– DI LUCIANA TRANCHESE
luciana.tranchese@liberopensiero.eu

Ben ritrovati all’appuntamento con la rubrica culturale di Libero Pensiero che incoraggia il lavoro e il talento degli artisti emergenti (e non). Oggi, la nostra redazione ospita nel suo accogliente spazio on-line due giovani musicisti napoletani: i Maestri Giuseppe Perretta e Gaetano Imperatore; un duo, pianoforte e clarinetto, che si è soprattutto impegnato in attività concertistiche nei territori della Campania e del basso Lazio, svolgendo un interessante lavoro di promozione della musica classica. Entrambi, vissuti fin da piccoli a Casoria, attualmente sono docenti presso l’Accademia musicale Vivaldi di Cardito. Il M° Perretta, specializzatosi in pianoforte con indirizzo solistico presso il conservatorio di Musica G. Martucci di Salerno, ha ben presto accompagnato i suoi brillanti risultati accademici con numerosi successi personali in campo musicale, prendendo parte a diversi concerti per l’Associazione W.A. Mozart e per il conservatorio Martucci. Ha riscontrato, inoltre, Importanti riconoscimenti in concorsi nazionali musicali banditi da Ass. Napolinova e da Ass. Le Camenae, così come numerose sono le sue collaborazioni con strumentisti e cantanti d’opera. Il M° Gaetano Imperatore, dopo aver studiato clarinetto presso il Regio Conservatorio di S. Pietro a Majella, è stato vincitore per due volte del Concorso Internazionale di musica da camera Luigi Denza, tenendo concerti su tutto il territorio nazionale, con eccellenti risultati nelle città di Napoli (Napolinova), Roma (Diesis Academy) e Milano per la MilanoMusicMaster. Diverse le iniziative cui ha preso parte collaborando con la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli.
Adesso, però, passiamo la parola a loro per andare a conoscerli meglio.

Buongiorno da parte di tutta la redazione di Libero Pensiero. È un piacere per noi poter dare finalmente spazio anche alla Musica nella nostra rubrica culturale. Voi avete cominciato sin da piccoli a suonare, rispettivamente il pianoforte e il clarinetto, ma cosa ha condizionato questa vostra scelta e in che modo le vostre strade si sono incrociate?

Giuseppe Perretta Ho iniziato a suonare all’età di dieci anni, quando ebbi la possibilità di seguire un corso sperimentale nella mia scuola; frequentavo la prima media. Fu in quella circostanza che mi si presentò, per la prima volta, l’occasione di approcciarmi con serietà e continuità alla musica, appoggiato dalla mia famiglia. Una scelta che ancora significa molto per me, poiché ha segnato l’inizio di un’avventura. Io e il maestro Gaetano ci conosciamo sin da piccoli; la nostra amicizia è maturata tra i banchi di scuola insieme al nostro comune interesse per l’arte musicale. Una componente sicuramente fondamentale per la simbiosi artistica che è alla base del nostro duo e che affonda le sue radici lontano nel tempo.

Gaetano Imperatore La Musica si è impadronita di noi, si è inserita nella nostra vita legandosi a delle doti individuali che non fanno altro che servirla! Da bambini siamo stati indirizzati verso questo tipo di studio da persone competenti, ma col tempo è toccato a noi scegliere se portare avanti o no questo progetto di vita. Dico progetto, perché tale si presenta. Bisogna dedicarsi a esso con amore e dedizione, anteponendolo anche a serate di svago con gli amici, altrimenti la Musica rimarrà soltanto una passione fine a se stessa. Io e il maestro Perretta siamo amici d’infanzia, il che contribuisce a darci un’intesa intima e rapida.

La musica classica si accompagna spesso a incresciosi pregiudizi, alcuni dei quali hanno contribuito a trasmettere l’idea di un genere musicale obsoleto e riservato, troppo colto per non essere destinato solo a una ristretta cerchia di persone. Pensate ci possa essere un modo per avvicinare un pubblico soprattutto giovane a un genere che tendenzialmente prende le distanze dalle mode del momento?

Giuseppe Perretta Purtroppo la musica classica soffre un po’ in questo senso. Credo che il problema principale risieda nell’incapacità di trasmetterne il valore da parte di chi appartiene a questo mondo, finendo troppo spesso per elevarlo con la convinzione che questo genere non possa essere profanato da chi non ne sia degno. Potrebbe sembrare anche coerente per certi versi, ma non bisogna sfociare nel fanatismo. L’approccio dovrebbe essere più semplice e naturale e la capacità del divulgare dovrebbe risiedere proprio in questo fattore. La musica classica deve apparire avvincente a chi le si avvicina per la prima volta: a un bambino non puoi far leggere direttamente la Divina Commedia se non lo fai interessare prima e gradualmente alla lettura. È soltanto in seguito e con un meccanismo del tutto naturale che il classicista alle prime armi ne comprenderà appieno l’importanza, fino a custodirne i segreti.

Gaetano Imperatore Assolutamente sì; negli U.S.A e in Olanda sta prendendo vita un progetto chiamato “Classical revolution” che s’impone di portare la musica “colta” ovunque, persino nei pub e nelle birrerie. Folle vero? Eppure ti assicuro che Bach e Mozart eseguiti con jeans e t-shirt tra una birra e l’altra e con luci soffuse producono tutt’altro significato. Scoprire questi autori è possibile anche attraverso modi del tutto inusuali.

