– DI MARIA CAPONE
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Scriveva così Oriana Fallaci nel suo romanzo “Lettera a un bambino mai nato” «Forse dovrei raccontarti un mondo di innocenze e gaiezze. Ma sarebbe come attirarti in un inganno, sarebbe come indurti a credere che la vita è un tappeto morbido sul quale si può camminare scalzi, e non una strada di sassi. Sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce. Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro. Ma neanche questo basta perché, mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa»…
“Tu sei bello e ti tirano le pietre, tu sei brutto e ti tirano le pietre, qualunque cosa fai al mondo sempre pietre troverai, sarà così finché vivrai”… cantava Antoine nel 1967 al festival di Sanremo. Ci sono persone, come l’artista che vi presento oggi, che con le pietre ci fanno ben altro. «Perché una pietra forse non avrà un cuore – mi ha spiegato Michela Bufalini – ma senz’altro in ognuna di esse è racchiusa un’anima.»
Dall’apparente esteriorità dura e fredda, come le pietre sanno essere, nascono intere scene che sanno attrarre l’attenzione di ogni sognatore puro. Da quelle dai colori vivi a quelle lasciate allo stato naturale, da quelle sfaccettate a quelle con le venature rugose, le pietre di Michela Bufalini vivono, e alcune, senz’altro, sembrano posseder parola. Vere e proprie opere in 3D che non hanno bisogno di zone d’ombra o di particolari riflessi di luce. La luce la cercano, la utilizzano e se la gestiscono come vogliono, seguendo la naturale luminosità del giorno.
Ma chi è Michela Bufalini?
Nata ad Arezzo, quaranta serre anni fa, si trasferisce molto presto a Impruneta. Frequenta il Liceo Artistico di Firenze, nella sezione Grafica /Pubblicità e consegue la maturità nel 1985. Inizia con passione la sua carriera di grafica pubblicitaria nella nota agenzia fiorentina “Admarco”. Dopo alcuni anni apre un suo Studio grafico e continua a lavorare nel settore pubblicitario per oltre dieci anni.

Come e quando nasce la sua passione per i sassi?
Ho sempre avuto una predisposizione artistica, fin da bambina. Fortunatamente sono sempre stata incoraggiata dai miei genitori nel portare avanti questo mio talento, ho sempre disegnato e dato libero sfogo a ogni idea creativa mi fosse venuta in mente di realizzare. Ho frequentato il Liceo Artistico di Firenze e finita la scuola ho lavorato per molti anni nel settore grafico pubblicitario, poi un bel giorno durante una passeggiata in campagna, ho trovato una pietra molto speciale. Da quel preciso momento ho iniziato a guardare i sassi con occhi diversi…

Dove preferisce approvvigionarsi del materiale, lo sceglie personalmente?
Andare in giro a cercare sassi è una cosa che adoro fare quasi quanto dipingerli. Ormai ho sviluppato un occhio “clinico” per i sassi, li vedo e li raccolgo ovunque. Non ci sono luoghi che prediligo, ogni posto ospita sassi diversi, adoro le sponde dei fiumi e la riva del mare dove trovo sassi levigati e talmente lisci che talvolta preferisco non dipingere, ma apprezzo molto anche i sassi meno perfetti che trovo nelle vigne, per le strade, nei parcheggi, nei boschi e addirittura nei cantieri. Un tempo selezionavo i sassi con cura, tenevo conto della loro forma, delle dimensioni, del colore, del peso, con il passare del tempo ho capito che ogni sasso può trasformarsi in qualcosa di speciale.

Oltre alla forma quali caratteristiche deve avere un sasso per attrarre la sua attenzione?
Sono attratta da ogni tipo di sasso, gli unici che non prendo in considerazione sono quelli rovinati o scheggiati. I sassi che preferisco sono quelli che hanno strane forme, quelli sfaccettati, quelli meno levigati dal tempo, quelli con tonalità particolari, quelli che si “fanno notare”, quelli che a guardarli mi suggeriscono un’idea immediata.

Come definirebbe le sue opere: pittoriche o scultoree?
Direi che le mie opere rappresentano appieno entrambe questi aspetti espressivi, non saprei classificarli in una categoria. Le mie creazioni sono il risultato di una ricerca emozionale, dove il mio stupore ha coinciso con la passione per il risultato finale ottenuto. Sono opere di nuova concezione e traggono la loro unicità dal sistema di assemblaggio che mi sono inventata e di cui sono gelosissima. Non seguo i dettami tecnici delle espressioni artistiche del momento, creo per me stessa, esprimendo senza compromessi una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando sia le forme che il colore.

