– DI MARCO DI DOMENICO
marco.didomenico@liberopensiero.eu

 

Al giorno d’oggi, la partecipazione attiva alla politica si è drasticamente ridotta. Complice il contesto culturale e l’attuale fase politica italiana, i cittadini, specie i più giovani, sono sempre più disillusi sulle reali possibilità di cambiamento all’interno delle istituzioni. La crisi dei partiti di massa ha influito non poco sulla partecipazione: la scomparsa dei vecchi partiti e la chiusura delle sezioni cittadine, con il conseguente calo di iscritti (specie under 30), hanno determinato la perdita di quel collante che teneva agganciati i cittadini alla politica, soprattutto quella locale.

Eppure, nonostante la crisi partitica, in Italia sono in aumento gruppi “alternativi” alla vecchia concezione di politica: movimenti, laboratori, associazioni e collettivi. Spesso, questi aggregano su determinate tematiche (globali o locali), svolgendo attività di socialità e di analisi politica. Non sempre, però, questi nuovi attori decidono di entrare nell’arena istituzionale. Altri, invece, hanno la forza, la determinazione e la volontà di costruire delle liste per partecipare alla elezioni amministrative, per incidere con dei cittadini (anche giovanissimi) nei consigli comunali.

Segue un’intervista ad un candidato al consiglio comunale di Sarno, provincia di Salerno.

Aniello Corrado, detto Danilo, ha 21 anni e svolge attività politica dalla scuola superiore, essendo stato rappresentante e legato al movimento studentesco. Iscritto a Scienze Politiche all’Orientale, ora si misurerà con l’esperienza della campagna elettorale, con un laboratorio politico.

Trovare un giovane di 21 anni, che si mette in gioco per le elezioni comunali della propria città, è molto difficile: cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

Un senso di responsabilità che sembra non appartenere a chi ci ha amministrato negli ultimi dieci anni, la voglia di cambiare il modo di gestire la “cosa pubblica” e, soprattutto, il forte interesse che ho per la politica in generale sin da quando avevo 14 anni. Lo stesso interesse che due anni fa mi ha spinto ad iscrivermi alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’ Università “ L’Orientale di Napoli”.

Fai parte de “La Sinistra Sarno”, un laboratorio politico che si dichiara apertamente di sinistra. Avete scelto di candidarvi con il PD, formando il centrosinistra, in controtendenza a livello nazionale: ritieni che questa sia una scelta adatta o che debba essere verificata di volta in volta?

In un contesto ristretto, quale è quello di un Comune di circa 33 mila abitanti, i discorsi sui massimi sistemi vanno “relativamente” accantonati per far posto a questioni più pratiche e utili al territorio in cui si vive. Non a caso la scelta di confluire in una coalizione che comprende anche il PD nasce proprio dall’esigenza di sovvertire lo strapotere che le destre si sono costruite nell’ultimo ventennio. Noi de La Sinistra, il PD e la lista civica “Con Canfora impegno e passione” abbiamo uno obiettivo comune: assicurare un futuro dignitoso a tutti coloro che vivono in questa città. Ed è per questo che siamo d’accordo sulle modalità da mettere in campo per raggiungere tale scopo.

Tema spazi: Sarno, come tutte le città campane, non offre molti spazi per i giovani. Quale sarà il tuo impegno personale, a prescindere dall’eventuale vittoria della coalizione?

Creare spazi per i giovani è fondamentale, nelle grandi metropoli come nei piccoli paesi. Con i Compagni de La Sinistra ci siamo ripromessi di battere su temi come la cultura e la socialità, a prescindere dall’esito della tornata elettorale. Abbiamo intenzione di dar vita ad eventi culturali capaci di creare momenti di aggregazione soprattutto tra i giovani, facendoli sentire membri attivi della società.

Sarno è un esempio di come la politica sia incapace di risolvere piccoli ma seri problemi per i cittadini: riscossione tasse e parcheggi sono stati mal gestiti, cosa si può fare di concreto per migliorare i servizi ai cittadini?

Il problema principale non è la politica in sé, ma il modo sbagliato di fare politica. L’esternalizzazione del servizio di accertamento e riscossione dei tributi, decisa senza un’apposita delibera del Consiglio Comunale, nonché l’affidamento della gestione del piano sosta a una ditta privata e non sarnese sono stati solo gli ultimi danni causateci dall’amministrazione uscente. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di reinternalizzare il servizio di accertamento e riscossione dei tributi, recedendo il contratto con la SOGET e realizzare un piano sosta che preveda tariffe anche per le frazioni di ora e che riduca i costi degli abbonamenti per i commercianti.

Oggi ricade l’anniversario della frana del 1998: 137 morirono a causa di una frana. Un tuo pensiero per ricordare le vittime di quel disastro e secondo te, come può comportarsi un’amministrazione per prevenire questi eventi?

Per poter prevenire eventi del genere bisognerebbe essere in grado di prevedere il futuro e, purtroppo, ancora non è possibile. Quello che invece è possibile, e che un’amministrazione dovrebbe assolutamente fare, è rapportarsi a tali fenomeni con competenza, lucidità e tempestività. Qualità che forse sono mancate a chi, nel maggio del 1998, dovette prendere determinate decisioni. Altro elemento importante è la scelleratezza umana, a causa della quale, spesso, catastrofi naturali, già di per sé tragiche, causano ulteriori danni: mi riferisco all’abusivismo edilizio. Ulteriori digressioni su ciò che ormai è accaduto sedici anni fa sarebbero superflue, mi limito perciò a rivolgere un abbraccio fraterno a tutti i miei concittadini che in quell’occasione hanno perso un parente, un amico o la casa. Auguro a tutti noi che eventi del genere possano non accadere mai più.

La Redazione di Libero Pensiero ringrazia il candidato consigliere per la sua disponibilità.

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