– DI DAVIDE ESPOSITO
olimpic_slam@hotmail.it

In questo numero, dopo lo speciale dedicato alla Crimea, riprenderò il discorso riguardante l’identità europea. Dopo aver descritto il ruolo fondamentale che ha il mito nel processo di costruzione di un’identità nazionale, è bene ora spostarci gradualmente alla questione europea. Il concetto di Europa si distingue da quelli, apparente omologhi, di Africa, Asia e America perché col termine Europa non ci riferiamo solo ad un continente geografico, ma si vuole indicare un’area che è omogenea anche dal punto di vista culturale, storico, politico, religioso. Il concetto di Europa ha quindi una sua storia più travagliata e complessa ed è opportuno ripercorrerla per poter meglio comprendere cosa sia l’identità europea e se esista realmente.

Il nome Europa deriva dall’omonima figura mitologica greca, prima regina di Creta e madre di Minosse che ebbe da un rapporto col dio Zeus. Il termine Europa progressivamente inizierà ad indicare una determinata area geografica, che non corrisponderà, almeno inizialmente, al continente europeo, poiché stava ad indicare i territori caratterizzati dalla libertà, in contrapposizione al dispotismo dell’Impero persiano. Si stabilisce nel pensiero greco una contrapposizione fra Europa e Asia di natura politica, più che geografica. L’Europa è il mondo delle poleis, l’Asia dell’arbitrio dei re persiani. La contrapposizione Europei-Asiatici corrispondeva a quella fra Greci e Barbari. L’uso del termine Europa era comunque piuttosto raro, e lo divenne ancora di più con l’emergere dei grandi imperi dell’età antica, ossia quello alessandrino e quello romano.

Con la nascita di imperi sovranazionali che si estendevano su tre continenti (Europa, Asia e Africa) la contrapposizione fra Europei e Asiatici non aveva senso d’esistere. I fattori unificanti erano altri, ossia una lingua comune (la Koinè) nel caso dell’impero alessandrino, e la cittadinanza romana nel caso, appunto, dell’impero romano.

Con il crollo dell’Impero romano il fattore unificante diventa un altro, e continua a non essere di natura geografica: si parla di “Christianitas” o “Respublica christiana“, termine che indicava gli stati cristiani, opposti a quelli pagani. Continuava ad esistere, quindi, un’identità sovranazionale, ma siamo ancora lontani dal concetto di identità europea.

Un passaggio importante è comunque costituito dall’opera di Carlo Magno, che unifica Francia, Germania, Italia e parte della Spagna settentrionale nel Sacro Romano Impero. La compagine non sarà molto duratura, ma non è un caso che, a distanza di 1200 anni, si definisca Carlo Magno “padre dell’Europa” e si parli di Europa a tradizione carolingia. Su questo punto molto importante ci torneremo successivamente. Per ora ci basta dire che, nel pensiero medievale, si immagina, come uniforme culturalmente, il blocco dei popoli romano-germanici, e si ripropone la contrapposizione con gli asiatici, in questo caso i greci/bizantini non cattolici, mentre compare la contrapposizione con i musulmani, sempre più respinti dall’Europa, fino al termine della Reconquista.

Man mano i confini della Christianitas cominciano a corrispondere con quelli del continente europeo, da una parte per la progressiva conquista, da parte dei cristiani, dei territori pagani dell’Europa orientale, dall’altra per la perdita dei territori cristiani in Asia e Africa a favore dei musulmani, fino al termine delle Crociate.

Con la scoperta dell’America cambiano ulteriormente le carte in tavola. Le identità si costruiscono anche e soprattutto grazie alle contrapposizioni a ciò che è ritenuto diverso ed altro da sé, e gli amerindi costituiscono l’altro per eccellenza. Gli Europei, confrontandosi ad un mondo radicalmente diverso dal proprio, cominciano a concepirsi sempre di più come un blocco unitario, caratterizzato da una cultura superiore da esportare.

Il concetto di Christianitas non può più essere utile come fattore unificante sovranazionale da quando essa si spacca con la riforma luterana. Nello stesso periodo i pensatori rinascimentali parlano sempre più di Europa, fra cui Erasmo da Rotterdam e Niccolò Machiavelli. L’elemento che distingue gli Europei dalle altre popolazioni torna ad essere quello politico: l’Europa è caratterizzata da monarchie dove vige un certo grado di libertà, l’Asia invece da stati dispotici.

Anche le posizioni critiche verso gli Europei e la loro cultura contribuiscono a formare l’autoconsapevolezza di essere diversi dalle popolazioni degli altri continenti. Le riflessioni di Montaigne e Rousseau tendono ad apprezzare, se non esaltare, le popolazioni selvagge. Nasce così il mito del buon selvaggio, impuro e lontano dalla corrotta società europea.

Soprattutto l’Illuminismo rafforza l’idea di un’appartenenza ad un’identità collettiva comune, la “repubblica delle lettere” che unisce tutti gli intellettuali. Le riflessioni dei filosofi illuministi sono imbevute dell’ideale del cosmopolitismo. Immanuel Kant, al contempo apice e termine dell’Illuminismo, nel suo “Per la Pace perpetua” vagheggia la costituzione di un’istituzione sovranazionale che può ricordare l’attuale ONU e, per certi versi, la stessa Unione Europea.

Col Romanticismo (XIX sec.) la situazione diventa diametralmente opposta. Dall’età napoleonica inizia ad emergere, come sostenuto da Eric Hobsbawm, il moderno nazionalismo. Lo stesso ideale nazionalista spinge alla disgregazione progressiva dei grandi Imperi e alla costituzione di Stati-nazione con politiche di omologazione linguistica e culturale e di emarginazione delle minoranze. Nascono la Grecia, l’Italia, la Germania, il Belgio, la Romania, la Bulgaria, la Serbia. Il nazionalismo porta alla Prima Guerra Mondiale e la Prima Guerra Mondiale porta alla divisione dell’Austria-Ungheria e al riformarsi della Polonia. Insomma, è il momento dove l’identità particolare è più forte di quella generale, in cui le identità nazionali sono solidissime mentre quella europea è praticamente inesistente.

Secoli e secoli di storia ci dicono quindi che sono esistite diverse identità sovranazionali, ossia che andavano oltre i confini della singola Nazione, ma che, spesso, queste identità non corrispondevano a quella europea: abbiamo parlato di Impero romano, di Christianitas, di repubblica delle lettere, anche di identità europea, ma in minor misura. Allora quando emerge, veramente, l’identità europea?

La risposta al prossimo numero.
Stay Tuned!

PS. Per approfondimenti sul processo di costruzione del concetto di Europa vi consiglio Storia dell’idea di Europa di Federico Chabod, libro datato ma il migliore, attualmente, sull’argomento.