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– DI AGNESE CAVALLO
agnese.cavallo@liberopensiero.eu

 

L’Assessore alla Cultura, Nino Daniele, ha accolto la proposta dello scioglimento entro il prossimo novembre 2014 della Fondazione delle Culture avanzata dal Consigliere Comunale del Gruppo NCD, Marco Mansueto. In seguito alla seduta dell’11 Aprile scorso, in merito allo stato della Fondazione, si mette fine ad un’esperienza e ad un’istituzione internazionale che si inserisce in un quadro europeo volto alla promozione della cultura sostenibile. La decisione non sembra presa così su due piedi e, da tempo, l’Assessore alla Cultura Daniele discute sul da farsi con il resto dell’amministrazione e  con le diverse parti politiche. Il problema sono i soldi. Soldi mal spesi, secondo Mansueto, quando potrebbero essere meglio razionalizzati. Già il 9 Gennaio scorso Mansueto ha dichiarato: “Doveva essere il Forum Mondiale delle Culture 2013, ma di questo passo, tra un rinvio e un altro, ce lo godremo sulle sdraio, sotto l’ombrellone. Sarà il Forum delle vacanze 2014, della nostra prossima villeggiatura”. L’ironia è dovuta al ritardo per l’apertura delle iniziative del forum e per la lentezza dell’organizzazione dell’evento culturale. L’Assessore Daniele è accusato di ritardare l’evento e non occuparsene con la dovuta solerzia, nonostante gli stanziamenti regionali. In effetti tutti i torti il Consigliere Mansueto non sembra avere. Nel 2013 apparve un video che pubblicizzava la città di Napoli sede del Forum delle Culture, invitando a partecipare agli eventi organizzati ma, dopo questo iniziale entusiasmo, del Forum si è saputo ben poco. In ogni caso, sia con la Fondazione che con il Forum stesso, Napoli ha avuto una grande opportunità: dimostrare di poter essere un ottimo contenitore e veicolo di cultura. Probabilmente chi di competenza non ha sfruttato al massimo questa opportunità, è pur vero che ci sono state iniziative che, senza il Forum, non sarebbero mai state avanzate. Una di queste riguarda la mostra dedicata ad Andy Warhol che si terrà dal 18 Aprile al 20 Luglio al museo Pan — si potrà ammirare anche la famosa Marylin — o l’apertura di Maggio dei Monumenti dal titolo  “Miti e Leggende napoletane” di Benedetto Croce. Questi gli eventi a breve, molti altri ancora fino alla chiusura definitiva del Forum delle Culture, che si terrà ad Ottobre 2014. Ogni anno l’Unesco sceglie una città dove svolgere l’evento e, solitamente, anche ad esperienza conclusa, la Fondazione rimane aperta. Napoli non potrà permetterselo, come Mansueto ed altri consiglieri hanno sottolineato, mettendo l’accento sull’inutilità e lo spreco di queste iniziative culturali. È vero che c’è crisi ed è pur vero che Napoli ha bisogno di molti fondi per rimettersi in sesto, è in ogni caso triste e mortificante dover tagliare continuamente i fondi alla cultura; rubare, letteralmente, soldi dal nostro patrimonio. Che ci siano state falle nell’organizzazione è vero, come probabilmente ci saranno stati sprechi; è pur vero che quando all’interno dell’amministrazione c’è un problema, andrebbe risolto più che eliminato alla base. Dimentichiamo troppo spesso che Napoli è soprattutto città di cultura, con potenziale sprecato. Il potenziale non è solo il Teatro San Carlo, la Chiesa di San Domenico Maggiore, il Museo Archeologico Nazionale, è anche la genialità e la creatività delle menti tutte made in Naples. La Fondazione ha messo a disposizione luoghi e fondi per chi volesse misurarsi con le proprie capacità artistiche, permettendo alle scuole, inoltre, di inserirsi in un panorama più ampio e altro rispetto a quello scolastico.  Questa esperienza ha acceso i riflettori su Napoli. Ha ospitato scuole straniere, si è confrontata con modi di pensare diversi, mettendo in discussione il proprio stile di vita e rivalutando, spesso, quella vitalità che ci contraddistingue. Il Forum delle culture promuove proprio questo: la sostenibilità della cultura, ovvero la convivenza di fattori che presi singolarmente, porterebbero la città e la comunità a perdere il proprio patrimonio culturale e la propria identità ma, dialogando nella maniera giusta, ogni elemento trova il suo posto, sfruttando appieno potenziale economico, culturale e ambientale. Chiudere la Fondazione è un vero peccato. Tenerla aperta, una volta concluso il Forum delle Culture, non sarebbe uno spreco se le venisse data una funzione nuova,  sempre volta alla sostenibilità della cultura. Potrebbe, insomma, inserirsi in un continuum con l’esperienza precedente. A differenza delle altre, in quest’occasione Napoli ha dovuto confrontarsi con città estere e la Fondazione continuerebbe ad avere uno sguardo sull’estero. Anche con i minimi proventi, Napoli rimarrebbe in un orizzonte internazionale, dialogando con altre città di cultura. Le iniziative culturali non andrebbero mai abbandonante, soprattutto quando  le proposte e la fiducia partono dall’estero. Spesso ci preoccupiamo dell’inserimento del capoluogo campano in ambito italiano, quando si potrebbe serenamente guardare all’Europa: partire da lì, iniziare a metterci in mostra al di fuori dell’ambito italiano per poi inserirsi in esso. Una volta capito questo, andando oltre le barriere nazionali, nemmeno l’Italia intera potrebbe più ignorarci.