– DI LUCA MULLANU
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Si chiama Daniele De Santis, 48enne romano, l’ultras della Roma accusato di tentato omicidio per i colpi esplosi nei confronti di Ciro Esposito e altri due tifosi del Napoli giunti nella Capitale per assistere alla fine di Coppa Italia.

Una ricostruzione – hanno spiegato gli agenti della Digos – che siamo riusciti ad ottenere questa notte grazie alle testimonianze raccolte sul posto, di tifosi e di gente comune e grazie ad alcune immagini che sono chiare”. La pistola utilizzata è una 765. “Subito dopo l’esplosione dei quattro colpi, l’arma si è probabilmente inceppata: i tifosi napoletani hanno picchiato De Santis”.

L’uomo, arrestato per tentato omicidio, secondo la dinamica spiegata dagli inquirenti, sarebbe uscito dal laboratorio in cui lavorava lanciando verso i tifosi del Napoli petardi e artifizi pirotecnici, provocando la reazione dei partenopei. Questi ultimi hanno inseguito De Santis, che, scivolato, si è visto circondato decidendo, a quel punto, di esplodere i colpi di pistola.

L’ultras romanista, detto “Gastone”, è noto per essere uno degli ultras più influenti nella curva della Roma, difatti fu lui a convincere Totti a non giocare il derby del 2004, quando si diffuse la voce – infondata – di un bambino investito da un blindato della polizia. Non solo, ma Daniele De Santis è conosciuto dalle forze dell’ordine anche per dei presunti ricatti al patron giallorosso Franco Sensi.

Qualche anno dopo, “Gastone”, provò addirittura ad entrare in politica, candidandosi con la lista del “Il Popolo della Vita”, movimento di estrema destra che rifiuta – si legge dal sito – tout court il “riconoscimento legislativo-istituzionale alle coppie di fatto, nonché a quelle omosessuali”.

Non si tratta, dunque, di uno squilibrato isolato, ma in realtà di un personaggio con dei trascorsi criminali nell’ambito della criminalità nera, così come testimoniato dal profondo legame ad alcune aree dell’estrema destra romana, più volte arrestato perché coinvolto in molte inchieste.