– DI CLAUDIA POLO
claudia.polo@liberopensiero.eu

In occasione delle vicinissime elezioni in facoltà, ospitiamo Lorenzo Fattori, studente presso l’Università Federico II di Napoli.Da coordinatore dell’Udu Napoli si è, per l’appunto, candidato al Consiglio di Amministrazione ed al Consiglio degli Studenti dell’area umanistica.
Ciao Lorenzo, innanzi tutto quanti anni hai e che formazione hai?
Ciao, ho compiuto 25 anni a novembre, sono un laureato triennale in Sociologia ed ora frequento il corso di laurea magistrale in Comunicazione pubblica, sociale e politica al dipartimento di Scienze Sociali.

 
Cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di questo mondo così complicato quale è la politica?
L’incoscienza… Scherzi a parte, la molla che ha fatto scattare il mio interesse per l’impegno nella rappresentanza è stata la consapevolezza che noi giovani e studenti dobbiamo impegnarci per migliorare le condizioni del nostro Paese, ed è necessario partire anche dall’università, il luogo dove si formano i saperi, che dovrebbe essere un volano strategico per il rilancio dell’Italia e per la crescita della consapevolezza di ogni cittadino. In più, l’indignazione per alcuni provvedimenti punitivi nei confronti della cultura, come la cosiddetta “riforma Gelmini”, e la consapevolezza delle grandi disuguaglianze che ci sono nel nostro Paese, che solo con il libero accesso alla cultura sarà possibile superare, mi hanno convinto di essere sulla strada giusta.

 
Da quanto sei coordinatore dell’UDU? Cosa proponete?
Sono entrato in carica come coordinatore dell’Udu Napoli l’11 settembre del 2013, data del nostro congresso (scelta per ricordare il quarantennale del golpe in Cile). Essendo l’Udu Napoli una base confederale dell’Unione degli Universitari, la più importante struttura nazionale di rappresentanza studentesca, nella nostra attività si intrecciano sia tematiche locali che nazionali. Ad esempio, noi cerchiamo di portare avanti la storica campagna dell’Udu contro i test d’ingresso e contro l’idea stessa del numero chiuso, come pure richiediamo l’approvazione della “Carta dei diritti degli studenti”, un documento, approvato all’unanimità dal CNSU su proposta dell’Udu, che finalmente fissa alcuni diritti codificati di ogni studente universitario. In più, come campagne locali, ci siamo concentrati principalmente sulla drammatica situazione del trasporto pubblico regionale e sull’operato della Regione nell’ambito dell’erogazione delle borse di studio.

Sicuramente il vostro programma è molto vasto, vuoi ricordarci altri punti che avete a cuore?
Come punti principali del nostro programma per gli organi maggiori della Federico II, mi preme segnalare l’approvazione della Carta dei diritti degli studenti, battaglia che portiamo avanti ormai da anni. In più, richiediamo l’aumento dei posti disponibili nel part-time studentesco, che sarebbero finanziabili con fondi provenienti dal bando per le attività culturali studentesche, che attualmente è attivo e ammonta a 390.000 euro.
Infine, intendiamo portare avanti una proposta di riforma della tassazione, con il superamento del sistema delle fasce e l’istituzione di un sistema di coefficienti che rendano il contributo che ogni studente deve pagare direttamente proporzionale (in termini progressivi) al reddito del suo nucleo familiare.
Questi tre punti non esauriscono il nostro programma, ma per le ulteriori proposte rimandiamo alla lettura dello stesso.

