– DI LUCA MULLANU

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Il Presidente Napolitano prevede le proprie dimissioni, e lo fa rispondendo ad una lettera del direttore del ‘Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli: “Confido, in sostanza, che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza, nel cambiamento, per il nostro sistema politico-costituzionale, che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale.”

Giorgio Napolitano, ad un anno dalla sua rielezione, rispondendo ad una lettera del direttore del ‘Corriere della Sera’, Ferruccio De Bortoli. “Nodi assai importanti sono quelli che dovranno sciogliersi nelle prossime settimane e nei mesi seguenti, innestandosi nel chiarificatore esercizio del semestre italiano di presidenza europea. Confido che quei nodi si scioglieranno positivamente, col contributo essenziale di un governo che opera nella pienezza della sua responsabilità politica e delle sue prerogative costituzionali, e con l’apporto di un arco di forze politiche che vada decisamente oltre i confini dell’attuale maggioranza di governo, in materia di legislazione elettorale e di revisioni costituzionali. Da parte mia resta comunque sempre viva l’attenzione e la disponibilità al confronto verso le posizioni critiche, cui lei accenna, di ‘alcuni costituzionalisti’ cui d’altronde sono stato legato in tempi non lontani da rapporti di stima reciproca e di consuetudine amichevole”.

Il Presidente della Repubblica, poi, ammette: “È stato duro procedere nel compito che mi spettava del promuovere la formazione di un governo di ampia coalizione, il solo possibile nel Parlamento uscito dalle elezioni del febbraio 2013, e nel sollecitare un programma di rilancio della crescita e dell’occupazione, e di contestuale, imprescindibile avvio di riforme economico-sociali e istituzionali già troppo a lungo ritardate”.

Ma rivendica le scelte fatte: “Che questo processo si sia messo in moto, e di recente decisamente accelerato, senza essere bloccato da una crisi e susseguente ristrutturazione della maggioranza di governo né, più tardi, dal cambiamento politico sfociato in una nuova compagine e guida governativa, mi fa considerare positivo il bilancio dell’anno trascorso”.

E, a quanti denunciano un colpo di Stato da parte del Presidente, Giorgio Napolitano chiarisce di aver agito sempre nei limiti del suo ruolo costituzionale e di “Aver pagato allo spirito di fazione un prezzo nei consensi convenzionalmente misurabili, non mi fa dubitare della giustezza della strada seguita”.

In ogni caso, il Capo dello Stato assicura che: “Finché continuerò ad assolvere le funzioni di Presidente, e anche dopo, considererò mio impegno irrinunciabile, nelle forme possibili, quello per l’unità europea, che resta la causa e la visione – senza alternative – da rimotivare e riaffermare con la necessaria apertura a fondate istanze di rinnovamento e con concreta capacità persuasiva.”