– DI LUCA MULLANU

luca.mullanu@liberopensiero.eu

 

Chi pensava che, a seguito dei tweet del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci fosse un ripensamento ed una revisione sostanziale dello spreco di 14 miliardi per gli F35, resta, dopo il dettaglio della giornata di venerdì, deluso.

 

Era da qualche giorno che si diffondeva la voce che il Governo sarebbe stato pronto a rivedere lo stanziamento per il programma F35. I retroscena dei tweet del Presidente sembravano andare verso l’idea che Matteo Renzi, per finanziare il Decreto Irpef avrebbe tagliato 6 miliardi di euro a fronte dei 14 totali. Tuttavia le voci di corridoio non si sono concretizzate e alla luce della giornata di venerdì, quello che sembrava essere un passo avanti per la riduzione delle spese militari, in realtà era solo una minuscola ‘revisione’ della spesa per la modica cifra di 150 milioni di euro, cioè l’1,1% dei complessivi 14 miliardi stanziati per il programma. Forti le critiche, M5S e Sel contro i “tagli-bufala” di Matteo Renzi. “Con 150 milioni si compra appena un aereo in meno”. Ad unirsi alle proteste, i promotori della campagna “Taglia le ali alle armi”, che chiedono un “incontro al presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui illustrare (dati ed analisi alla mano) i motivi seri, concreti e profondi che ci portano a richiedere la cancellazione dell’acquisto dei caccia F35”.

Ma le proteste dell’opposizione non riguardano solo la questione dei caccia, ad animare l’aspra discussione è anche il tema del Decreto Irpef, il quale sebbene la riduzione possa rappresentare un beneficio per gli italiani, esclude dai famosi 80 euro gli incapienti, i disoccupati, le partite Iva e i pensionati. In più, le criticità riguardano anche la durata del provvedimento, benché il Presidente del Consiglio parli di una misura strutturale, si concretizzerà solo tramite un bonus, che verrà varato di volta in volta. Dunque, potrebbe verificarsi che nella Legge di Stabilità 2015 il provvedimento cada. Matteo Renzi, per dovere di cronaca, dichiara che sarà presente nel tempo.

In ogni caso non si sa quanto possa beneficiare all’economia italiana il provvedimento, che nelle previsioni non sembra aiutare il rilancio della domanda, come nelle intenzioni del Presidente del Consiglio. Infatti, l’effetto sulla crescita si attesta intorno allo 0,1% e questo valore potrebbe anche diventare negativo.

Nessuno tocchi la Sanità, si erano annunciate delle vere e proprie battaglie da Seconda Guerra Mondiale, ebbene nessun taglio previsto per la più grande industria italiana, in ogni caso il taglio va sugli enti locali: – 1,4 miliardi. Se i servizi non sono stati toccati in maniera diretta qui, a farlo, evidentemente, dovranno pensarci gli enti locali e le regioni, che vedranno diminuirsi le entrate e si impegneranno a dover tagliare. Indovinate dove? Prestazioni e servizi per i cittadini.

Il maquillage è servito, ora si può andare in scena.