Brainch– DI EMANUELE TANZILLI
emanuele.tanzilli@liberopensiero.eu

 

Allora, dal momento che in tv non si fa altro che parlare di elezioni europee (appuntamento ai seggi per il 25 Maggio, non scordate) e di quanto sarebbe meraviglioso se l’Italia uscisse dall’euro per tornare alla cara, vecchia, amata lira, ho deciso di impiegare questa domenica per farmi un giretto… fuori dall’euro.

Esatto: fuori dall’euro, come i brillanti economisti che rispondono ai nomi di Matteo Salvini e Giuseppe Grillo, in arte Beppe, ripetono come un intercalare ad ogni comparsata mediatica. Si presume che la possibilità di svalutare all’infinito la propria moneta, a prescindere dai fondamenti macroeconomici su cui ogni Paese poggia, sia la chiave di volta per raggiungere l’eden del benessere e della ricchezza: e allora facciamola, questa passeggiata nell’Italia del domani, in cui la coalizione Lega-Movimento 5 Stelle ha ottenuto il 100% dei voti, ha cambiato la Costituzione e con un referendum popolare ha stabilito la fuoriuscita dal sistema della moneta unica.

 

Ci svegliamo, con un ampio sorriso sulle labbra. Sul comodino al nostro fianco c’è una  foto della persona amata: no, che avete capito, mica nostra moglie, si tratta di Beppe Grillo con il dito medio alzato! Quanta poesia! Il portafoglio è ricolmo di banconote con Volta, Caravaggio e Raffaello, che con il dovuto rispetto, sono molto meglio di quei ponti tristi e sciatti che ci avevano propinato fino a quel momento. Poesia, poesia!

Il postino felice ci ha recapitato alcune lettere, andiamo a controllare… ah, le bollette della luce e del gas. Un po’ salate, d’accordo, del resto dobbiamo importare il gas dalla Russia, l’energia elettrica dalla Francia e il petrolio dalla Libia, perché non sfruttiamo ancora a sufficienza il potenziale eolico e solare, ma non importa, siamo pieni di soldi, svaluteremo un altro po’ la lira e tutto sarà a posto.

Tempo di fare colazione, ma il frigo è vuoto: sarà meglio fare la spesa. E la benzina in auto, già che ci siamo, il serbatoio piange e fa nulla se la verde costa diecimila al litro, quantomeno non c’imbrogliano più sui centesimi. Al supermercato dovremo stare attenti a ciò che compriamo, sapete, qui in Italia la mafia e la camorra hanno inquinato tutto, hanno sepolto discariche radioattive sotto i campi su cui coltivavamo l’insalata, gli spinaci, il riso, le arance, chissà forse anche il tabacco. Meglio andare sul sicuro e scegliere prodotti di provenienza garantita, e magari anche qualche schifezza americana, ogni tanto ci può stare un piccolo capriccio. Il carrello adesso è bello pieno, di sicuro alla cassa lo scontrino sarà abbastanza salato, ma vuoi mettere la certezza di acquistare prodotti sicuri? E poi cosa importa, ci basterà svalutare un altro po’ la lira e sarà tutto a posto.

All’improvviso il cellulare suona. Dovevamo chiamare quel nostro collega per l’appuntamento di lavoro, ricordate? Ci toccherà fare un salto in ricevitoria per ricaricare il credito, del resto da quando non siamo più in Europa i costi delle compagnie telefoniche sono aumentati a dismisura, ma in fondo a noi cosa importa, svaluteremo un altro po’ la lira e via, continueremo a ricevere ricariche dal cielo come se piovesse.

E che bello godersi le strade libere, senza quei fastidiosi extracomunitari ad ogni semaforo! Finalmente abbiamo chiuso le frontiere e abbiamo rispedito quei mangiapane a tradimento a casa loro. Beh, a dire il vero il vetro è sporco e una bella sciacquata ci vorrebbe, ma in fondo ci sono gli autolavaggi… ah no, anche quelli sono tutti vuoti ormai, nessuno più ci vuole lavorare. Vorrà dire che faremo da soli… prima o poi. Sempre con questa storia che nessuno vuole lavorare, colpa di quei giornalai comunisti! Per fortuna abbiamo abolito il finanziamento all’editoria e adesso in edicola si trovano soltanto Novella 2000, Chi e Cioè. Chi vuol sentire parlare di politica, quando pensa a tutto Beppe, noi vogliamo soltanto sapere di che colore è il bikini di Belen!

Ma ritorniamo a casa, va’, la giornata è stata intensa. Mentre prepariamo la cena accendiamo un po’ la televisione, per sentire cosa dice Studio Aperto, l’unico tg di informazione libera e imparziale rimasto in onda dopo la cacciata dei buffoni pagati dal PD. Toh, pare che il debito pubblico sia salito ancora e ammonti ormai a cento milioni di miliardi… quanto farebbero in euro? Il tasso di rifinanziamento sui mercati è ormai alle stelle, la sfiducia è tanta e forse le tasse dovranno aumentare ancora, giusto un po’ per sicurezza, ma a noi che cosa importa, svaluteremo la lira e staremo esattamente come prima: una bellezza.

Come sarebbe a dire “non proprio”? Aspetta, cosa significa che si pensa che il Governo intenda ripudiare il debito? Che non voglia pagare gli stipendi e rimborsare i Buoni del Tesoro? E i nostri soldi, i nostri soldi che fine faranno? Dev’essere sicuramente una bufala, una di quelle bufale tipiche di quei comunisti di Studio Aperto!

No, i nostri soldi no… i nostri soldi no… ma poi in fondo diciamocelo: lo sapevamo che sarebbe andata a finire così… neppure più in Africa vogliono la nostra amata lira… era meglio quando si stava peggio! E se finirà la carta igienica, sapremo almeno con cosa pulirci.

 

(Nota a margine: al termine della prima guerra mondiale la Germania, incapace di pagare l’elevatissima cifra stabilita nelle “riparazioni”, prese a svalutare il marco fino a stampare banconote da 100 mila miliardi per reggere l’iperinflazione dilagante. La moneta valeva letteralmente meno della carta su cui era stampata. Fu poi solo nel 1953, con l’accordo di Londra che cancellava il 50% dei debiti di guerra, che la Germania fu in grado di riassestarsi e iniziare quel processo di crescita economica che ne fece una delle maggiori potenze attuali. Pertanto, ai mancati Nobel che fantasticano di risolvere tutti i problemi con il ritorno alla lira è il caso di rendere noto che soltanto con un efficace accordo di condivisione del debito in sede comunitaria sarà possibile, anche per noi italiani, invertire la spirale depressiva in cui ci siamo avviluppati. Oltre che, naturalmente, cominciando a risolvere in modo serio un po’ dei disastri vari che abbiamo combinato in passato.)

Buona domenica a tutti.

1 COMMENTO

  1. In effetti, ogni risanamento deve ripartire dall’economia reale (approvvigionamento energetico, gestione delle materie prime, gestione dell’ambiente, valorizzazione dei punti forti del Paese, quali la cultura e il paesaggio), la politica monetaria certamente ha un peso ma non risolverà mai i problemi della prima.
    È un po’ come cercare di riparare il motore di un’automobile con una mano di vernice: senza dubbio l’impatto estetico sarà migliore – ma il veicolo sarà comunque inutilizzabile.
    Illudersi di risolvere problemi strutturali (ed a questi vorrei aggiungere l’onnipresenza delle associazioni criminali di stampo mafioso) con un qualsiasi strumento di politica monetaria è puramente illusorio.

Comments are closed.