– DI MICHELE BELLAME
michelebellame@hotmail.it

“…dunque io tengo un nipote che si chiama Geppino, figlio di mia sorella che è stata sfortunata separata col marito…”.

Chi se la ricorda? La storia del cavalluccio rosso. Eh sì, quella del professor Pazzaglia, nel mezzo di Piazza del Carmine. Una Napoli d’altri tempi.

La storia del cavalluccio rosso è agli atti identificata come la vicenda che dal drammatico si trasforma nel tragicomico. Il classico fatto che quando la racconti mille volte ormai segui un copione preciso e fai le stesse pause e le stesse mosse. Quella peripezia, diciamo così, che più la racconti agli altri e più perde di sapore. Pazzaglia aveva subito una rapina, eh, e invece il Cavalluccio Rosso ce lo ricordiamo perché alla fine fa ridere. Più o meno quello che succede a Maradona col fisco: lui arriva in Italia e agli aeroporti gli sfilano gli orecchini e gli orologi, ed il più delle persone se lo ricorda perché fa il gesto dell’ombrello da Fazio.

Non “pazziamo”, quando si parla di Maradona è sempre una cosa seria. Sia un gol, una finta (Quella che “…scioglie ‘o sangue ind’e vvene!”). La procura italiana di Maradona è demandata ad Angelo Pisani, avvocato di strada come lui si definisce, famoso alla cronaca non solo perché presidente della quinta municipalità al comune di Napoli ma soprattutto per la class action contro la ex Gestline, ora Equitalia.

Quando Maradona andò via da Napoli dopo aver fatto praticamente godere il calcio (“Maradona è stato il più grande antidepressivo dell’Italia”), gli venne recapitata una notifica di mancato pagamento delle imposte. Lui era in Argentina, stiamo parlando del 1993, e di questa notifica non sapeva niente. Al contrario di Careca, Alemao e dell’allora presidente Ferlaino che erano in Italia e ne vennero a conoscenza. Per tutti e quattro l’accusa era quella di una presunta evasione. Quelli che erano in Italia seppero difendersi e rispondere adeguatamente, e vennero prosciolti. Maradona non si difese né rispose a quella notifica, per cui viene comunque perseguitato dal fisco italiano.

In un paese di santi, navigatori ed evasori fiscali, Maradona quando mette piede nella penisola deve togliersi orecchini ed orologi. Ma se Ferlaino, Alemao e Careca sono stati prosciolti dalla stessa accusa, perché solo a Diego fanno problemi? Proprio di questo l’avv. Pisani si sta occupando e preoccupando. Chiaramente l’evasione fiscale si DEVE combattere, a patto che ci siano elementi validi che la testimonino. E non si deve combattere solo perché dall’altro lato c’è uno che si chiama Maradona.