Ho notato che ha suddiviso le sue opere dando ad ogni serie un titolo. Chi sono gli spigolosi?
Nel tempo ho creato davvero molti soggetti, l’esigenza di suddividerli in gruppi è stata decisa esclusivamente per rendere più semplice una visione da parte di chi mi segue. Non tutte le mie creazioni hanno un titolo, ci sono alcuni lavori che ho fatto che grazie al titolo vengono valorizzati e altri che preferisco non intitolare per non condizionare il pensiero di chi li osserva. Gli “spigolosi” sono i miei soggetti preferiti, di tutti, sicuramente quelli più apprezzati in ambito strettamente artistico. Rappresentano sempre facce espressive, li ricavavo dalle pietre sfaccettate che più di ogni altra lasciano intravedere una loro anima, spesso neanche troppo nascosta. Il piacere che provo nell’osservare un sasso con queste caratteristiche è immenso, alcuni hanno già impressa l’espressione che cerco, altri necessitano di un’osservazione più lunga ma di solito sono quelli che alla fine risultano più interessanti e che mi regalano più soddisfazione. Rispetto ai personaggi di fantasia, ai fiori di pietra, alle casine naif che realizzo anche su commissione, gli “spigolosi” arrivano ad un pubblico ridotto ma forse più qualificato artisticamente, a molte persone gli “spigolosi” incutono paura, a me regalano molta allegria.

Oltre alle pietre quali materiali utilizza?
I miei lavori sono costituiti da un’esecuzione elementare e semplice, raccontano in modo fiabesco immagini di vita quotidiana. Fra gli elementi che utilizzo, esiste una strana relazione, dove la prospettiva risulta affascinante e insolita. Oltre alle pietre che naturalmente sono l’elemento predominante, mi piace anche usare altri materiali che qualche volta uso per arricchire le mie composizioni, legno, piccoli ramoscelli, pezzi di vetro, plastica, cartone, stagno, rame, miscugli di terre. E’ una continua sperimentazione. La maggior parte dei miei lavori però, è realizzata esclusivamente da sassi, e credo sia questo l’aspetto che li rende tanto originali e molto richiesti dalle persone che li scoprono.

I colori sono di per sé molto accesi e rendono ad ogni opera un’aria allegra. Caratterialmente riesce a trasportare il suo buonumore?
Penso che il colore in molti aspetti espressivi dell’arte sia la caratteristica principale. Il colore trasmette emozioni al di là di una forma definita o di un soggetto, ha la capacità, senza bisogno di essere accompagnato, di scaldarti il cuore. La semplicità, l’attenzione per i colori, la cura dei particolari diventano per me i punti chiave, che danno forma a qualcosa di infantile e lontano… mai dimenticato. Caratterialmente sono una persona socievole, vivace, e molto “sognatrice” credo che questi aspetti siano inevitabilmente trasportati nelle mie opere.

Le visualizzazioni delle sue opere sono moltissime, facebook è un buon mezzo di promozione?
Per me lo è stato indubbiamente. Ricevo veramente molto sostegno e ammirazione dalle persone che mi seguono su facebook, catturate, così mi scrivono, dalle emozioni positive di serenità e buon umore che le mie creazioni trasmettono. La rete è stata fondamentale per me per uscire dal mio laboratorio e far conoscere le mie opere ad un pubblico più ampio.

Ha realizzato delle mostre nella sua città?
Purtroppo ho esposto le mie creazioni a Firenze solo un paio di volte, perché per avere una visibilità in luoghi prestigiosi occorre avere mezzi economici da investire non indifferenti e purtroppo non sempre me lo posso permettere. Sono sicura del successo che avrebbero i miei quadri di pietra, se in futuro mi capiteranno delle buone occasioni per mostrarli al mondo, cercherò di non lasciarmele sfuggire.

Le sue maggiori soddisfazioni?
Le soddisfazioni che ricevo sono moltissime ogni giorno. Intanto mi regalo molta soddisfazione da sola. Lavorare a questi assemblaggi, nel mio laboratorio, assistita dal mio gatto e accompagnata da buona musica, mi fa stare molto bene e mi appaga totalmente. Ogni volta che realizzo qualcosa, provo grande stupore e soddisfazione nel vedere come i sassi si trasformano e a cosa danno vita, ma forse la soddisfazione maggiore è aver raggiunto la consapevolezza di essere riuscita a crearmi un “lavoro” che mi piace tanto e che mi dà la possibilità di ricavare un guadagno modesto ma costante, e visto il periodo nero che stiamo attraversando, direi che posso essere contenta. Poi naturalmente il sostegno e l’ammirazione dalle molte persone che mi seguono ogni giorno, mi rendono davvero felice. Ricevo continuamente messaggi di apprezzamento, moltissime le persone che mi ringrazino per il calore e l’emozione che ricevono attraverso i miei quadri.

Grazie Michela, è stata una chiacchierata piacevole e colorata.

Per maggiori info:
www.facebook.com/MichelaBufalini.SassiArtistici?fref=ts
www.gigarte.com/quadridipietra