– DI DAVIDE ESPOSITO
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Da questo numero di History in Making, dopo la conclusione del discorso sull’Unione Europea, inizierà una nuova serie di articoli riguardante un’altra tematica al centro delle vicende politiche dell’intero pianeta: la religione.

Sia ben chiaro, l’History in Making non concede alcuno spazio a tematiche morali: la religione vuole essere qui analizzata per il suo ruolo che ha in altri ambiti, come quello politico, economico, sociale, et similia.

Seguendo il pensiero di Karl Marx, dovremmo relegare la religione nella sovrastruttura e vederla come un elemento non importante nelle vicende politiche mondiali; secondo la storiografia marxista dietro le guerre di religione c’è sempre qualche ragione economica, un conflitto fra classi sociali. Lo stesso Marx ha spiegato, nella famosissima riflessione dell’Introduzione a Per la critica della filosofia del diritto di Hegel risalente al 1844, perché l’uomo dovrebbe disfarsi della religione: “L’uomo il quale nella realtà fantastica del cielo, dove cercava un superuomo, non ha trovato che l’immagine riflessa di se stesso, non sarà più disposto a trovare soltanto l’immagine apparente di sé, soltanto il non-uomo, là dove cerca e deve cercare la sua vera realtà. Il fondamento della critica irreligiosa è: l’uomo fa la religione, e non la religione l’uomo. Infatti, la religione è la coscienza di sé e il sentimento di sé dell’uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso. Ma l’uomo non è un essere astratto, posto fuori del mondo. L’uomo è il mondo dell’uomo, Stato, società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo point d’honneur spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne compimento, il suo universale fondamento di consolazione e di giustificazione. Essa è la realizzazione fantastica dell’essenza umana, poiché l’essenza umana non possiede una realtà vera. La lotta contro la religione è dunque mediatamente la lotta contro quel mondo, del quale la religione è l’aroma spirituale. La miseria religiosa è insieme l’espressione della miseria reale e la protesta contro la miseria reale. La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l’oppio del popolo”.

Max Weber, uno dei padri della sociologia, ha parlato ad inizio secolo di Entzauberung der Welt (disincanto del mondo). Ecco un estratto della sua opera Wissenschaft als Beruf: “La crescente intellettualizzazione e razionalizzazione non significa una conoscenza generale crescente delle condizioni di vita in cui ci si trova. Ma significa qualcosa di diverso: la conoscenza di queste o la credenza in queste: che se si voleva solo imparare che potrebbe in qualsiasi momento, significa che in linea di principio non sono in gioco misteriosi poteri incalcolabili, ma l’uomo potrebbe – in linea di principio – dominare tutte le cose mediante il calcolo. Ma questo significa: il disincanto del mondo. L’uomo non deve più, come il selvaggio, per il quale esistevano tali poteri, ricorrere a mezzi magici per dominare o per ingraziarsi gli spiriti. Ma può sfruttare il calcolo e le risorse tecniche. Ciò soprattutto significa l’intellettualizzazione come tale”.

In parole povere, l’uomo del Novecento non avrebbe più bisogno della religione. Il mondo si disincanta, si razionalizza, le superstizioni si mettono da parte. Marx prescrive un comportamento e ne spiega il motivo, Weber, invece, constata un dato di fatto.

Tutto farebbe pensare, insomma, ad una scomparsa del ruolo della religione nelle dinamiche geopolitiche a noi contemporanee. E invece non è affatto così. Ci sono numerosi casi in cui la religione ha scatenato conflitti in anni vicinissimi a noi. L’esempio principale riguarda la guerra decennale fra israeliani e palestinesi in Medio Oriente, ma non è certamente l’unico caso. Sui giornali leggiamo dei massacri dei cristiani in Africa, mentre un altro esempio recentissimo è rappresentato dall’attentato alle Torri Gemelle a cui è seguita il conflitto in Afghanistan. Questi sono solamente i casi più recenti: scontri a carattere religioso esistono da millenni.

Nonostante ciò che era stato teorizzato da Marx e Weber, l’impatto della religione sugli eventi contemporanei sembra ancora essere notevole. Che sia la religione, però, un semplice pretesto per conflitti che hanno ragioni d’altra natura?

In realtà la religione riesce ad avere un ruolo centrale anche in vicende che sembrano apparentemente lontanissime. Elementi religiosi o di superstizione permeano la politica contemporanea, dalle campagne politiche italiane degli ultimi anni fino a fenomeni come lo Stalinismo, di cui tutto si può dire, apparentemente, tranne che abbia elementi religiosi.

Un altro dubbio che può venire a molti, anzi, tutti i non-credenti è: come mai qualcosa come la religione, che in teoria è improntata alla pace, può provocare guerre sanguinose? In effetti, secondo alcuni studi, ogni religione sul nostro pianeta, sia del mondo occidentale, sia del mondo orientale, ha come base la cosiddetta “Regola d’oro”: Rispondendo alla domanda rivoltagli sul primo dei comandamenti, Gesù disse: « Il primo è: “Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. E il secondo è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questo » (Mc 12,29-31).

Nel corso della Storia si sono verificati fenomeni totalmente opposti a questo principio, come le Crociate, l’Inquisizione, le persecuzioni di fedeli di un’altra religione. Qual è la ragione di tale contraddizione?

Ci sono quindi molte questioni a cui dover dare una risposta: in cosa consiste l’influsso della religione in fenomeni che sembrano distanti da essa come ad esempio il sopraccitato Stalinismo? Come mai da sistemi di pensiero pacifici sono partoriti bagni di sangue? Come riesce la religione ad essere ancora influente, nel mondo di oggi, nonostante l’apparente “disincanto del mondo”?

A queste e ad altre domande risponderanno i prossimi numeri di History in Making, con una carrellata di alcuni fenomeni religiosi analizzati e sezionati per vedere l’intima ragione di alcuni avvenimenti apparentemente contraddittori.

Stay tuned!