– DI LUISA DE MARTINO
luisa.demartino@liberopensiero.eu

Oggi per la nostra rubrica “Largo alla Cultura” abbiamo l’onore di intervistare la scrittrice Stella Stollo.
Stella ha 50 anni ed è nata a Orvieto. Si laurea in Lingue e Letterature Orientali presso l’Università di Venezia e trascorre un anno accademico in Cina. Si sposa con un tedesco e vive tre anni in Germania. Da circa otto anni vive in Toscana, a Montepulciano, con il marito e le due figlie adolescenti. Nel 2011 pubblica il suo libro d’esordio “Io e i miei piedi” con la casa editrice Graphofeel, dopo aver vinto un concorso letterario.

Benvenuta tra le nostre “righe” Stella, e grazie per il tempo che ci hai dedicato. Finora hai pubblicato tre romanzi: “Io e i miei piedi”, “Algoritmi di Capodanno” e “MaldiTerra”. Ma oggi parleremo soprattutto del tuo ultimo libro che uscirà in primavera. “I delitti della Primavera” (ed. Graphofeel). Di cosa parla?
Firenze, primavera 1475: Sandro Botticelli, Gran Maestro della confraternita “I fedeli del Giglio”, inizia a dipingere una grandissima tela, aiutato dal suo assistente Filippino Lippi. L’intento principale è quello di realizzare un talismano propiziatorio per il progetto del suo amico d’infanzia Amerigo Vespucci. Questi sta cercando di convincere la signoria dei Medici a finanziare un viaggio verso un continente a ovest delle colonne d’Ercole, della cui esistenza aveva già parlato nel XIII sec. il francescano eretico Raimondo Lullo.
All’improvviso la città inizia ad essere sconvolta da una serie di efferati delitti, collegati alle figure femminili via via dipinte sul quadro. Chi si cela dietro questa brutale e animalesca violenza contro le donne, proprio mentre i due pittori si accingono a celebrare l’essenza femminile che anima l’Universo?
È forse l’opera di un “mostro”, così come lo definisce il popolo? Oppure, come ipotizza Botticelli, è il piano di una setta nemica ai fedeli del Giglio? Una setta che si opporrebbe al loro progetto di costruire, nel nuovo mondo che Vespucci andrà a raggiungere, una società fondata sui valori dell’amore, della bellezza e della pace?
La storia ruota attorno alla realizzazione del meraviglioso dipinto “L’Allegoria della Primavera” e, oltre agli illustri personaggi già menzionati, nel romanzo troviamo anche: Simonetta Cattaneo Vespucci, modella e musa ispiratrice di Botticelli; Cristoforo Colombo, che dal Portogallo e poi dalla Spagna condivide il progetto di Amerigo; Leonardo da Vinci, già compagno di apprendistato del Botticelli presso la bottega del Verrocchio. Molto diverso dal Leonardo con la barba e i capelli bianchi del suo celeberrimo autoritratto: nel 1475 egli ha ventitré anni, è bellissimo e posa come modello per l’unica figura maschile del quadro.
Ai personaggi realmente esistiti ne ho affiancati altri di pura fantasia, tra cui: Franceschetto, garzone di bottega che aiuta Filippino Lippi nella risoluzione del mistero dei delitti; Ginevra, una donna erborista che procura a Botticelli la maggior parte dei fiori e delle piante oggetto dei suoi studi botanici (sull’opera sono presenti alcune centinaia di specie vegetali).

Trama completamente diversa dai libri che lo hanno preceduto. Cosa ti ha spinto alla narrazione storica?
Come lettrice, ho sempre nutrito una grande passione per la narrativa storica. E, se ho avuto la presunzione di iniziare a scrivere, è proprio perché non ho saputo resistere al forte desiderio di realizzare un romanzo storico.
Questo libro è il frutto di circa otto anni di lavoro: tre di studio e documentazione preliminare per immergermi nell’atmosfera dell’epoca e cinque anni di stesure successive fino ad approdare a quella definitiva. È stata impresa ardua e molto faticosa, ho avuto bisogno di pause e distrazioni. I romanzi che ho scritto nel frattempo sono serviti proprio a questo: mi hanno regalato momenti di relax e puro divertimento.
Ma per tornare alla narrazione storica, ciò che più intriga gli spiriti nomadi come me, quelli alla continua ricerca di un Altrove, è certamente la possibilità di spostarsi: non solo nello spazio ma anche nel tempo. Inoltre, trovo particolarmente preziosa l’opportunità di evidenziare come, purtroppo, certe caratteristiche dell’essere umano rimangano immutate nel corso dei secoli, dando luogo al ripetersi delle stesse brutture, discriminazioni e ingiustizie.
Ne “I delitti della Primavera”, la violenza fisica e psicologica perpetrata spesso negli ambiti famigliari ai danni delle donne fino ad arrivare all’assassinio brutale, non può non farci pensare a una delle caratteristiche più orribili della nostra società e dei nostri tempi.

