Brainch

– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
sara.pellegrini@liberopensiero.eu

Questo brainch è davvero molto particolare, da brividi. Fin dai tempi in cui spopolò al cinema ‘Balla coi lupi’ (ed ero davvero piccola), l’argomento “Nativi” mi ha sempre affascinato. Questo perchè le cose originali non possono mai essere imitate, e chi se non i primitivi abitanti di una terra e di un luogo possono difenderlo e spiegarlo. Questo vale per ogni luogo e per ogni terra. Ho scelto il primo pomeriggio per recarmi all’incontro con un chitarrista jazz che di etnologia se ne intende, Antonio Onorato. Ci ha accolto molto calorosamente, ospitando noi e l’intervista tra il piano e gli altri strumenti musicali. I suoi racconti sui ‘native spirits’, in italiano SPIRITI NATIVI,  ci hanno letteralmente stregato. D’un tratto l’aria è diventata esoterica ed affascinante. Attraverso qualche anneddoto ha aperto a me ed al mio accompagnatore, che me l’ha gentilmente presentato, un argomento interessantissimo, che ha tra l’altro ispirato un suo cd, Emmanuel. Lui per primo ha fatto suo quello che racconta, non si limita ad essere un narratore esterno, una maschera senza contenuto, ma la sua filosofia consiste proprio nello scoprire quello che si è, nel non fingere di essere altro, perché le imitazioni difficilmente riescono. Antonio difende a spada tratta la bellezza, come ogni buon artista. Racconta del periodo napoletano di Mozart, il musicista austriaco che ha cambiato le sorti della musica, e che è stato fortemente influenzato dalle melodie mediterranee. Tra gli shamani è conosciuto con il nome Kenti` wa he`, ‘he plays like the wind’, ‘colui che suona come il vento’, per l’abilità con cui utilizza la breath guitar, la sua particolarissima chitarra a fiato. E’ davvero emozionante sentirlo parlare di loro. Nella loro tradizione, almeno di quel che ne resta dato che oggi sono confinati in accampamenti ghettizzati e degradati, non esiste il diritto di proprietà dell’uomo sulla terra. Piuttosto è il contrario. Ognuno di noi appartiene al luogo che lo ospita, sia in senso stretto che generico. Ogni singola cosa che esiste nel cosmo ha una propria coscienza, e per questo non va maltrattata e offesa. La prospettiva non è egocentrica, ma ecocentrica. Ci si rivolge gli uni agli altri con ‘brother’ and ‘sister’, per indicare il profondo legame che unisce gli abitanti di tutto il pianeta. E ci sarebbero alcuni spiriti indiani che si sono reincarnati in alcuni di noi per cercare di salvarlo, preservandone la dimensione incontaminata e primitiva degli inizi: the rainbow warriors. Non l’ho ancora ascoltato dal vivo, ma spero di poterlo fare al più presto, perché la musica è pura melodia. Non c’è finzione, non ci sono parole, c’è solo lo spirito dell’artista che si libra nell’aria, e raggiunge tutto il resto (cose e persone).

Per approfondimenti: www.antonioonorato.com

Buona settimana amici di Libero Pensiero!