– DI MICHELE BELLAME
michelebellame@hotmail.it

Nei paesi dell’europa nordica, di quelli che hanno solo i capelli biondi, la tradizione del quartiere a luci rosse è ormai cosa vecchia. Soho, De Wallen, Praterstrasse, la Sunset Boulevard. Ce ne sono anche alcuni in Italia ma se la prostituzione non è regolamentata, questi sedicenti quartieri sono semplicemente dei marciapiedi. Dei bordelli a cielo aperto. Regolamentare, poi, non significa necessariamente legiferare ed andare contro la famosa legge Merlin: regolamentare, nel più semplice delle eventualità, significherebbe aprire delle piccole casette, delle guardiole, come volgarmente dette quelle in cui lavorano i portinai, ed illuminarle con delle luci rosse e proteggere le signorine dell’amore da fastidiosi automobilisti.

La proposta di creare un vero quartiere a luci rosse a Napoli risale a qualche mese fa: durante una diretta radiofonica dell’estate del 2012, il sindaco De Magistris dichiarò che un progetto del genere sarebbe potuto partire nella sua città. E da lì critiche e urla allo scandalo. Tant’è che il sindaco arancione litigò anche con l’arcivescovo Sepe. Ma questo era ovvio.

Fatto sta che a prescindere dalla regolamentazione e dalla colorazione di rosso, di zone in cui la prostituzione la nostra bella città davvero abbonda. Nelle strade che collegano il centro all’est della città, la scelta è molto vasta. Scure e chiare, bionde e more, travestiti, naturali e rifattone. Partendo da Piazza Garibaldi, andando su Via Gianturco, Via Brin, la Zona Industriale, via Taddeo da Sessa, Barra, c’è purtroppo/per fortuna, a seconda dei punti di vista, una vastissima scelta con cui passare “Un’ora d’amore”, come cantava Antonella Ruggero. Tralasciando il bigottismo ed il finto perbenismo, non sarebbe meglio che queste signorine, di cui la maggior parte di loro non vogliono stare sul marciapiede per lavorare, stessero più coperte e più protette? Un serio quartiere a luci rosse pulirebbe le zone sovracitate dal più totale degrado. Alla fine ci sono sempre, la prostituzione è mestiere più antico del mondo, si tratta di scegliere la forma, di scegliere come la ‘merce’ dovrebbe essere esposta.