-DI LUISA DE MARTINO

luisa.demartino@liberopensiero.eu

 

Oggi per la rubrica di Libero Pensiero “Largo alla Cultura” abbiamo il piacere di chiacchierare con Irma Panova Maino.

Nasce nel 1964 a Praga, e scrive libri di genere fantasy.

La prima domanda mi sorge spontanea, anche perché personalmente amo questo genere, perché ti sei avvicinata a questo tipo di scritture?

Per prima cosa ti ringrazio per l’opportunità che mi offri, essere presente nella tua rubrica mi onora. In quanto alla tua prima domanda, come spesso amo dire, essere nata in una città come Praga e averne respirato l’aria, deve aver sicuramente influito sul mio DNA. Amo tutto ciò che è gotico, noir, magico… e quale città avrebbe potuto ispirare al meglio la mia fantasia? In quali stradine e viuzze avrei potuto sentire echeggiare lo scalpitare di cavalli, lo sferragliare di carrozze e il lamento struggente di un violino solitario? In quali altri luoghi avrei potuto calpestare lo stesso suolo percorso da Faust o dal Golem? Quindi credo che sia questa la ragione che mi ha spinta verso un genere che affonda le proprie radici nella cultura popolare, traendo spunto anche da fatti di cronaca locale. Non dimentichiamoci che il mito del vampiro nasce proprio nei Paesi dell’est europeo ed è ancora fortemente presente, basta pensare alle tombe che, a tutt’oggi, vengono scoperte (l’ultima verso la fine del 2013) nelle quali gli scheletri presentano singolari anomalie, tra le quali paletti infilati nelle costole e sassi incastrati fra le mandibole…

Il tuo primo libro; Scintilla Vitale, tratta di un triangolo amoroso tra una ragazza, un vampiro e un licantropo, ma a prima vista mi puzzava di qualcosa di già visto, ma mi sono accorta poi dopo che è una storia molto profonda e diversa dal solito. Ce ne parli?

In effetti hai ragione. Spesso Scintilla vitale è stata vista come l’ennesima fotocopia di un romanzo già noto e di cui tutti hanno già abbondantemente scritto. L’unica vera somiglianza consta nell’accostamento dei personaggi, ovvero il licantropo, il vampiro e l’umana. Tuttavia la similitudine finisce qui. In realtà Scintilla è un romanzo che pone tre personaggi (avrebbero potuto essere il palombaro, la fruttivendola e il meccanico, sarebbe stato lo stesso), di fronte alle proprie scelte, alle proprie priorità e, infine, ai sentimenti che nutrono l’uno verso l’altro. Evidentemente, trattandosi di esseri “particolari”, tali sentimenti sono stati approfonditi tenendo conto delle caratteristiche di ognuno, mantenendo intatte le peculiarità storiche e riconosciute dalla letteratura mondiale. In poche parole i miei vampiri e i miei licantropi, così’ come tutte le creature sovrannaturali, che amo trattare, mantengono quella fisionomia classica che ha preceduto la grande svolta dettata dai “diurni” e dai mutaforme, che licantropi non sono. Scintilla è un romanzo in cui le emozioni proposte dall’amore e dall’amicizia s’inseriscono in un contesto urbano contemporaneo, lasciando intendere che i mostri potrebbero vivere anche nella porta accanto.

L’ultimo tuo libro, “La resa degli innocenti” si distacca dal genere di libri che lo hanno preceduto, ma che comunque ha quel pizzico di fantasy che caratterizza le tue opere. Di cosa parla e cosa lo ha ispirato?

La resa degli innocenti è un romanzo molto più noir e molto poco fantasy e nasce da un episodio che ha scatenato molti sentimenti contrastanti. Il giorno in cui mia figlia, poco più che dodicenne, tardò a rientrare da scuola (nota bene, posta a pochissimi metri da casa), senza rispondere al telefono e senza che io potessi comprendere dove fosse andata a finire, mi fece perdere dieci anni di vita in un solo istante. Tutti gli scenari più cupi divennero reali e i fatti della cronaca più terribile vennero a bussare alla mia porta. Da madre, una simile prospettiva scandì i secondi dell’attesa immergendomi in un inferno personale che non vorrei dover rivivere. Inutile dire che, anche dopo che mia figlia ebbe rimesso piede in casa (ovviamente non le era accaduto assolutamente nulla), ebbi gli incubi per molte altre notti. Quindi, scrivere questo romanzo credo mi abbia aiutata a passare il momento, a “digerire” quel terrore provato negli istanti topici, facendomi pensare a cosa avrei fatto se realmente la pargola non fosse tornata. Francamente la strada intrapresa dalla mia protagonista, tenendo conto del mio carattere, mi è sembrata quella più probabile.

Mi è sembrato che tu abbia deciso di rendere i tuoi personaggi più “reali”, perché questo cambiamento?

