– DI CLAUDIA POLO
claudia.polo@liberopensiero.eu

Oggi, come ospite della nostra redazione online, abbiamo un giovane artista: Giovanni Ferrara.
Giovanni è un pittore, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, e già istalla mostre in Italia ed all’estero.
Insieme ad alcuni suoi compagni, sta portando avanti un progetto artistico e sociale chiamato Orgh Project.
Ma scopriamone di più!

Ciao Giovanni, benvenuto nella nostra redazione e grazie per esserti rivolto a noi. Come mi hai accennato precedentemente sei un pittore, giri un po’ per il mondo con la tua arte, la tua specialità pittorica qual è? Che stile prediligi?
Salve, volevo ringraziare innanzitutto la redazione che mi ha accolto senza pregiudizi. Ogni artista comunica con un linguaggio proprio, caratteristico della propria individualità ed espressione del proprio modo di essere che immancabilmente trasmette dai suoi lavori. L’artista schietto o il falso artista prima o poi escono fuori. L’artista vero dura limpidamente nel tempo, il falso artista può anche durare nel tempo ma si aggrapperà sempre alle appariscenze e alla mediocrità. La mia poetica è quella di indagare nell’animo umano, di scovare nei visi delle persone il loro segreto più nascosto. La tristezza e a volte la ferocia ma anche quei sentimenti di incertezze che sono in tutti noi. Esistono stili e artisti che mi hanno affascinato fin da piccolo, che mi emozionano ancora oggi, da Bacon a Kokoschka a Enzo Marino che ho la fortuna di avere come maestro, uomo dall’immenso valore artistico e umano, un punto di riferimento e soprattutto una guida fondamentale per il mio percorso.

Come è nata questa passione? Qualcuno ti ha fatto conoscere questa disciplina oppure è qualcosa d’ innato?
La passione va sicuramente coltivata, allenata e tenuta viva, la mia credo che sia nata da bambino, ho sempre comunicato con il disegno e la pittura, ho sempre creduto che l’arte sia un mezzo di comunicazione potentissimo che mi garantisce di essere diretto, senza vincoli.

Bene, adesso vorrei chiederti come nasce “Orgh Project”; chi ci lavora cosa vuole esprimere con la parola “Orgh”?
Il progetto Orgh nasce nel laboratorio Extramedia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dalla volontà di dare delle risposte al problema dei rifiuti tossici in Campania. La parola Orgh deriva dal gergo fumettistico e sta ad indicare una sorpresa spiacevole, l’immediata ed istintiva esclamazione di chi si trova improvvisamente di fronte ad una brutta situazione.

“Portare la bellezza dove oramai non c’è più niente”, così mi dici. Ma spieghiamo bene qual è il concept di questo progetto?
Orgh è un progetto che ha come obiettivo prendersi cura della propria terra. Nasce dall’esigenza di bonificare un territorio dal punto di vista sociale e culturale, in una zona dove l’abbandono ha prodotto un livello di vivibilità condizionato da uno stato di emergenza sociale e sanitaria. Ma è anche e soprattutto uno spazio in cui è possibile fare ricerca artistica, abbracciando l’ambito della didattica.

Insomma un progetto non solo culturale ed artistico ma pieno di valori. Ti domando: se dei “non-artisti” volessero partecipare a questo progetto, in che modo potrebbero farlo?
Orgh è un modo per aprire le coscienze, è un modo per produrre idee e che permette lo scambio di esperienze, credo che possano partecipare tutti. Orgh va al di là di un progetto, è piuttosto una piattaforma che intende educare al rispetto della propria terra. I “non artisti” possono sicuramente approcciarsi ad una serie di eventi e passeggiate che organizziamo. Sono già diverse le persone che hanno dimostrato di voler collaborare e non necessariamente hanno a che fare con il mondo dell’arte. Musicisti ed architetti sono si sono integrati nel progetto, il loro interesse riguarda la questione territoriale. Fra qualche giorno ci sarà un incontro con un gruppo di stranieri, di origini diverse (egiziani, palestinesi, spagnoli) che partecipano ad un progetto di scambio internazionale sul territorio campano e li inviteremo, attraverso una delle nostre passeggiate estetiche, a conoscere le campagne di Afragola/Casoria. Vorremmo coinvolgere inoltre gli agricoltori della zona in un grande evento che stiamo progettando per il mese di maggio e non ci dispiacerebbe se qualche esperto di agricoltura ci insegnasse a fare l’orto. L’arte di coltivare la terra.

Credi che in un territorio come il nostro, in cui non si è fatto e non si fa altro che distruggere ciò che la natura ci ha regalato, sia possibile riabilitare la coscienza delle persone ed educarla ad una nuova realtà, ovvero quella artistica?
Non pensiamo di educare le persone all’arte, ma attraverso l’arte. Come accennato poc’anzi, con le passeggiate estetiche ci auguriamo di contribuire al recupero di quella relazione fra uomo e territorio che nelle nostre zone, causa l’abbandono, è andato perso.

Se dovessi individuare una causa fondamentale per la perdita di alcuni valori, quali la legalità, la giustizia e soprattutto il rispetto verso l’ambiente e la persona umana, a chi l’attribuiresti?
Ad un sistema che ormai sfrutta un meccanismo molto articolato, che ha creato falsi valori e soprattutto permette ancora di violentare le proprie terre e il proprio popolo. La verità ci viene offerta sempre in modo molto lento, quando ormai le dinamiche hanno fatto il loro corso.

Il video dal titolo “Natural Revolution” – che troverete a fine articolo- realizzato dall’“Orgh Project” si apre con l’intervista a Carmine Schiavone, accompagnato dalle immagini girate nelle sale dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attraverso la creazione di questo video, che messaggio volete mandare a coloro che per la prima volta vi conoscono come artisti?
Il video Natural Revolution è stato realizzato dal giovane artista Marco Fizzarotti per il corso di Tecniche Extramediali. Nello specifico riflette sul tema della rivoluzione. Orgh l’ha “adottato”, se così si può dire, perché esorcizzava in un gesto quel sentimento di rabbia, che forse molti di noi hanno provato ascoltando quell’intervista. Bisognerebbe chiedere all’autore se c’è un messaggio ed eventualmente quale sia. Qui si definisce una dinamica importante del progetto Orgh, che nasce anche come spazio di sperimentazione artistica e piattaforma di scambio, in cui giovani e grandi, artisti e non, possono apportare il proprio contributo.

Ringraziamo Giovanni Ferrara per essere stato qui, fra le righe di Libero Pensiero, sperando che questo progetto frutti sempre più.
Ricordiamo la pagina facebook del progetto, e il video Natural Revolution.