Com’è nata l’ispirazione per questo nuovo libro?
Ahi ahi, come faccio a dire che l’ispirazione è nata nientepopodimeno che… trentacinque anni fa, cioè la prima volta che misi piede agli Uffizi? Avevo quindici anni e rimasi letteralmente folgorata dalla bellezza de “L’Allegoria della Primavera” e dall’intensità di un altro piccolo quadro poco distante: l’autoritratto di Filippino Lippi. Seppi in quegli istanti che un giorno avrei scritto un libro sulla grande opera e su quel giovane pittore che con il suo sguardo mi suscitava tanta emozione. Non avevo idea, allora, che egli fosse stato l’assistente di Botticelli. Però per anni, ho custodito la cartolina con l’autoritratto di Filippino, usandola come segnalibro e come promemoria. Certo, ne è passato di tempo prima che mi decidessi a impegnarmi concretamente nella stesura del romanzo! Almeno posso dire che il mio impeto romantico giovanile è stato affiancato da una nuova e più matura consapevolezza.
È anche vero che questo libro resta comunque, principalmente, un omaggio all’Arte e alla Bellezza. Purtroppo viviamo in tempi in cui la sete di potere e di denaro che anima la politica mira ad assoggettare la gente attraverso l’ignoranza, mediante l’incuria dei beni artistici e ambientali e la contemporanea diffusione di brutture di vario genere. Tutto ciò non solo ha “impoverito” la quotidianità individuale, ma, è ormai evidente, non è servito neanche a promuovere l’economia generale. Penso invece che il nostro povero Paese, ricchissimo di cultura, opere artistiche e paesaggi invidiabili, potrebbe puntare su questi suoi tesori per creare o ricreare tantissimi posti di lavoro.

Come scegli i tuoi personaggi, e quale ti rispecchia di più?
Come avrai capito dall’aneddoto dell’autoritratto di Filippino Lippi, sono loro a scegliere me e non il contrario! Mi può capitare con la figura di un quadro, con la persona che ha vissuto o frequentato un certo luogo che sto visitando, ma anche col personaggio di una canzone. Non mi danno pace finché non ascolto ciò che hanno da raccontarmi. Non saprei dirti quale dei miei personaggi mi rispecchi di più, ti posso assicurare che amo particolarmente quelli più “difficili”, quelli che nella storia vogliono parlare in prima persona. Voglio molto bene a Mirco, il protagonista di “Io e i miei piedi” che mi ha lanciato la sfida di provare a entrare nella mente di un giovane uomo. E che dire di Filippino? Doppia sfida: giovane uomo di un tempo lontano.

Hai progetti ed eventi in cantiere per il nuovo anno?
Sono stata coinvolta in un progetto molto simpatico insieme con alcuni colleghi incontrati su facebook: a breve uscirà un’antologia dei nostri racconti. Il mio, “In punta di piedi”, è ovviamente a sfondo storico-artistico e la protagonista è la “pittoressa” Antonia di Dono, figlia del famoso pittore Paolo Uccello.
Ora che la revisione de “I delitti della Primavera” è terminata, potrò dedicarmi alla stesura di un nuovo romanzo, di cui ho già scritto alcuni capitoli. Si tratta della biografia romanzata dell’imperatrice romana Galla Placidia.

A chi consiglieresti la lettura del tuo nuovo libro?
A tutti!

Hai vissuto in Cina e in Germania. Cosa ti manca di quei luoghi?
Nulla in particolare di quei luoghi. Mi manca il nomadismo fisico della mia gioventù. Cerco di compensare con quello spirituale, ma non sempre mi basta.

Cosa consigli ai giovani scrittori?
Non mi sento abbastanza saggia per dispensare consigli. Io ho esordito grazie a un concorso letterario indetto dalla Graphofeel: ho vinto la pubblicazione del mio primo romanzo. Ora la stessa casa editrice pubblicherà “I delitti della Primavera”. Per alcuni può andare bene la strada del concorso, per altri quella dell’autopubblicazione, per altri non lo so.
Comunque leggere, leggere sempre. Ecco, questo è l’unico consiglio che non temo di dare. Ai giovani in generale, ma soprattutto ai giovani che scrivono o intendono scrivere.

Consiglio che dovremmo seguire un po’ tutti. Ringraziamo Stella per questa bellissima intervista che ci ha concesso, è stato un piacere, alla prossima.