– DI AGNESE CAVALLO

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I conti non tornano. Nelle università campane mancano precisamente 13 milioni e 600 mila euro, destinati alle borse di studio. Dove sono finiti questi soldi? È ciò che si sono chiesti i ragazzi dell’Unione degli universitari di Napoli che hanno voluto fare chiarezza. Non è stato poi così difficile. È bastato fare una semplice divisione. Dividendo la popolazione studentesca di ogni università campana per la cifra erogata dalla Regione Campania, riservata alle borse di studio, si arriva a 62 euro; ma gli studenti hanno pagato 140, non 62 euro. Nel 2012, infatti, dalla Regione Campania è stata stanziata per l’Adisu (aziende del diritto allo studio) solo una parte dei fondi versati dagli studenti. È proprio dal 2012 che, inoltre, è aumentata del 125% la tassa regionale per il diritto allo studio: da 62 a 140 euro. Un aumento che ha fatto discutere perché è un dato tra i più alti in Italia, in una regione che – peraltro – copre solo il 27% degli aventi diritto alle borse di studio. Insomma, nonostante gli aumenti – denunciano gli studenti – gli enti per il diritto allo studio sono rimasti con i soliti 62 euro a disposizione per ogni studente. E gli altri soldi? Nemmeno l’ombra. Dopo due anni non è ancora chiaro che fine abbiano fatto. Questo disagio ha pesato in particolar modo sugli studenti che hanno presentato domanda per la borsa di studio e, nonostante vi fossero tutti i requisiti, non hanno ricevuto l’assegnazione per mancanza di fondi. Eppure questi soldi ci sono, ma non per l’università a quanto pare. Un caso analogo è accaduto in Piemonte, dove la Regione ha spostato 2 milioni di euro dai fondi universitari delle borse di studio per il pagamento di costi amministrativi. L’Unione studenti ha fatto ricorso al Tar e ha vinto. Così, gli universitari di Napoli hanno seguito le orme dei colleghi piemontesi, facendo un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Napoli.  Lorenzo Fattori, Coordinatore Unione degli Universitari Napoli, spiega il perché della denuncia: “E’ vergognoso che la giunta regionale si sia appropriata indebitamente di fondi che per legge devono essere devoluti esclusivamente al diritto allo studio universitario considerato che pesano sulle spalle di noi studenti. La Giunta regionale deve immediatamente fare chiarezza sui conti e restituisca quanto ha ‘rubato’ agli studenti! Per questo abbiamo infatti lanciato una petizione online che conta oltre 700 sostenitori su change.org.” Nonostante questa mobilitazione e l’accusa alla Regione di aver utilizzato in maniera impropria soldi destinanti alle Università per coprire buchi di bilancio, la Regione non ha ancora spiegato come mai solo il 27% degli studenti idonei abbia ricevuto la borsa di studio. L’assessore all’Istruzione della Regione Campania, Caterina Miraglia, ha provato a dare qualche delucidazione in merito. “La tassa universitaria è intervenuta successivamente, e per poterla restituire è necessario che ci sia una corporazione stretta tra l’Adisu e la Regione, che deve fare il controllo. Ma poiché i due enti fanno riferimento ad esercizi finanziari diversi, c’è una diversità anche nel conteggio. Noi stiamo procedendo a tappe speditissime per dare la restituzione del resto dei soldi. Ci sono tempi tecnici diversi ma sia chiaro che non abbiamo pagato stipendi con i soldi delle borse di studio.”. Eppure alla domanda diretta su dove siano finiti i soldi, l’assessore non sa rispondere, continuando a ribadire che la restante parte dei soldi verrà restituita. Un errore di conteggio o un consapevole e deliberato spostamento dei finanziamenti? Insomma sempre la solita storia: contribuenti che si vedono truffati dallo Stato e a rimetterci sono gli studenti, molti dei quali necessitano della borsa di studio o perché in difficoltà economiche o perché studenti fuori sede. Se si vuol essere in buona fede, la Regione Campania sembra colpevole di negligenza  e di cattiva amministrazione, se in cattiva fede, invece, sembra colpevole di truffa ai danni della fascia contributiva universitaria. La Regione promette che al più presto verrà fatto chiarezza, mentre l’Unione studenti ha ormai già denunciato l’accaduto.

 

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La redazione di Libero Pensiero News