– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
sara.pellegrini@liberopensiero.eu

 

Cari lettori, nonostante le scorpacciate (alimentari) di chi festeggerà la Pasqua, la nostra “dinner” è ugualmente (e particolarmente) succulenta. Onore al merito alla nostra categoria! E’ di qualche giorno fa la bellissima notizia che ci fa ancora (e per fortuna) ben sperare nella professione di giornalista, forse l’ultimo baluardo della libertà individuale e sociale. Il prestigioso riconoscimento americano dedicato a Joseph Pulitzer è stato infatti assegnato ad alcuni giovani colleghi che si sono occupati dello scandalo che ha sconvolto il mondo, quello del DATAGATE. Le informazioni sono state sistematizzate da un esperto di computer di stanza presso la NSA, l’Agenzia americana per la sicurezza nazionale, poi trasformatasi in uno strumento di spionaggio di massa. Intanto, il presidente Putin ha sancito l’uscita delle Russia dal circuito Mastercard; sembrerebbe che l’appoggio dato dagli Stati Uniti all’Ucraina non gli sia andato proprio giù, e che lo abbia visto più come un malcelato tentativo di accerchiare il Paese con nuove basi NATO. Le parole democrazia e libertà, a quanto pare, restano ancora una volta un puro esercizio di forma. Eppure, se vogliamo ritrovare un filo logico a quanto sta accadendo dobbiamo partire proprio da loro, dalle parole. Ad esempio “etimologia”, termine di origine greca che tradotto alla lettera vuol dire “discorso sulla verità”. Ed ecco che la parola, e con essa il suono e l’immagine, circolanti liberamente attraverso tutti i mezzi di comunicazione, possono diventare il grande e potente mezzo attraverso cui i cittadini possono informarsi (e difendersi). Ad essa assocerei quella di “crisi”, e ancora una volta la Grecia ci viene in aiuto. Deriva infatti dal verbo greco “criso”, che significa separare, dividere. Ciò vuol dire (anzi lo dico io), che la sua accezione negativa è legata al concetto di divisione e frammentarietà. Ma potrebbe anche essere interpretata in una chiave positiva, identificandola con l’analisi e l’approfondimento delle questioni, al fine di trovare soluzioni. In Europa le cose non vanno meglio, anzi… Il vecchio continente è attraversato da profonde lacerazioni, e non è un caso che, sulla scia della forte insoddisfazione popolare, stiano tornando alla ribalta ideologie antieuropeiste, divisorie e un tantinello violente. Dobbiamo preoccuparci e correre ai ripari… ASSOLUTAMENTE! La violenza non può essere la soluzione per risolvere le questioni. Può farlo soltanto il buonsenso, il dialogo… e la comunicazione. Buona settimana a tutti!