 
Già siete in campo da un po’ ma spiegaci meglio, di cosa vi siete occupati in termini concreti voi dell’UDU?
Nel nostro curriculum possiamo vantare piccole e grandi attività; partendo da quest’ultime, mi riempie di orgoglio che, quest’anno, oltre 1000 studenti ingiustamente esclusi da test di ingresso irregolari (per le facoltà di medicina di tutta Italia) siano stati fatti immatricolare grazie ai ricorsi patrocinati dall’Udu e portati avanti dall’avvocato Michele Bonetti. Ma sono altrettanto fiero dell’impegno quotidiano di tutti gli esponenti dell’Udu Napoli nei loro atenei, un impegno fatto di sostegno agli studenti, informazione, organizzazione di seminari, eventi e attività culturali, confronto con l’amministrazione (sempre dalla parte degli studenti, ovviamente) e che si ripete ogni giorno nelle facoltà in cui siamo presenti, alla Parthenope, all’Orientale ed alla Federico II.

 
Ci spieghi cosa è successo, in parole povere, nell’anno 2012, quando la tassa regionale per il diritto allo studio è aumentata del 125%: un balzo da 62 a 140 euro? Un aumento che, però, non è stato riscontrato negli stanziamenti.
La Regione Campania, sulla base di un decreto legge nazionale, avrebbe dovuto fissare l’importo della tassa; non avendolo fatto nei tempi previsti, questo è automaticamente scattato al massimo consentito, dunque da 62 a 140€, escludendo peraltro ogni possibilità di fasciazione per reddito (cosa che invece noi, insieme alle altre organizzazioni universitarie di sinistra, negli ultimi mesi ci siamo attivati per ottenere). Ma la cosa più grave è che la Regione, per quell’anno, ha continuato ad erogare alle Adisu 62 euro per ogni studente, trattenendo dunque 78 euro su 140, per una cifra totale che, secondo i nostri calcoli, ammonta a 13,6 milioni di euro. Ci tengo a sottolineare questa cifra da capogiro, illegalmente trattenuta dalla nostra amministrazione regionale. Ricapitolando, nel 2012/2013 la Regione ha erogato borse di studio per un totale di circa 10 milioni di euro, trattenendone invece 13,6 (e l’utilizzo che ne è stato fatto è tuttora ignoto), nonostante la legge del 28 dicembre 1995 n. 549 stabilisca che l’importo della tassa regionale sul diritto allo studio è vincolata alla creazione di borse di studio o prestiti d’onore (strumento, quest’ultimo, sul quale siamo comunque critici).
Un caso analogo era già avvenuto in Piemonte, dove erano stati trattenuti 2 milioni di euro, utilizzati per pagare stipendi, e sulla base di un nostro ricorso vincente la Regione è stata costretta a restituirli, riprendendo le graduatorie e erogando ulteriori borse di studio agli idonei non assegnatari; la nostra intenzione, qui in Campania, è la stessa: vogliamo che la Regione restituisca questi fondi agli studenti, sotto forma di borse di studio per gli idonei non assegnatari del 2012/2013, e useremo tutte le vie legali possibili per ottenere questo risultato.

 
Cosa pensi stia accadendo al sistema universitario dato che le borse di studio sono accaparrabili solamente da un 27% degli studenti?
Al netto del macroscopico furto commesso dalla Regione, che dovrebbe spingere una Giunta più dignitosa a dimettersi immediatamente, c’è da dire che tutto il sistema universitario italiano sta prendendo una direzione preoccupante: il livello infimo di investimenti per il diritto allo studio, l’aumento senza freni delle tasse universitarie, i tagli all’FFO, il blocco del turn-over e l’aumento indiscriminato dei numeri chiusi sono tutti aspetti di un sistema che tende, giustificandosi con gli specchietti per le allodole della “competitività”, “meritocrazia” e “salvaguardia delle eccellenze”, verso una discriminazione per censo. Ormai, in Italia, sono molti i casi di coloro che devono rinunciare alla formazione universitaria perché non se la possono permettere economicamente, mentre l’articolo 34 della nostra Costituzione viene, di fatto, calpestato. È necessario, per il futuro delle nostre generazioni e del nostro Paese tutto, invertire immediatamente questa tendenza, e questo sarebbe fattibile con la giusta volontà politica ed un piano di investimenti che risulta, ormai, irrimandabile.

 

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