– DI DOMENICO LONGO

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Avevo un’amica su Facebook. Mai vista dal vivo, conosciuta quando ero moderatore di un forum generalista che in una delle sue stanze parlava di politica. Le nostre posizioni erano diametralmente opposte, ma si rideva e si scherzava anche di altro. Mi ha fatto conoscere, sempre virtualmente quello che sarebbe poi diventato suo marito.

Ogni volta che si affrontava l’argomento politico erano scontri, anche aspri, loro berlusconiani, io dall’altra parte della barricata, ma bastava spostarci di stanza virtuale e queste diversità sparivano. E non solo con loro. Con tutti gli utenti di quel forum (frequentato da più di un milione di persone) era così: ci si “scannava” nel “politik”, ma, se c’era bisogno di una consulenza tecnica berlusconiani e comunisti condividevano le reciproche esperienze.

Poi un giorno l’admin del p2pforum ha deciso di chiudere. La truppa del politicamente si è organizzata ed in buona parte, e di ogni colore, si è ritrovata in un’altra piattaforma, aperta dall’altro amministratore del defunto “politik”. Un collega con cui i rapporti erano ottimi, nonostante addirittura fosse di “destra-destra”. La coppia di amici si era unita a questa nuova esperienza di “articolo 17”. Nel frattempo, però, avevano cambiato opinione politica. Prima “democrazia laica”, poi Radicali. Ma il rapporto umano era invariato. “Avversari” dal punto di vista politico, ma amici virtuali.
Anche quell’esperienza si è, purtroppo, conclusa ed arriviamo a Facebook. Qui il lato umano del nostro rapporto si è rafforzato. Addirittura si era arrivati a confidenze personali, e supporto “psicologico” nei rispettivi momenti di crisi. Addirittura si stava pensando di organizzare un incontro per rendere reale quel rapporto, togliendolo da una tastiera. Nonostante su due fronti politici mai particolarmente vicini. Come poi farò con altri, con loro no c’è mai stata occasione.

E non c’è stata occasione perché i due, nel frattempo sono diventati grillini, con tutta la trafila che conosciamo, avatar pentastellato compreso. Io, ovviamente, no, e questo in breve tempo ha avuto le sue conseguenze. I battibecchi, come sempre erano forti, ma questa volta l’acrimonia è sfociata pure nel personale. Quelli che, fino a poco prima stavano aspettando l’occasione per prendere un caffè dal vivo sono diventati dei veri e propri nemici. Non mi sono voluto votare al Verbo grillino, ed allora… (la retorica la sappiamo). Finché un giorno scopro che la mia amica mi aveva bloccato da facebook, mentre il marito si era limitato ad eliminarmi dagli amici virtuali.
La cosa mi ha lasciato perplesso, non lo nego, ma presto scoprirò di non essere da solo. Una delle conseguenze di questo nuovo modo di fare politica, se proprio di politica si può parlare, porta anche a questo. L’annullamento dei rapporti umani, sia virtuali che non, perché il grillino non si deve mischiare con gli altri. Siano essi “amici” su un social network, o amici reali. In alcuni casi, e ci sono andato vicino, a volte perfino tra parenti ed affini. O sei anche tu grillino o ti evito, perché è colpa tua se il Paese è in questa situazione. Che poi, come nel mio piccolo esempio, nel peregrinare elettorale hai votato per chi ora è un nemico, poco importa. Il Movimento 5 stelle è taumaturgico, il peccato originale sanato, e “gandhianamente” hai il dovere di mandare per le sue i rapporti con gli impuri.

1 COMMENTO

  1. Inizialmente ho pensato che il M5s andasse studiato da antropologi ed esperti di politica…col passare del tempo mi sto convincendo che l’analisi della creatura della Casaleggio Associati sia più materia per psichiatri.

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