– DI MARCO DI DOMENICO
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Il 1 e 2 Aprile si sono svolte le elezioni alla Federico II per il rinnovo di tutti gli organi di rappresentanza studenteschi. Elezioni arrivate dopo ben quattro anni di attesa.

Ha suscitato grande sorpresa la spaccatura all’interno della destra universitaria: Studenti per le libertà ha deciso di non presentarsi per le divisioni tra cesariani e cosentiniani. I primi hanno deciso di non gareggiare, mentre i secondi si sono alleati con Confederazione, formando la lista “Aria che tira”, molto vicino al partito Forza Campania. Infatti, uno degli eletti al Consiglio di Amministrazione, Tommaso Pellegrino, è un cosentiniano doc.

Su oltre 13mila votanti, Confederazione ha fatto bottino pieno: oltre 11mila voti ottenuti, riuscendo ad eleggere 2 membri del CdA su 2, 5 sentori accademici su 5 posti disponibili e ben 40 consiglieri degli studenti d’ateneo su 45 totali.
Nulla da fare, quindi, per la grande coalizione “Viviunina”, composta dall’UDU (Unione Degli Universitari, molto vicina alla CGIL), dalla RUN (Rete Universitaria Nazionale, supportata dai Giovani Democratici), da Viviunina (gruppo di Scienze Politiche, fuoriuscito da Confederazione) e da Studenti Giurisprudenza (prima lista al dipartimento di Giurisprudenza). Con soli 2mila voti, la lista non è riuscita ad ottenere alcun consigliere d’amministrazione e senatore.
Alla prima partecipazione elettorale, Link (Liste Indipendenti) ha ottenuto 3 consiglieri degli studenti d’ateneo (gli altri 2 seggi vanno alla RUN), rappresentando, così, la prima forza di opposizione (anche se i numeri assegnano una maggioranza bulgara a Confederazione). Link è riuscita ad eleggere anche in vari dipartimenti: Studi Umanistici, Architettura, Matematica e Scienze Sociali.

La vera sconfitta alle elezioni è apparsa la RUN: da più parti, si sono arrivate a chiedere le dimissioni di Marco Sarracino, segretario provinciale dei Giovani Democratici, per una campagna elettorale ritenuta non all’altezza. Senza dubbio alcune responsabilità da parte dei Giovani Democratici ci sono: in questi anni non sono riusciti a radicarsi all’interno dei dipartimenti, nonostante fossero rappresentanti. Ma non è stato sottolineato un altro aspetto importante: molti iscritti al PD hanno pubblicamente sostenuto Confederazione, portando Pellegrino al CdA. E’ vero che i vari gruppi di dipartimento che fanno capo a Confederazione non sono considerabili di “destra”, ma è altresì vero che alcuni iscritti al principale partito italiano hanno, di fatto, sostenuto candidati molto vicini a Cosentino: non sarebbe il caso di interrogarsi anche su questo? Invece, il dibattito sembra essere polarizzato solo verso la giovanile del partito.

Al di là del risultato elettorale, bisogna fare alcune considerazioni: la rappresentanza alla Federico II non potrà più essere gestita com’è stata in passato. Molti sono gli studenti che esigono trasparenza e coinvolgimento nelle decisioni degli organi centrali. In più, con l’entrata di Link, seppur assente in organi decisionali centrali, si segna una netta discontinuità con il passato. E soprattutto le decisioni assunte dagli organi su progetti e regolamento elettorale (uscito a cinque giorni dalla scadenza per la presentazione di liste e firme, richiedeva un numero elevato di candidati con liste con soglie minime e un gran numero di firme, senza corsi in cui raccoglierle e con quattro giorni festivi di mezzo) non potranno più essere assunte in maniera unilaterale: l’attenzione mediatica sulla Federico II è molto più forte rispetto agli anni precedenti.