– DI MARCO DI DOMENICO
marco.didomenico@liberopensiero.eu

 

E’ di nuovo allarme smog a Napoli. La giunta comunale ha deliberato un piano per contenere il livello di inquinamento atmosferico. A partire da lunedì 28 aprile, scatta a Napoli il divieto di accesso e circolazione sull’intero territorio cittadino il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7,30 alle 11,30 e il giovedì dalle 15,00 alle 18,30, fino al 31 dicembre 2014. Inoltre, il Comune, d’intesa con la Capitaneria di Porto, monitorerà le emissioni inquinanti e opererà a stretto contatto con la Provincia e la Regione. Istituite, infine, una domenica ecologica al mese (9,30-13,00).

 

Misure necessarie per migliorare la qualità dell’aria, ma sono efficienti?

I provvedimenti immediati sono poco efficaci. Chiudere al traffico l’intero territorio cittadino significa precludere la possibilità, a residenti e pendolari, di poter raggiungere il posto di lavoro. E’ un problema poiché, spesso, non c’è alternativa al veicolo a motore: il trasporto pubblico è inefficiente, per gli ormai noti problemi di deficit delle varie compagnie e per i tagli della Regione. Senza alternative, non si può pretendere che un pendolare raggiunga la proprio destinazione entro le 7:30 e, in più, se coloro che hanno il bisogno di utilizzare l’auto o lo scooter anticipano i tempi di uscita, il traffico cittadino potrebbe congestionarsi, ottenendo lunghe code e notevoli emissioni di CO2.

Una buona idea ritornare alle domeniche ecologiche, ma occorre incentivare il trasporto pubblico. Solo con una efficiente rete interconnessa si potranno ridurre le emissioni inquinanti: per questo motivo, sarebbe utile aumentare anche le corse notturne degli autobus e tram sul territorio napoletano, in modo da evitare congestionamenti anche nelle ore notturne, specie in determinate aree della città (Vomero, Mergellina, Corso Vittorio Emanuele). Sicuramente non è un piano semplice: occorre una sinergia tra Regione, Provincia e Comune per cercare le risorse, ma, forse, la volontà politica di una scelta del genere non c’è ancora.

Bisognerebbe incoraggiare la mobilità alternativa: non basta dipingere su una corsia o marciapiede una striscia bianca o gialla per delimitare una pista ciclabile. Occorre costruire, laddove possibile, una vera e propria corsia per i ciclisti, utilizzando, magari, i fondi della Comunità Europea per la mobilità sostenibile.

 

Non bisogna dimenticare anche la ricaduta economica: disincentivare i cittadini e pendolari a spostarsi per Napoli, potrebbe provocare una contrazione dei consumi (già provati da altri fattori, anche da scelte della Giunta riguardo le zone a traffico limitato), arrecando ulteriori perdite ai commercianti.

 

Nella fretta, poi, non si fa caso ad alcuni particolari: Napoli ha un aeroporto in città. Capodichino è uno scalo in forte crescita, ma è risaputo che un aereo passeggero consuma carburante come 500 auto. Ovviamente, non si può ridurre il traffico aereo, ma sarebbe il caso di interloquire con la Gesac, per capire come monitorare e, eventualmente, cercare di ridurre le sostanze inquinanti.

Stesso discorso vale per le grandi navi nel Porto di Napoli: si parla di un generico monitoraggio, ma si perde, ancora una volta, l’occasione di fare un discorso globale sulla questione Porto: come rilanciarlo, come potenziarlo e come massimizzare le esternalità negative (traffico, scarichi inquinanti).

 

Purtroppo, il Comune di Napoli attraversa una pessima fase economica, con un grande debito da sanare. Trovare delle soluzioni di lungo periodo è difficile, ma non impossibile: si dovrebbero avviare dei seri tavoli di confronto con Regione e Governo e, soprattutto, sfruttare al meglio i tanti fondi europei che si perdono nei meandri della burocrazia. Soldi che potrebbero veramente far “respirare” Napoli e Provincia.

 

Per saperne di più sulla delibera del Comune e sulle deroghe al divieto di circolazione, consultare il sito: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24174