In quali altri generi musicali amate cimentarvi?

Giuseppe Perretta Approfitto della domanda per citare una specifica categoria, quella delle colonne sonore. Alcune le annovero ancora oggi tra le mie composizioni preferite. Il panorama musicale si arricchisce di brani che non si limitano al semplice accompagnamento cinematografico, ma si articolano con una complessità talvolta analoga a quella delle composizioni classiche. Per me è impossibile non menzionare artisti come Ennio Morricone, Yann Tiersen, John Williams, Ryuichi Sakamoto.

Gaetano Imperatore Siamo due romantici, ma questo non ci impedisce di sperimentare generi quali il jazz, il pop e la musica latina. Amiamo molto Piazzolla, ma non meno Schumann e Brahms. Nei nostri concerti preferiamo dare un messaggio musicale eterogeneo, che possa arrivare a toccare variegati stili musicali. Dai compositori prima citati, a quelli virtuosi del clarinetto, da quelli classici della canzone napoletana ai virtuosi del pianoforte.

Adesso che vi siete avvicinati all’insegnamento, attraverso questa prospettiva per voi del tutto nuova, sapreste pensare a cosa andrebbe innovato nel modo di approcciarsi allo studio di uno strumento musicale?

Giuseppe Perretta Anche nell’approccio allo studio dello strumento è necessaria una certa progressività. Fondamentale, ma non sufficiente è sicuramente l’educazione all’ascolto, che va accompagnata alla necessità di mettersi in campo in prima persona. Per imparare a mettere le dita sulla tastiera e abituarsi ad affrontare un certo tipo di esercizio, che richiede uno sforzo e un impegno costanti, bisogna avere degli stimoli giusti esterni; elementi indispensabili affinché un neo pianista si avvicini con entusiasmo alla materia.

Gaetano Imperatore Prima di tutto, una certa dose di pazienza, quella che hanno mostrato con noi i nostri maestri. Per far emergere tutta la sensibilità musicale di un bambino che ha scelto di suonare, sarebbe importante svecchiare l’insegnamento liberandolo dai molti stereotipi lanciati dalla scuola napoletana; trasferire all’allievo la passione per lo studio attraverso l’ascolto dello strumento e poi disfarsi della severa maschera dell’insegnante per instaurare un rapporto più diretto con i propri allievi.

Voi in che modo pensate dovrebbero coesistere tecnica e passione in un musicista e quali consigli dareste a chi, come voi, in giovane età si addentra nel mondo della musica?

Giuseppe Perretta La tecnica è un dato fondamentale per un musicista, che richiede enormi sacrifici, ma sa dare allo stesso tempo grandi soddisfazioni. Una sana convivenza con la passione e con l’entusiasmo di mettersi alla prova, è il segreto per vivere bene quest’arte. L’unico consiglio che posso dare a chi si addentra per la prima volta nell’universo musicale è semplicemente quello di iniziare questo percorso con convinzione; poi, col tempo, ognuno farà i conti con il proprio io, ma di certo fare musica arricchisce di un qualcosa che non ci si potrà mai pentire di avere appreso.

Gaetano Imperatore Unendo razionalità ed estro. Un grande maestro cita “ suono, vita, aria…” ed io ne ho fatto il credo della mia vita. Consiglierei di iniziare a sperimentare con serenità d’animo questo percorso, prima di giungere a un bivio di fronte al quale fermarsi per prendere decisioni importanti. Infatti, talvolta, è necessaria la guida di qualcuno che sappia fornirti un quadro completo di questa realtà, senza ometterne le difficoltà.

Avete progetti ed eventi in cantiere per il nuovo anno?

Giuseppe Perretta In cantiere c’è sempre qualcosa, soprattutto per due menti come noi che fremono nel voler fare musica. Possiamo già rivolgere l’invito per questo sabato, 28 Dicembre, presso il Palazzo Mastrilli di Cardito, per il concerto che terranno i maestri dell’Accedemia Vivaldi di cui io e il Maestro Imperatore siamo insegnanti. Avremo il piacere di collaborare, unendo al massimo delle possibilità le nostre capacità professionali. Con la speranza di ricevere un sincero gradimento da parte del pubblico, auguro buone feste all’intera redazione e ai lettori di Libero pensiero.

Gaetano Imperatore Sicuramente uno degli obiettivi sarà quello di incrementare il nostro repertorio con nuovi brani che ci appassionino e permettano di appassionare anche coloro che ci seguono nella nostra attività concertistica. Anche io, come Giuseppe, colgo l’occasione per invitare tutti al concerto del 28 Dicembre a Cardito; per ringraziare la redazione di Libero Pensiero e augurare buone feste a tutti. Mi raccomando ascoltate musica.

Grazie a voi per l’intervista, alla prossima con “Largo alla cultura”.
Qui sotto alleghiamo il video di un’esibizione di Giuseppe e Gaetano, “Oblivion”:
http://www.youtube.com/watch?v=KcYH5Uk24iI