– DI LUCIANA TRANCHESE

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“I viaggiatori possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.” [Josè Saramago]

Il tòpos letterario del viaggio ha impreziosito racconti e fantasie dell’uomo fin dalla comparsa delle più antiche civiltà. La varietà delle sue forme narrative e delle interpretazioni, allegoriche e non, di cui è suscettibile un tema così versatile, ne ha consacrato l’importanza nell’ambito delle espressioni culturali caratteristiche di ogni epoca storica.

Il viaggio alla scoperta di sé stessi e del mondo, inteso come percorso volto alla catarsi dell’individuo, evoca aspetti insiti nella natura umana, come la possibilità di cambiare attraverso un graduale processo di conoscenza.

La letteratura odeporica, quella concernente appunto i viaggi, si carica di significati simbolici tra i quali si fa spazio un preponderante senso d’inquietudine, nato dalla perdita e dal distacco dalle proprie radici, unito al fascino per la ricerca e la conquista dell’ignoto.

Tema dal potenziale inesauribile crea forti punti di contatto tra realtà e finzione, lì dove si incontrano esperienze oniriche, epopee eroiche e prove ai limiti dell’impossibile. Ad affrontare un tema così accattivante in modo originale e sorprendente è Cyril Pedrosa, fumettista francese e autore di Portugal, graphic novel vincitore del prestigioso premio Bande Dessinèè Fnac al Festival di Angoulême nel 2012.

Pedrosa realizza con carta, matite e acquerelli un viaggio conoscitivo dalle sfumature cinematografiche, eredità delle sue precedenti esperienze lavorative nel campo dell’animazione Disney.

In Portugal, pubblicato in Italia dalla Bao Publishing, troviamo in primo piano l’autenticità dei rapporti umani, il lento allontanarsi degli individui e il loro continuo ritrovarsi.

Il protagonista Simon Muchat compie un percorso circolare, in cui inizio e fine coincidono nel medesimo luogo (un Portogallo dai colori caldi e avvolgenti). Procedendo però ben oltre le strutture simmetriche, ripercorre quegli spazi con sguardo sempre nuovo. Simon al termine del suo viaggio non sarà mai più lo stesso.

Il suo itinerario procede a piccoli passi, dapprima in lenta discesa nell’intimo vivere quotidiano del protagonista, poi in progressiva risalita verso una visione d’insieme delle sue vicende familiari.

Allontanatosi sempre di più dai suoi affetti e dai suoi progetti di vita, a Simon, fumettista francese in piena crisi creativa ed esistenziale, si presenta l’opportunità di ritornare in Portogallo, terra d’origine della sua famiglia prima che il nonno Abel decidesse di allontanarsene nell’immediato dopoguerra, stabilendosi in Francia. Il ritorno di Simon in un Portogallo del quale possiede solo evanescenti ricordi d’infanzia produce in lui l’effetto di una scossa; una vera epifania che esige una ricerca approfondita sulla storia della propria famiglia come unica soluzione lenitiva al proprio malessere. Ripercorrendo a ritroso nel tempo vicende familiari dimenticate e a tratti misteriose, in un miscuglio di disagi e tensioni irrisolte, il protagonista intraprende un viaggio lungo tre generazioni che lo riavvicinerà al padre Jean, imprenditore di successo ma perennemente assente dalla vita del figlio, e ai ricordi di un nonno emigrante mai conosciuto.

Il viaggio fisico e interiore di Simon, scandito dalla perdita d’identità, dalla sua ricerca e dalla riscoperta, si dispiega attraverso un vasto repertorio di stili narrativi densi di poesia, completati da un uso mirabile dei dialoghi e dei colori.

Nulla è fuori posto o privo di scopo in Portugal: né le repentine variazioni cromatiche, che vanno dalle tonalità fredde della realtà quotidiana francese a quelle più calde del Portogallo, né la frequente alternanza di scene che scorrono tra lunghi silenzi a quelle ricche di musicalità, espresse al massimo grado mediante l’uso della briosa lingua portoghese che contribuisce a dare solidità all’impianto realistico dell’opera.

Il ritorno alle origini compiuto da Simon è prima di tutto un ritorno alla vera essenza delle cose e degli affetti, ma soprattutto della propria identità. Il suo emergere attraverso le memorie ritrovate di un passato sconosciuto diventa l’unico modo possibile per riappropriarsi del futuro.