marcia e avvelenata.

“Inventerai, che non è tempo, inventerai che tutto è spento (…)
Ridendo, troverai una scusa, una in più!
Una in più.”

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