In realtà credo che i miei personaggi siano tutti piuttosto “reali”, il fatto che possano essere immortali è solo un fattore casuale. Essi amano, odiano, sognano, si nutrono come chiunque altro. Non cucinano perché sono io che amo poco spignattare, ma se io fossi una gran cuoca, probabilmente si diletterebbero anche in questo genere di attività. Tuttavia, nella Resa, il contesto ha fatto sì che vi fosse una traccia meno sovrannaturale del solito, anche se, a ben vedere, non difetta del tutto. Rian, la mia protagonista, è affiancata da una figura che pur sembrando umana non lo è e questo apporta quel pizzico di mistero con cui amo condire le mie trame. D’altronde cosa è reale e cosa non lo è? Il nostro modo di concepire la vita influenza notevolmente la visione che abbiamo della stessa, dunque ci porta a considerare i fatti attraverso un’ottica personale. Ad esempio, io credo ancora a Babbo Natale e guai a chi cerca di negarmi la sua esistenza.

Perché hai scelto di trattare argomenti così duri?

Perché è la vita. Il nostro quotidiano è fatto di durezza e spigoli, di campi minati, di violenza e sangue. La realtà offre spunti continui, dando anche diverse interpretazioni dello stesso accadimento. Ciò che per taluni potrebbe essere considerato poco normale, per altri rientra nella consuetudine. Inoltre, il genere umano è talmente ricco di sfumature che la “durezza” è solo una parte di quanto può scaturire in determinate circostanze. Persone miti e accondiscendenti potrebbero trasformarsi in “mostri” con i dovuti stimoli, nessuno di noi può realmente sapere come si comporterebbe in una determinata situazione, se non vivendola sulla propria pelle. Questi sono gli aspetti che spesso mi affascinano, anche se, e me ne rendo conto, sono spesso causati da momenti estremi in cui l’umanità va a rotoli.

La protagonista subisce il dolore della perdita, prima del marito, e poi della scomparsa del figlio, diventando una donna forte e spietata. Come è nato questo personaggio?

Il personaggio nasce da alcuni aspetti del mio carattere e dalle mie esperienze in genere. La domanda che mi sono posta, ovvero “cosa farei se…” ha portato a risposte che, forse, potrebbero sembrare inquietanti, ma che calzano perfettamente con quanto ho già vissuto e con quanto so di essere in grado di compiere. Se per alcuni versi certe reazioni possono sembrare esagerate, per altri non lo sono affatto. E la mia introspezione ha fatto sì che la protagonista finisse nel baratro della follia insieme ai propri carnefici. Quando non si ha nulla da perdere, nulla rimane. Nemmeno il discernimento.

A chi consiglieresti la lettura del tuo libro?

Ai genitori in genere, anche se so che alcuni di essi potrebbero rifiutarsi di leggerlo per le emozioni che suscita. Un mio carissimo amico ha ammesso che, da quando è diventato padre, certe letture non rientrano più nelle sue “corde”, è diventato troppo sensibile e la lettura di un romanzo che tratta argomenti così crudi e brutali, non lo farebbe dormire per notti intere. Quindi, se da una parte mi lusinga, dandomi modo di credere che le emozioni, che ho tentato di descrivere, sono parse reali e coinvolgenti, dall’altra mi rendo conto che i temi trattati possono effettivamente inibire alcuni lettori. Quando si parla di bambini e dei pericoli che li circondano, i toni non sono mai tenui e mai superficiali. Immergersi in un abisso del genere significa scavare fra le perversioni più bieche del genere umano e non è mai facile. Nemmeno per il lettore.

Nel 2012 hai fondato la rete “Il Mondo dello Scrittore” di cosa si tratta?

Il Mondo dello Scrittore oggi è un network che consta di ben 9 fra siti e blog, di cui 4 totalmente dedicati agli autori emergenti ed esordienti, 2 pagine facebook, 3 profili presenti nei vari social network, come google, twitter, linkedin e, naturalmente facebook, senza contare il nostro gruppo, attivo e ben lieto di accogliere chiunque ami la scrittura, la letteratura e la cultura in genere. Il network è nato prevalentemente per promuovere gratuitamente gli autori e molte sono le iniziative che mettiamo in atto per dar loro maggiore visibilità, compresi dei contest di scrittura creativa e concorsi che portano a delle pubblicazioni gratuite. Lavoriamo incessantemente per poter offrire sempre nuovi spunti e nuovi strumenti, come il nostro Prontuario (sempre gratuito), con cui gli autori possono imparare ad affrontare il mondo dell’editoria senza cadere nelle solite trappole.

Hai un altro libro in cantiere?

Più di uno, a partire dal quarto episodio delle Cronache dal Mondo Parallelo, la serie edita da Edizioni Esordienti Ebook, proseguendo attraverso i romanzi ancora inediti che giacciono nel cassetto, per terminare alle nuove trame che mi vengono in mente osservando il tempo scorrermi intorno. Anche se, con tutto ciò che comporta mantenere efficiente un meccanismo come il network e tutto quanto gravita intorno a esso, non resta molto tempo a disposizione.

 

Ringrazio Irma per l’ intervista che ci ha concesso, a presto tra le righe di Libero Pensiero.